Withoutpretences’s Weblog

*Quanta sofferenza, padre

Dicembre 1, 2007 · 16 Commenti

BRICIOLE DI BONTA’ E RICONOSCENZA  

Il freddo era intenso stanotte e all’alba aveva messo a dura prova il mio folto piumaggio.
La neve, caduta in questi giorni, rende il paesaggio tanto suggestivo quanto austero per un piccolo passero come me.
Non e’ facile trovare da mangiare.
Qualche avanzo di verdura, bucce di mela o scorze d’arancio nelle oramai rare concimaie della zona. Qualche gocciolina che scende dai candelotti di ghiaccio che pendono dai tetti…
Eh si, quest’ anno l’inverno assomiglia a quelli di tanti anni fa, descritti dal nonno, li a ridosso delle vecchie travi in quel fienile abbandonato. 

E senza nemmeno pensarci mi ritrovo, come succede da un po’ di mattine, nei pressi di quel prato.
E’ già molto affollato, lo e’ sempre, ogni giorno di più.Ci sono alcuni miei amici passeri che attendono con impazienza sul rami del vecchio pero, mentre sulla cima del melo due pettirossi si stanno beccando le piume. C’e’ anche una coppia di merli; due macchioline nere che si muovono apparentemente senza senso in questo candido scenario.
Tutti qui ad aspettare, a ridosso di quelle simpatiche “casette” che come per magia sono spuntate un bel giorno tra i rami del frutteto.
All’inizio nessuno di noi voleva avvicinarsi, poi qualche passata veloce di ricognizione.
C’era sempre anche un nostro potenziale nemico che si aggirava nei paraggi attirato dal nostro curioso svolazzare… mai fidarsi dei gatti diceva mio nonno!!!
Ma alla fine, studiata la scena, il mio amico Trillo si e’ posato sul bordo di una di loro; qualche beccata al legno e poi all’interno… che meraviglia! …Briciole di pane.
Brevi richiami ed eravamo tutti li, stupiti e felici. Da quel giorno le nostre visite sono quotidiane e mai quel posto ci ha deluso. 

Questa mattina però l’attesa si fa più lunga del solito… nessun movimento solo le solite urla della mamma che incita i figli a sbrigarsi nel far colazione… essere noi lì sopra quella tavola!!
Nemmeno il gatto è presente… freddo, pigrizia?
Tutti noi a guardare in alto verso quella porta chiusa da dove ogni mattina più o meno alla stessa ora esce  quell’ uomo un po’ tarchiato, passi insicuri nel rituale percorso.
La sua espressione è sempre seria, lo sguardo verso il basso ma è lui che rifornisce le piccole mangiatoie… poco importa a noi il suo stato d’animo.
 
Trillo aveva appena fatto un giro d’ ispezione davanti alla finestra del salotto. Nulla!
Escono anche la mamma e i bambini. Grida, schiamazzi… due minuti di caos e poi ancora silenzio.
Arrivano anche altri passeri dalla valle e alcuni storni… oramai tutti preoccupati, non per le briciole mancanti ma per quella figura che tardava ad arrivare.
 

E poi compare… le spalle sembrano più curve del solito, i passi ancora più incerti… ma forse e’ solo un’ impressione… le scale, il cortile e si avvicina, qualcuno di noi svolazza allegro, qualcuno se ne rimane sui rami, Trillo segue il suo passo.
Anche l’uomo sembra notare qualche cosa di strano e per la prima volta dopo tanto tempo alza lo sguardo.

I suoi occhi sono tristi ma dolci, i suoi gesti ci riempiono di gioia.
Sembra assorto mentre le sue mani sbriciolano quei pezzi di pane… gesti lenti che accompagnano i suoi pensieri. Improvvisamente però qualcosa cambia…

Trillo si posa delicatamente sulla mano dell’uomo che interdetta si ferma, nel suo sguardo svanisce per un attimo la tristezza e sulle labbra compare un timido sorriso… mentre Trillo ci raggiunge felice.

           mangiatoia.jpg

Ora, guardando con impotenza quella “casetta” vuota, mi chiedo Signore; quanta sofferenza dovranno sopportare le spalle scarne di quell’uomo, prima di essere accolto tra le tue braccia di Padre?

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