Withoutpretences’s Weblog

Post da Febbraio 2008

*A VOLTE SUCCEDE…

Febbraio 29, 2008 · 18 Commenti

“La vita è fatta di tappe che vanno interiorizzate… e ad ogni passo ci è utile un insegnamento appreso lungo il cammino… questo fa la nostra storia… questo la nostra vita… ma troppo spesso continuiamo a ruzzolare saltellando passaggi importanti, dimenticandocene e continuando a cadere,.. ripetutamente e a farci male.. sempre..”

Questa e’ una parte del commento lasciato gentilmente da Noemi (demi4jesus) al mio precedente post.
Mi ha riportato alla mente un mio pensiero di un po’ di tempo fa che mi va di condividere con voi…
.


…nel piano apparentemente senza ostacoli, in salite dalle variabili pendenze oppure ancora in facili discese…

…quando la mente vaga altrove, quando tutto sembra così facile, oppure ancora nonostante la preventiva attenzione…

…quando c’e’ il buio più fitto il sole più splendente, oppure ancora una delicata pioggia che inebria…

a volte succede…

…succede di cadere.

E’ una caduta destinata da tempo ma che percepiamo solo frazioni di secondo prima che accada e, in questo tempo, che come al rallentatore trascorre, l’istinto sfodera le sue difese…

…ma nonostante tutto cadiamo.

Un istante di disorientamento segna il passaggio ad una nuova cognizione in cui un dolore più o meno intenso ci fa sentire comunque vivi.

L’istinto di volersi subito rialzare senza valutare prima le ferite…

Il tempo di guardarsi attorno nella speranza di non essere visti…

Ma il segno rimane oggi, domani ed ancora…

… e il tempo, la consapevolezza e una mano amica accompagnano il passo fino alla prossima caduta…

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Brusa la vecia

Febbraio 28, 2008 · 12 Commenti

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Se ne sta in cima al mucchio, dà leggermente la schiena alle sue montagne e si gode il tepore di un raggio di sole che sembra donarle sollievo per l’ultima volta.
Il calore che stasera l’avvolgerà sarà diverso, intenso, risolutivo nel cancellare un anno di vissuti in una cerimonia che celebra il passaggio verso l’equinozio di primavera, verso un nuovo anno.

Sa di rappresentare una delle tradizioni più radicate nella civiltà contadina e sembra esserne conscia nel portamento fiero, nei suoi abiti che non conoscono moda, nell’ azzurro dei suoi occhi, sinceri e lecitamente spassionati.

In essa poniamo i nostri malumori, le nostre sottili cattiverie, le cose non dette ma molte volte pensate.
Ed è così che il suo testamento si fa ricco di nomi, fatti e pettegolezzi… diciamo… un “gossip paesano” che non ha nulla da invidiare a quello delle più patinate riviste della city.

Chissà se lo tiene nella vecchia valigia che porta con se al rogo, il suo testamento; di certo sta scritto nella sua testolina di cartapesta impreziosita dal vezzo di due pendenti.
A guardarla bene di vecchio ha ben poco, la sua pelle non mostra una ruga… e’ liscia, gli zigomi sono ancora alti… la sensazione e’ che non si voglia gettar via solamente il “vecchio e il vissuto” in termine di età anagrafica e di esperienza … forse queste sarebbero le cose da salvare… certi valori sicuramente si son persi per strada.

La sua espressione la dice tutta, un misto di inquietudine e preoccupazione… oserei dire anche paura!

Non per la sorte che l’attende stasera che sembra essere invece una delle poche certezze ma per il sentore che poco si rinnovi, che poco venga lasciato alle spalle, che la solita strada venga percorsa, ad occhi chiusi e senza fare tesoro degli errori commessi…

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*Donare

Febbraio 21, 2008 · 21 Commenti

 Mentre la madre e’ affaccendata nel preparare il pranzo, il figlio segue un programma alla TV, il padre invece sta incorniciando con cura una vecchia foto di famiglia in un’altra stanza.
C’e’ silenzio in cucina, il ragazzo segue con attenzione, nel piccolo schermo, la sua coetanea che, con gli occhi ancora segnati dalle sofferenze passate, sta piangendo di gioia e commozione nel raccontare la sua storia di persona trapiantata.
Nello sguardo del ragazzo c’è  interesse, comprensione e solidarietà. Anche la madre intuisce subito la volontà del figlio e lo incoraggia ad aprirsi con lei.
Ne stanno parlando quando arriva nella stanza il padre che invece manifesta il suo dissenso o piuttosto  le sue paure.

