Post da Giugno 2008

foto Dona
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Ne parlai tempo fa, pubblicando la “Lettera di Maria”
La nitida analisi a 75 anni, sul suo desiderio di rimanere a casa, tra “le cose che parlano di lei” piuttosto che essere costretta a guardare le spoglie pareti di un’ anonima stanza di un istituto.
Non parlano solo di quest’ aspetto le sue lucide riflessioni; quella lettera dice molto di più.
Dice del forte desiderio di far conoscere questo suo dramma, il dramma di molti anziani che non hanno la possibilità di decidere della propria, seppur breve, vita.
E così, dove la tacita volontà di molti non trova riscontro, la determinazione di chi si adopera lascia il segno:
“Poche parole, nessuna retorica. Un solo fatto chiaro, semplice e concreto.
Canoniani.it (il sito dedicato al mondo fotografico Canon), ha deciso di promuovere un’ iniziativa a favore degli anziani ricoverati in una Casa di Riposo di Belluno.
Un gesto semplice può servire a regalare un sorriso, accendere un ricordo, una speranza o semplicemente alleviare la vita e scaldare la giornata.
Pensatevi confinati, per sempre, fra una stanza, un corridoio e una sala da pranzo. Ogni piccola novità è fonte d’ interesse, distrazione, gioia, svago. Magari si può passare davanti ad un quadro ed ogni giorno fermarsi a commentarlo, come lo si vedesse per la prima volta.
Ecco allora l’idea tanto semplice quanto di sicura utilità.
Lo scopo e’ quello di abbellire le pareti di corridoi, sale da pranzo, palestre, attraverso le stampe delle nostre fotografie. Alberi, montagne, fiori, laghi, animali, mare, volti, piazze, colori, e tutto quanto possa contribuire a scaldare un po’ un ambiente che per sua natura tende ad essere troppo serioso.
Un’ occasione per mettere in mostra il nostro talento e nel contempo regalare un po’ di gioia ai nostri “vecchi”.
Canoniani.it seleziona 20 immagini che stamperà a proprie spese e donerà alla Casa di Riposo affinché possano essere esposte.
Questa la pregevole iniziativa e questi i risultati raccontati da Lorenzo, uno dei tanti sostenitori
La generosità dei canoniani sparsi in tutta Italia e’ stata stupefacente.
Sommersi dalle fotografie e aiutati da una raccolta di fondi da 20 foto siamo arrivati a 200! Sono nate amicizie e collaborazioni molto forti…il 19 giugno c’e’ stata la festa per la consegna delle foto agli anziani della Casa di Riposo di Belluno ed ora i quadri sono appesi alle pareti.
Fonte dove poter visionare anche le foto e stanze della Casa di Riposo dove hanno trovato dimora: http://finestre.forumup.it/viewtopic.php?t=938&mforum=finestre
Ho appreso da Lorenzo che l’iniziativa e’ ancora aperta.
Per chi fosse interessato a sostenere il progetto con una propria immagine (e’ importante che sia munita di apposita cornice in plexiglass, non vetro per questione di sicurezza) puo’ contattare, pur ulteriori chiarimenti su dimensioni foto e indirizzo di consegna i seguenti indirizzi mail:
Dona:
tella1967@libero.it
Lorenzo:
lorenzo350@tele2.it
Categorie: INIZIATIVE
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Marino Di Fazio – Pittore Ligure
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Mi han chiesto di parlar di poesia, ma cosa può dire una persona come me, che non ha miti a cui aggrapparsi se non l’ ispirazione che la vita le dona.
Avrei potuto spulciare tra i testi dei poeti di cui la scuola, con troppa indifferenza, mi ha nutrito. Forse, finalmente, ne avrei capito il legittimo sapore, che difficilmente si coglie affidando rime a memorie adolescenti.
Potrei citare il testo di più di una canzone ma mancherebbe il canto dei grilli e il suono dell’armonica in “Man in the long black coat” di Bob Dylan oppure la dolce malinconia nella voce di Leonard Cohen in Suzanne o ancora quella frase, icona di una delle poesie, di Dylan Thomas:
La palla che lanciai giocando nel parco
non è ancora scesa al suolo
da “Splendessero lanterne”
E che dire di questo pensiero di Andrea, 10 anni
Oggi un bambino della mia età
ha suonato
alla nostra porta.
Era carico di oggetti inutili,
che nessuno vuole,
e di povertà,
che nessuno accetta.
Queste sono per me emozioni come
…una chiesetta illuminata a guidare il cammino.
…il loro respiro sereno sotto le coperte,
…il pensiero di chi ama.
… l’ odore della terra dove affondano le nostre radici
e l’ immagine che solo a volte, ti tutto ciò, si riesce a catturare.
Così, c’e’ stato un giorno in cui mi sono fermata a guardare,
al di la del vetro, che deforma le percezioni
e spegne il canto dei grilli,
quando la luce dell’imbrunire esalta i colori.
Sulla strada ho trovato un viandante,
era nato il primo giorno d’estate
e cercava calore in ogni dove.
Mi disse: “Oggi hanno messo pioggia,
ma invece e’ uscito il sole.
Ti ho incontrato per la mia strada…
…sei così solare…”
E le parole riempiono i giorni,
i pensieri attraversano le valli.
Ho trovato i sentieri di quando ero bambina,
li ho percorsi attraverso il ricordo.
Ho capito il pianto nascosto di mio padre
e lo smarrimento di chi, perdendolo, e’ rimasto solo.
C’e’ stato un giorno in cui ho aperto al mio cuore
e non ho avuto dubbi,
l’ ho fatto entrare.
Dona

