E’ servito che passasse del tempo, per far decantare le sensazioni, prima di parlare di questo libro.
E’ un libro che piace o non piace e mi vien difficile dire che proprio non mi e’ piaciuto
Il riccio costruisce il suo nido con foglie, paglia e fieno nelle cavità degli alberi o nei buchi dei muri. Esce all’aperto soltanto di notte, procedendo lentamente, con un ‘ andatura saltellante. Esplora il territorio con curiosità, fiutando qualsiasi oggetto che incontra: non ci vede molto ma ha odorato e udito finissimi. Se si sente minacciato da qualche nemico si arrotola assumendo la forma di una palla irta di aculei.
E’ per questo ultimo aspetto che talvolta ho paragonato delle persone a dei ricci per il loro modo di racchiudersi in se stessi appena si sentono minacciati da critiche o confronti. C’e chi reagisce andando all’attacco l’ uomo riccio si mette invece in difesa talvolta disarmando l’avversario .
Non ci ho mai visto nulla di elegante in questo modo di fare per cui quando lessi il titolo naturalmente mi incuriosì l’accostamento di tale aggettivo a questo animale tracagnotto.
L’eleganza sta nella scoperta di quella personale storia di se che rende ogni essere umano unico e irripetibile, che può essere si catalogato in certi standard di personalità e modo di essere ma semplicemente per la comodità di chi non vuole vedere oltre..e cosi rispolverano vecchi detti: che non bisogna mai fermarsi alle apparenze, che l’abito non fa il monaco, che una rondine non fa primavera
Questo succede anche per le due protagoniste del libro che pur vivendo due vite completamente diverse sono unite dalla stessa mascherata intelligenza e genialità.
L’ una, portinaia di un elegante palazzo abitato da famiglie dell’alta borghesia francese, conforme all’idea che ci si può fare di una portinaia: scorbutica, sciatta e magari anche un po’ grassoccia e che invece e’ una colta autodidatta
L’ altra, figlia dodicenne di un stupido ministro inquilini proprio in quel palazzo, che nonostante la sua brillante acutezza e lucidità finge di essere una ragazzina mediocre come tutte le altre sue coetanee.
Talvolta ci si maschera o si assumono le sembianze di un riccio perché ci si sente inopportuni rispetto all’idea che gli altri hanno di noi o per il lavoro che facciamo, per come ci esprimiamo, ci vestiamo, per come e dove viviamo senza avere cognizione, alla fine, di chi veramente siamo e l’ “eleganza” che appresso ci portiamo.
Appendice ri-riflessiva:
Certo che, talvolta si vedono, ai bordi delle strade, parecchi ricci schiacciati dalle auto in corsa… stvano probabilmente attraversando la strada… proprio come Renée…












9 responses so far ↓
francesca // Aprile 16, 2008 at 10:26 pm
invitante
Artemisia // Aprile 17, 2008 at 1:36 pm
In certi periodi come questo ho proprio voglia di chiudermi a riccio nelle mie piccole sicurezze.
Ma come fai ad trovare il tempo per leggere tutti questi libri?
Un caro saluto,
Daniele Verzetti, Rockpoeta // Aprile 17, 2008 at 1:50 pm
Nessuna difficoltà, non è un bel libro.
Ammetto di non averlo propriamente letto, ma ci sono dei libri che a pelle so che posso lasciare tranquillamente sullo scaffale della libreria dopo averli sfogliati per poco. Questo è uno di quelli. Le ragioni sono moltissime, a scriverle tutte ci verrebbe un post dei miei lol ma concordo con quanto hai scritto.
melania // Aprile 17, 2008 at 3:05 pm
Ammetto che in certi periodi o anche in certi momenti della giornata mi sento abbastanza “riccio”. Ma mi passa e scrivere mi serve proprio a superare questo stato, questo modo di reagire alla vita, al mondo e alla gente.
Ho letto abbastanza su questo libro e l’impressione che ne ho avuta non è positiva, non tanto da farmi venire voglia di leggerlo.
giulia // Aprile 17, 2008 at 4:15 pm
A me il riccio come animale mi piace. Il libro me l’hanno regalato, ma non l’ho ancora letto: non è stata subito un’attrazione fatale, ma lo leggerò. Ciao, Giulia
Irish Coffee // Aprile 17, 2008 at 10:39 pm
tipico dell’umano in situazioni difficile il chiudersi come un riccio, mi è capitato in momenti in cui non mi sentivo a mio agio
bello o no questo libro ho voglia di leggerlo
e lo farò
grazie
Dona // Aprile 18, 2008 at 10:47 pm
*Francesca: ma non saprei, di certo lo e’ stato per me al momento di acquistarlo.
*Artemisia: talvolta ci si chiude a riccio nelle sicurezze e talvolta anche nelle insicurezze, dipende credo dai momenti come dici tu, l’importante e’ che poi passino, non si vive bene cosi’.
Non guardando la tv leggo, talvolta scrivo, sistemo foto, vi vengo a visitare (poco ahime’ in questo periodo) e poi come succede per la macchina fotografica mi porto sempre un libro appresso… si sa mai che abbia un po’ di tempo tra una commissione e l’altra. Di certo nella bella stagione leggo di meno.
*daniele. ti capisco, succede cosi’ anche per me, di solito acquisto i miei libri perche’ mi piace la copertina o perche’ il titolo mi incuriosisce, talvolta li annuso e me li rigiro per le mani, non sempre leggo la recensione… raramente resto totalmente insoddisfatta poi dalla loro lettura
*Melania: io in effetti non avevo letto nulla
*Giulia: dai cosi’ vediamo cosa ne pensi, ma credo che anche tu farai qualche interessante riflessione.
*Irish: bentrovata
e gia’ e’ capitato anche a me soprattutto in passato quando ero ragazzina, poi crescendo sono riuscita a vivere meglio queste insicurezze anche se talvolta le situazioni sono tali che resta difficile non racchiudersi a riccio in un angolino.
Buona lettura allora e fammi sapere
Un caro saluto a tutti
Dona
demi4jesus // Aprile 20, 2008 at 12:24 am
L’eleganza, io credo,risieda nel nostro modo di manifestare noi stessi agli altri…
Ho un concetto particolare dell’eleganza… credo risieda nella semplicità e nella spontaneità…
Quando qualcuno è “bello” senza “trucco”è veramente bello!
A poco servono gli aculei…
Dona // Aprile 21, 2008 at 8:49 am
Hai ragione Noemi ma talvolta ci sono delle situazioni o dei preconcetti che non permettono a tutti di essere “belli” senza “trucco” e quindi hanno bisogno di usare qualche aculeo… magari tutti noi potessimo manifestarci per quello che siamo veramente, sarebbe la cosa piu’ auspicabile e forse le cose andrebbero un po’ meglio.
Dona
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