Withoutpretences’s Weblog

*Visto dall’altezza media dell’uomo italiano

Aprile 21, 2008 · 18 Commenti

Me ne stavo tranquillamente poggiato sull’ultimo scaffale, all’altezza media dell’ uomo italiano, quello in cui di solito vengono esposti i libri “del momento”.

Li definisco così perché, per un meccanismo che è estraneo dalla mia comprensione, per un certo periodo rimangono lassù, in bella vista e poi scivolano più in basso fino ad arrivare all’altezza di frangette di bimbi, dove per la verità soggiornavo pure io fino a qualche giorno fa… Con la differenza che io non ci sono arrivato per scivolatura!

Poi per mano di un cliente distratto sono arrivato immeritatamente a provare l’ebbrezza dello sguardo di persone adulte, che con una mano disinteressatamente appoggiata sul carrello della spesa e l’altra incuriosita hanno iniziato a sfogliarmi.
All’inizio ero un po’ infastidito di quella mano sudaticcia e profumata di una miscela di odori di latte condensato, filetto di merluzzo e porri. Talvolta a girare le pagine era un solo dito impietosamente intinto a pinzimonio su di un’ umida lingua. Ecco in questi momenti preferivo gli spruzzi degli starnuti dei bimbi e i loro mocci che magistralmente andavano a mimetizzarsi sulla mia copertina scura.

Però di tanto in tanto era anche piacevole, essere al centro dell’attenzione, quando le mani erano delicate e lo sguardo attento, come e’ successo oggi, quando, dicevo, me ne stavo comodamente poggiato sull’ultimo scaffale osservando l’ultimo arrivato, definito dalla commessa che l’ha sistemato “l’ultimo della Kinsella”. Chissà chi sarà mai questa Kinsella pensavo e mi sento sollevare.

Dopo un breve tragitto mi trovavo alla mercé di due occhi vispi e di un pollice asciutto che mi massaggia il margine destro della copertina. E’ una piacevole sensazione quel contatto e non sento alcun miscuglio di odori nauseabondi… Accidenti! Mi ha letto nel pensiero, mi chiedo come abbia fatto perché improvvisamente mi apre con un gesto repentino e mi annusa. Non ci posso credere, lei annusa me! Meno male che non mi ha aperto alla pagina 173 dove ieri quel vecchietto ha versato un po’ di polvere bianca scesa dal capo chinandosi meglio per vedere chissà che cosa… Meno male, meno male altrimenti che figura ci avrei fatto!

Dalla sua espressione non mi sembra comunque molto soddisfatta di ciò che ha annusato e ora legge velocemente qualcosa sul retro e inclina il labbro superiore in una smorfia che non fa presagire nulla di buono.

Ma perché non ha letto davanti dico io “N. 1 New York Time – Nominato – MIGLIOR LIBRO DELL’ANNO” … vabbé dello scorso di anno! Ma mica noccioline, no?

In effetti indugia con lo sguardo ancora un attimo proprio sulla copertina e quando oramai penso sia fatta, anziché fare il viaggio di ritorno prendendo la traiettoria del suo carrello mi ritrovo ancora al fianco dell’”ultimo della Kinsella”. Già prima “a pagina” mi stava un po’ sulle scatole, ma ora dopo con quell’aria da snob con cui mi ha guardato una volta ritornato sconsolato allo scaffale, ho deciso che per lei in questo ripiano non ci sarà storia!

Insomma siamo o non siamo tutti sullo stesso piano, ognuno con la propria personalità e con la propria storia… certo c’e’ chi ha un aspetto più accattivante di un altro ma poi bisogna vedere anche quello che c’e’ dentro di noi!

Pensavo che questa sarebbe stata la volta buona, che in quel carrello ci sarei arrivato, che sarei finito in una casa e preso tra le mani la sera, nel silenzio, in penombra, che finalmente avrei potuto raccontare la mia storia.

Invece no, sarei dovuto rimanere lì chissà ancora per quanto tempo, sperando che se non avessero preso me almeno si sarebbero portati via quell’”odioso ultimo della Kinsella”… anzi dico a voi che state leggendo nei miei pensieri in questo momento… mica me lo fareste un piacere?

Che me lo togliereste dallo scaffale?


IL BAR DELLE GRANDI SPERANZE


J.R. Moehringer

Appendice a lieto fine:
…e dopo il terzo tentativo finalmente ce l’ho tra le mani!

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