Withoutpretences’s Weblog

ESERCIZI DI FANTASIA

A4

Nulla di più perfetto di un candido A4 e una schermata dalle mille funzioni. E che ci vuole per assemblare prima le singole lettere e poi le parole per scrivere quel che si ha da dire… Ma il cursore lampeggia già da alcuni minuti e Mago Merlino, nella veste d’ impaziente assistente, sembra proprio annoiato, si guarda attorno e dopo un riguardoso sbadiglio i suoi occhietti da ratto scompaiono dietro palpebrali saracinesche.

Non ci posso credere e, si dà la libertà persino di russare…questo non glielo posso proprio permettere e le mie dita quasi offese cominciano a scorrere sulla tastiera.

La lampadina si accende e con essa le mie sensazioni.

Sono sensazioni di tenerezza e ammirazione verso mani segnate dal tempo, su macchie che come arcipelaghi si estendono sui solchi della grinza pelle.

Si muovono lente, quasi un rituale, nel girare impalpabili fogli.

Non perfetti e candidi A4 ma pagine ingiallite dallo stesso tempo che ha pennellato di macchie quelle mani.

Pagina dopo pagina, pensiero dopo pensiero e la voce varca debole dalle labbra tremolanti ma fiere. La ricerca della giusta distanza nel continuo mettere a fuoco come il trasloco di ombre da cui nasce la sua pittura.

Non pennello, non colori…non creta, non legno oggi per esprimere la sua poesia ma pochi semplici versi per rivivere vecchie emozioni.

Parlano del sole e della luna come segnali della vita che scorre e la serenità di affidarsi a loro senza rimpianti.

Solo Mago Merlino ha la bacchetta magica!!!….che la usi un po’ per rinvigorire la sua pazienza!!!…

————————————-

Sig. GENIUS

E’ entrato determinato da quella porticina in basso a destra, ha tolto il soprabito marrone e lo ha gettato al di la di quell’uscio poco prima che si richiudesse.

I capelli scompigliati e bianchi, per niente corti e curati, sopraciglia nere in contrasto con folti baffi anche loro bianchi. Un po’ tozzo nel suo maglione scuro, chiuso da un unico bottone proprio sopra il suo buffo addome, unica nota di colore l’azzurro dei pantaloni.

Tiene le mani dietro la schiena, chissà se si starà menando i pollici…e con gli occhi mi fissa, sono neri, grandi, ha una bella carnagione, se non fosse per l’età direi che si e’ fatto qualche lampada

Si dondola un po’ sui piedi, lo faccio anche io quando sto ferma per un po’ e mi vien il mal di schiena… a dire il vero succede anche quando mi sto annoiando…

Ehi signor Genius sia educato, in fin dei conti sto parlando di lei ed è proprio lei che e’ entrato da quella porta e per lo più senza chiedere permesso. E’ inutile che ora cerchi di strabiliarmi con qualche strampalato giochetto di prestigio, far comparire lampadine fosforescenti dai capelli (ora capisco perché sono così arruffati…) e da dietro la schiena (ecco perché teneva lì le mani…)…bastasse così poco!

Vedo che ha anche lei dei dubbi…si gratta il mento eh…non ci posso credere pure la mossa del bambino vergognoso state facendo…ma non era entrato per darmi un aiuto?

Per esempio mi saprebbe dire a chi e cosa dovevo scrivere?

Non so se preferivo mago merlino!!!

———————————–

ESERCIZIO DI FANTASIA…

Un piccolo quadrato, lato per lato, proprio come quello disegnato il mattino sul quaderno di scuola…quello con la copertina rossa, con l’ immagine del duomo di Milano a rappresentare una delle tante regioni d’Italia, con la carta assorbente per asciugare le sbavature di quel dispettoso pennino, con le tabelline stampate nell’ ultima pagina, più facili da usare come scacchiera da colorare che come promemoria da ripassare.

Lato per lato, in mezzo a fili d’erba che si elevano alti e che a macchia si allontanano e formano il loro prato. Non solo le tonalità della speranza ma, anche quelle della passione nel rosso dei suoi papaveri, della gelosia nel giallo dei fiori di tarassaco e nel bianco dei loro soffioni che il vento trasporta come le certezze di un bambino.

Lato per lato, per isolarsi dal tempo che corre veloce e dalla gente che affannosamente lo rincorre,

per guardare il cielo che si fa scuro e non aver timore di bagnarsi delle sue lacrime.

Lato per lato, per ascoltare il battito del proprio cuore e respirare piano per timore di non sentire più nulla.

Senso di protezione, intimità e di esclusiva… e un umido tepore che scorro lungo la schiena.

Poi l’erba si muove e come un tappeto si spiana, giù lungo la collina, tra le risate che accompagnano i corpi che rotolano…e il loro piccolo quadrato alle spalle.

2 Commenti

2 risposte finora ↓

  • LAURA // Giugno 29, 2009 a 4:24 am

    UN SASSO….
    UN MACIGNO…..NEL MIO CUORE.
    ECCO LOTOLGO E LO GETTO NELL’ACQUA DI UN TORRENTE CHE SCORRE..E MI SENTO ALLEGGERITA
    :D

  • poesilandia // Settembre 27, 2009 a 1:27 pm

    Pagine bianche

    Pagine bianche…
    spente, in cerca di luce…
    di un libro chiuso per sempre.
    Ricordi…
    giorni passati.. non vissuti…
    Lacrime… dentro come stelle cadenti.
    Mille domanda senza risposta…
    dentro la anima resterà…
    solo il tuo ricordo
    tramuterà nel tempo…
    un dolce ricordo.
    Ora…
    si sta facendo giorno,
    saluto la luna,
    il sole vuole sorgere.
    Ma… ti lascio il ricordo,
    di un battito d’ali…
    le ali delle tue stelle…
    che dal cielo mi veglierà.

    Per diverse ore vagabondato fra i tuoi pensieri e guardato le tue foto. Piaciuttissima, sono felice di conoscerti, amica di penna e A4 . Trasmetti serenità e amore a tutto quello che catturi e scrivi, complimenti.
    BUONA VITA E BUON domenica con sorriso. Lisa

Lascia un Commento