Paura di un genitore, anche solamente nel parlare della morte che può prendersi un figlio e ancor di più della paura che una volta privo di vita possa essere “toccato”.

Il ragazzo e’ però determinato, ha fatto la sua scelta e il padre a distanza di poco tempo si ritrova a dover mettere nella cornice proprio l’immagine di quel figlio che aveva avuto tanta paura di perdere.

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Alla fine di questo cortometraggio le persone in sala sono visibilmente commosse e per nulla annoiate da quello che credevano il “solito corso di aggiornamento”.

Un medico ed un infermiera, responsabili del Coordinamento locale trapianti illustrano cinque anni di attività che mettono talvolta la morte al servizio della vita. 

LA DONAZIONE DI ORGANI E TESSUTI 

L’ art. 4 della legge n° 91 del 1999 introduce il principio del silenzio assenso in base al quale a ogni cittadino maggiorenne viene chiesto di dichiarare la propria volontà sulla donazione dei propri organi e tessuti, dopo essere stato informato che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso alla donazione. 

Tale principio non e’ ancora in vigore. In questa fase transitoria, prima dell’applicazione del silenzio assenso, la manifestazione della volontà è regolata dall’art. 23 della stessa legge che introduce il principio del consenso o del dissenso esplicito.
A tutti i cittadini viene data la possibilità (non l’ obbligo) di esprimere la propria volontà.

ATTUALMENTE QUESTE SONO LE POSSIBILITA’ PER ESPRIMERE LA VOLONTA’

·        Una dichiarazione scritta che il cittadino porta con se con i propri documenti
·        La registrazione della volontà presso le ULSS di riferimento o il medico di famiglia
·        La compilazione del tesserino blu inviato dal Ministero della Sanità nel maggio del 2000 che deve essere conservato assieme ai documenti personali
·        L’atto olografo o la tessera dell’AIDO o di una delle altre associazioni di volontariato 

Queste e altre informazioni si sono susseguite, per capire meglio come operatori del settore e come semplici persone potenziali donatori e riceventi.
In sala alla fine cala nuovamente la penombra per elaborare nel nostro cuore le ultime immagini.

Quelle di un gruppo persone trapiantate tra esse una sessantina di bambini che sfidano in tutti i modi la neve di un magnifico paesaggio svizzero. 

“Pensavo di trovare un gruppo di bambini deboli e vulnerabili e invece sono forti e pieni di vita” dice una maestra di scii che ha seguito alcuni di loro in pista. 

“E’ bellissimo trovarsi qui in mezzo ad altri bambini che non ridono di te perché devi prendere sempre medicine…qui siamo tutti uguali!” dice uno dei bambini trapiantati con le guacciotte intirizzite dal freddo. 

Ma la testimonianza più commovente e’ quella di una mamma che dice:
“ mi sono trovata a pregare perché mio figlio avesse la possibilità di avere un cuore nuovo con la consapevolezza che da un’ altra parte c’era una mamma che pregava che suo figlio non  morisse.”
 

L’ INFORMAZIONE CI AIUTA A CAPIRE LA NOSTRA VOLONTA’.

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Categorie: °°°A PROPOSITO DI...°°°

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Febbraio 19, 2008 · 15 Commenti

Come sarebbe bello riporre in standby  certi momenti della nostra vita.
Due sono i modi per tentare di riuscirci: viverli in assoluto liberando la mente o cercare di catturare quante più sfaccettature possibili in modo da poterle poi ricomporre nei meandri della memoria.
Dimenticavo!…
Si può anche renderli visibili agli occhi altrui a patto che siano aperti all’altrui sensibilità.

E’ piccolina e me la ritrovo davanti. Davanti ai miei pensieri, quasi a dirigermi sulla strada del ritorno…una safety-car del passato che guida l’andatura.
Vissuta ma non trascurata, non un vezzo, non una scalfittura, essenziale nella linea, delicata nel colore. Procede fiera del sua epoca e del padrone che in questo la sostiene.

