Mentre la madre e’ affaccendata nel preparare il pranzo, il figlio segue un programma alla TV, il padre invece sta incorniciando con cura una vecchia foto di famiglia in un’altra stanza.
C’e’ silenzio in cucina, il ragazzo segue con attenzione, nel piccolo schermo, la sua coetanea che, con gli occhi ancora segnati dalle sofferenze passate, sta piangendo di gioia e commozione nel raccontare la sua storia di persona trapiantata.
Nello sguardo del ragazzo c’è interesse, comprensione e solidarietà. Anche la madre intuisce subito la volontà del figlio e lo incoraggia ad aprirsi con lei.
Ne stanno parlando quando arriva nella stanza il padre che invece manifesta il suo dissenso o piuttosto le sue paure.
Paura di un genitore, anche solamente nel parlare della morte che può prendersi un figlio e ancor di più della paura che una volta privo di vita possa essere “toccato”.
Il ragazzo e’ però determinato, ha fatto la sua scelta e il padre a distanza di poco tempo si ritrova a dover mettere nella cornice proprio l’immagine di quel figlio che aveva avuto tanta paura di perdere.
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Alla fine di questo cortometraggio le persone in sala sono visibilmente commosse e per nulla annoiate da quello che credevano il “solito corso di aggiornamento”.
Un medico ed un infermiera, responsabili del Coordinamento locale trapianti illustrano cinque anni di attività che mettono talvolta la morte al servizio della vita.
LA DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI
L’ art. 4 della legge n° 91 del 1999 introduce il principio del silenzio assenso in base al quale a ogni cittadino maggiorenne viene chiesto di dichiarare la propria volontà sulla donazione dei propri organi e tessuti, dopo essere stato informato che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione.
Tale principio non e’ ancora in vigore. In questa fase transitoria, prima dell’applicazione del silenzio assenso, la manifestazione della volontà è regolata dall’art. 23 della stessa legge che introduce il principio del consenso o del dissenso esplicito.
A tutti i cittadini viene data la possibilità (non l’ obbligo) di esprimere la propria volontà.
ATTUALMENTE QUESTE SONO LE POSSIBILITA’ PER ESPRIMERE LA VOLONTA’
· Una dichiarazione scritta che il cittadino porta con se con i propri documenti
· La registrazione della volontà presso le ULSS di riferimento o il medico di famiglia
· La compilazione del tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio del 2000 che deve essere conservato assieme ai documenti personali
· L’atto olografo o la tessera dell’AIDO o di una delle altre associazioni di volontariato
Queste e altre informazioni si sono susseguite, per capire meglio come operatori del settore e come semplici persone potenziali donatori e riceventi.
In sala alla fine cala nuovamente la penombra per elaborare nel nostro cuore le ultime immagini.
Quelle di un gruppo persone trapiantate tra esse una sessantina di bambini che sfidano in tutti i modi la neve di un magnifico paesaggio svizzero.
“Pensavo di trovare un gruppo di bambini deboli e vulnerabili e invece sono forti e pieni di vita” dice una maestra di scii che ha seguito alcuni di loro in pista.
“E’ bellissimo trovarsi qui in mezzo ad altri bambini che non ridono di te perché devi prendere sempre medicine…qui siamo tutti uguali!” dice uno dei bambini trapiantati con le guacciotte intirizzite dal freddo.
Ma la testimonianza più commovente e’ quella di una mamma che dice:
“ mi sono trovata a pregare perché mio figlio avesse la possibilità di avere un cuore nuovo con la consapevolezza che da un’ altra parte c’era una mamma che pregava che suo figlio non morisse.”
L’ INFORMAZIONE CI AIUTA A CAPIRE LA NOSTRA VOLONTA’.
