Ebbene, sono 100!
…ehm naturalmente non parlo dei miei anni e di quelli che di solito si augurano ancora a venire, nemmeno sono gli euro vinti al gratta e vinci, visto che non e’ mia abitudine acquistarne ma semplicemente i post con questo pubblicati qui, nella mia piccola casa senza pretese.
Lo ammetto, non e’ un impresa titanica, non e’ un gran cifra ma per me e’ di certo un numero ragguardevole.
Lo e’ per il poco tempo che posso dedicare alle mie passioni e quindi anche a questo spazio di condivisione, per quella parte di me stessa che metto in quello che scrivo e nelle immagini che vi propongo.
Un centinaio di pensieri che oggi 25 aprile 2008 dedico ad una ricorrenza che per me ha un certo valore: il centenario della costruzione e inaugurazione proprio il 25 aprile 1908 del Teatro Colon di Buenos Aires in Argentina.
Vi chiederete come mai proprio questo evento, proprio questo teatro così lontano dal nostro paese.
Ebbene il principale costruttore di questo straordinario teatro fu un mio paesano e per paesano intendo un sospirolese che dopo mille peripezie riuscì a portare a termine questa sua opera come pattuito. Sto parlando di Francesco Saverio Pellizzari.
Pellizzari sembra sia ritornato in Italia alcuni giorni prima dell’ inaugurazione del teatro, e quindi non ebbe modo di assistere alla prima dell’ Aida e cosi’ si e’ pensato di onorarlo dedicandogli, tra le varie manifestazioni organizzate a Sospirolo e in parallelo a Buenos Aires in questi mesi, una rappresentazione di quest’ opera di Giuseppe Verdi tutta sospirolese, interpretata dai ragazzi delle scuole medie ed elementari con la regia di alcune insegnanti con grande successo.
Negli anni successivi Pellizzari ritorna in Italia. A Sospirolo, dove possiede vasti appezzamenti di terreno, costruisce la propria casa: “Villa Pellizzari”. Ormai è un professionista di fama, noto per le opere da lui edificate, tali da consentirgli di ricevere una medaglia di benemerenza addirittura dal Papa Benedetto XV. Poi, con l’avvento del regime fascista di Benito Mussolini, Francisco Saverio Pellizzari si trasferisce di nuovo in Argentina dove muore nel 1931. Nel 1949 a Francesco Saverio Pellizzari viene titolata la sala da pranzo della casa di riposo per anziani di Sospirolo.Qualche altra informazione sul teatro Colon la potrete trovare qui , dove ho rubacchiato alcune di queste belle immagini e per questo ringrazio Chiara