Sono stanca e voglio arrivare presto, non e’ niente mettere la freccia e sorpassare e allora perché mi ritrovo ancora dietro?

La sua sagoma e’ di anziano e distinto signore, ritto e composto guarda senza capo muovere il bambino che siede dietro.
E in esso vede gli occhi del figlio che implorano, a richiesta di un giro.
Ma tempo non c’e’ a concedere inutili sprechi e il cartellino deve essere timbrato e la Nina aspetta nella stalla.
La ghiaia e poi l’asfalto hanno consumato le gomme , rallentato la sua corsa e quel bambino gli sorride appoggiato allo schienale.

Guardano avanti, oltre il vetro dell’apparenza e  mi accorgo di aver perso per strada la voglia di arrivare.

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*Le pieghe della vita

Febbraio 16, 2008 · 21 Commenti

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E’ uno dei momenti cui mi fermo a pensare quello che mi vede imprigionata tra l’asse da stiro e la pila di panni da stirare.

Trovo rassicurante il familiare il suono del vapore che esce e spiana le pieghe… un po’ come succede nella vita.

Ci sono pieghe che facilmente si livellano, superfici lisce che rendono facile l’intento.
Non richiedono particolare attenzione… possono essere il trampolino di lancio per parecchie persone… del resto chi di noi non ha iniziato da un banale fazzoletto!

Ce ne sono altre per le quali l’impegno e’ senz’altro maggiore. Dipende dai mezzi che usi, dalla forza che metti, dalla voglia che hai, dall’esperienza che insegna.
Talvolta i risultati sono difficili da ottenere e vien voglia di sorvolare, di riporre tutto e chiudere l’anta.
Quando arrivano, però, sanno dare la giusta soddisfazione che ti senti addosso o vedi indosso agli altri, non ti trovi a dover far finta di nulla o sentire il leggero rossore ogni volta che vedi quella piega che stona.

Talvolta ci sono invece delle pieghe che non mollano, si riducono ma non scompaiono, passi e ripassi ma son sempre li e sembrano prendersi beffa di te.
Puoi decidere di darti per vinta o di perseverare, puoi decidere di fermarti e riflettere su cosa fare: lasciare le pieghe o continuare ad usare la forza, calcare la mano fino a decidere metterci il ferro sopra e lasciare che imprima per sempre il suo segno.

Il mio asse da stiro porta i segni della mia impulsività e della mia forza, li ritrovo ogni volta che affronto le mie pieghe, forse basterebbe che cambiassi la sua copertura ma forse i nuovi colori non si troverebbero a loro agio col vecchio ferro e pensandoci bene neppure io!

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E continuo a non sopportare di stirare le camicie!!!

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°°
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*Caos calmo

Febbraio 15, 2008 · 13 Commenti

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Ha una bella linea, una sicura  sterzata, un’ ottima frenata ed e’ particolarmente  scattante per essere una familiare.

Con il sole, la pioggia e la neve è confortevole, spaziosa, tiene compagnia e sa far ridere anche un bambino, meglio se e’ un portatore di handicap… sicuramente le da qualche punto in più!

Pensate che stia andando fuori tema?
Tranquilli … sto parlando di  CAOS CALMO  certo!

E si perché, a fronte della storia che per altro non mi dice niente di nuovo nel far riflettere la gente che e’ necessario fermarsi e godere delle piccole grandi cose che ci circondano nella vita di tutti i giorni prima che sia troppo tardi, a fronte di un Nanni Moretti che non mi e’ poi così tanto dispiaciuto e di una Golino che continua a non piacermi,  della tanto acclamata e incriminata scena di sesso,  del tentativo di mettere in luce il cinema italiano si cade spudoratamente nel lato commerciale che detta le leggi.
Non so se guardando questo film qualcuno si fermerà a riflettere su alcuni aspetti della propria vita, di certo in questo periodo una casa automobilistica avrà un trend delle vendite in sensibile ascesa.

Forse era meglio che leggessi solamente il libro!

Categorie: °°°VISTO DA UNA COMODA POLTRONA°°°

*vorrei che il giorno di San Valentino non esistesse affatto..??..

Febbraio 13, 2008 · 23 Commenti

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Tra i profumi di solerte primavera e fragranze di pane
tra sottili fili di frangia appena rinvigoriti.

Lì, tra la distrazione che corre
e il pensiero che sovrasta.

 Un esile gambo,
un amaranto bocciolo. 




Poco importa se stona
con l’ arancio  di rude fatica.

L’ amore nei suoi gesti
accosta anche i più inconciliabili colori.


Dona.

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Categorie: °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°

Febbraio 11, 2008 · 21 Commenti

LA TRISTE SIGNORA

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La vita scorre
lungo i canali, le calli, i ponti,
sotto i soffitti carichi di storia. 

Atmosfera quasi irreale
contrasto di toni smorzati dal tempo
colori sgargianti
a ricordo
di vecchi vezzi di vita signorile. 

Il salmastro che penetra ovunque
il silenzio in ogni suono…

in te la tristezza
fonte della tua bellezza

 Dona

 

 

Categorie: °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°

*Strane combinazioni da incubo!

Febbraio 8, 2008 · 17 Commenti

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Una fetta di pane dalla crosta dorata, stava confabulando con il mucchietto di nutella che aveva in groppa.
“Non riesco a capire come abbia fatto a tradirci in questa maniera! Affibiarlo a noi, inseparabili amici di palato… spartire la nostra prelibatezza con quel cascamorto pallido!”…
 “Hai ragione!” dice la fetta di pane alla nutella “E si fa chiamare persino “mascarpone latino” come fosse un gusto conquistatore ed invece e’ insipido, quasi nauseante… e poi mica pretenderà di superare la mia cremosità !”
Insomma nutella era proprio arrabbiata, lei sempre così e placida e dolce! Invece fetta di pane che aveva la scorza dura ed era abituato ad avere a che fare con più varietà  alimentari era di gran lunga più tollerante.
Alcuni bastoncini di patate fritte che erano in attesa di una spruzzatina di sale come tocco finale, sentendo il parlottare di fetta e nutella, non poterono non raccontare la loro esperienza.
“Amici,  questo e’ nulla a confronto di quello che ci capita a noi… pensate che abitualmente veniamo soffocate da una spessa fetta di formaggio smorto, puzzolente e stracco. Si insinua tra di noi fondendosi al nostro calore e non ci si vede più.  Per non parlare dell’odore che sprigiona, insomma noi così croccanti e forti nel gusto diventiamo più molli di lui… un vero peccato di gola!
“Qualche volta capita anche a me.” disse la pera appoggiata stancamente tra un arancio e una banana.
“Vengo tagliata a dadini e mischiata a pezzetti di formaggio… debbo ammettere di essere più fortunata di voi patate fritte, almeno il mio insolito compagno di palato non puzza ma ancora non riesco a capire come possa legare il mio gusto cosi succoso e frizzantino con quello “legamenti” e pastoso del formaggio… valla a capire tu questa umana!”
Si unirono al coro la “Signora Polenta” che si lamenta del “Signor  Tocio” con il quale doveva spartire sempre la forchetta.
Non poteva mancare il caffè che era obbligato ad essere sporcato con un filo di grappa alla quale oramai si era anche abituato… il brutto veniva quando a imbrattarlo era una fredda pallina di gelato alla panna, diventava subito gelato anche lui e gli unici fumi che si levavano dalla tazzina erano quelli della sua ira! I veri intenditori del caffè lo avrebbero sorseggiato così scuro  e puro!
Anche il leggendario “Vin Clinto” non se la passava meglio quando doveva dividere il bicchiere con la fanta-stica  bibita, come si definiva lei. Lui preferiva di più le aranciate di una volta … almeno non si davano   tutto  quel gas!
“Però ho sentito che sono i cugini fagioli ad avere su tutti noi la peggio” disse Vin Clinto. “Vengono annegati in un mare di cipolla e lasciati così per un’intera giornata prima di essere finiti del tutto! Penso sia la peggiore delle torture che un povero alimento debba subire…li si c’e’ davvero da piangere!!!”
Il vociare si fece sempre più insistente, nessuno era contento del compagno di boccone col quale formavano delle strane combinazioni da incubo e nessuno chiedeva loro se lo fossero o meno…

Accidenti! Si stà sviluppando uno strano “fermento”… meglio svegliarsi!

        ba.BOOOOOOOOOOOoooooooo……. 

Tranquilla Dona, sei stata solo nominata!
Ramona, Michele e Clara quali sono le vostre combinazioni da incubo che io non conosco?

Categorie: °°°TRA FIABA E REALTA'°°°

*Un giorno disse il grillo alla formica…

Febbraio 6, 2008 · 9 Commenti

Stasera volevo scrivere di “strane combinazioni da incubo”, uno spunto datomi da ba.BO ieri quando mi ha nominato per un simpatico gioco ma improvvisamente il mio cuore si e’ riempito di tristezza.

E’ sorprendente come certe notizie ti possano cambiare improvvisamente il corso dei pensieri, delle emozioni e così rimani senza parole, impotente di fronte alle certezze che gratuitamente  la vita ti dà e che alla stessa maniera ti toglie.

Stasera il suo camion e’ fermo mentre lui sta compiendo l’ultimo viaggio, solo.
Caro amico, ricordando l’allegria che portavi tra di noi, ti dedico questo breve racconto.

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UN GIORNO DISSE IL GRILLO ALLA FORMICA…
Devono essere proprio loro…
Prima le vibrazioni tutt’ attorno, poi  suoni indefiniti ed infine le voci.
Tina me ne ha parlato alcuni giorni fa e devo dire che il suo racconto mi ha fatto sorridere tra le antenne.
“Quella famiglia mi fa proprio schiattare dal lavoro!” Aveva detto Tina una sera di inizio maggio davanti alla volta del mio buco di tana, massaggiandosi la schiena sul gambo di una margherita.
E poi continuò:  “Oramai sono troppo vecchia, la notte avrei bisogno di dormire e quel soldino sembra sempre più pesante da trasportare, su, fino al davanzale…
Non ci sono più i dentini di una volta, raramente ne trovo di piccolini e sani da prelevare e depositare nello scrigno dei ricordi. Spesso, invece, il carico e’ pesante e come se non bastasse e’ cariato…insomma…un po’ di comprensione per una povera formica,  dico io! Trasportare materiale avariato e per lo più senza percepire la benché minima ricompensa… Dopo tante lotte di piazza, dove stanno i miei diritti sindacali?”…
Come si fa a rimanere seri di fronte a tanta simpatia ma Tina sembrava essere proprio con le gomme a terra per cui rimandando al mittente l’inevitabile sorriso cercai di consolare la mia amica.
“Ma Tina, non capisci che i bambini credono in te, non li puoi deludere! La ricompensa sta nel vedere la gioia nei loro occhi quando al mattino trovano quel desiderato soldino. E poi,  che mi dici delle tradizioni? Sono un patrimonio da non perdere per non dimenticare le nostre origini.”
“Cri, cri, cri, tutti uguali voi grilli, ma per chi mi hai preso…per Pinocchio? Quella e’ un ‘altra fiaba e io non sono di legno…le capisco pure io certe cose!”.
La risposta di Tina non mi stupì, faceva parte del suo carattere essere a volte spocchiosa, ma sapevo che le mie parole sarebbero andate a bersaglio.
Perso nei miei pensieri mi sono dimenticato per un attimo della loro presenza.
Era inevitabile che quel fastidioso filo d’erba entrasse, come al solito, senza chiedere permesso, nella mia casetta. E le voci diventano sempre più concitate e il mio nervosismo sempre più  incalzante.
Mi dà proprio fastidio quel filo d’erba ed ahimè, loro lo sanno e non mollano la presa…inevitabilmente debbo uscire e la mia espressione non e’ delle più serene.
Tutt’ altro lo sono quelle di quei bambini e della loro mamma: quattro paia di occhi soddisfatti mi fissano e mi sento come se fossi trapassato dai raggi X. Non mi vogliono fare del male…
”Ma che fine ha fatto la legge sulla privacy?…E’ imbarazzante trovarsi in questa situazione, non credete?” Ma poi penso che del resto, pure questa e’ una tradizione di questi prati così cerco di fare l’ indifferente, mi guardo attorno e scorgo Tina. Se ne sta lì, nascosta da un soffione…
…non pensavo che le formiche potessero sorridere e neppure strizzare l’occhiolino!

Categorie: °°°FOTORICORDANDO°°°