ps: ringrazio Giulia per l’invito.
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Lentamente srotola la tela al tepore che l’angolo a sud della casa imprigiona, tra gambi di gigli e ceppi di legna da ardere quando il sole arriverà qui stanco.
I suoi movimenti sono misurati come i pensieri scelti che il tempo rimasto per lei seleziona.
Rendono il gesto importante, privo di quella banalità che accomuna.
Del resto si sta parlando della sua vita, della sua passione.
I colori portano il segno del suo tempo, l’odore e’ acre e intenso, non si perde in quello dei gigli che vorrebbe rimanessero a suo ricordo.
Il pennello toglie le imperfezioni ma non cambia il destino neppure di chi lo impugna. Lei artista, lo sa.
L’ho vista dal terrazzo con alle spalle il grande pino. Lui sembrava prendersela tra le ampie fronde, lei il cavalletto i colori e la stoffa.
Sente il peso della fresca oscurità che incalza… ma sembra non curarsene da come le gira le spalle e guarda verso la luce che, seppur per poco, ripenellerà la sua tela.
Dona
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oramai l’estate e’ alle porte e
visto il latitare del sole,
(almeno dalle mie parti)
invito tutti ad un immersione virtuale
nell’ Acquario di Genova…
clicca sulla foto per vedere l’album

se si deve stare all’umido
almeno si veda qualcosa di bello!
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foto Dona
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Ebbene sei tornato a volare.
Il motore ha tossito un po’ prima di partire, giusto due tre colpetti come quelli che il direttore d’orchestra batte sul leggio prima di iniziare la sua impresa, come quelli che hai emesso quando ti han tolto il respiratore.
Il tuo cuore, per l’emozione, ha assecondato quei colpetti e, per la frazione di un secondo, a scorrere nella tua mente quei brutti momenti. Dal lancinante e inatteso dolore, al placido sonno che allevia, al risveglio lento e sofferto.
Mesi di paure ed insicurezze. Occhi stanchi e stremati dal celato pianto ti sono stati accanto come quelli curiosi ed impauriti dei bambini. Fardelli di pesanti aspettative quegli sguardi per te, gravi come il peso di quelle coperte.
Poi poche parole sussurrate accompagnate da grandi gesti che alimentano nuova forza. La forza che ora senti in questo motore, il rumore che si leva e’ fermo e sicuro, le vibrazioni che libera stimolano la tua coscienza. Ancora più potenza e le eliche iniziano a girare, girano come la vita che e’ ritornata a scorrere nelle tue vene.
Ci sono tutti attorno a te, occhi non più impauriti, stanchi e stremati ma solo pronti a seguire il tuo prossimo volo.
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Una piacevole scoperta aver letto “Il Dottor Semmelweis” di Louis Ferdinand Céline.
Probabilmente sarebbe stato uno di quei libri che mai mi sarei sognata di comperare.
Guardando la copertina mi sarei ricordata il mio lavoro, non che non mi piaccia, anzi, ma di solito preferisco altri tipi di letture per il tempo libero.
E invece, trovato tra le riviste di mia madre, l’ho letto tutto d’un fiato in una sera in cui la pioggia batteva così forte che se avessi potuto le avrei abbassato il volume. Il suo ticchettio sui coppi distraeva il tuffo nel passato, tra le pagine della tesi di laurea di Céline che in certi passi sembra più poesia che scienza.
E’ poesia quando descrive l’animo gentile e buono di Ignatz Semmelweis che, armato di buoni propositi, cercando di mettere in pratica ciò che ha appreso dai suoi maestri, vuole andare oltre. Vuole capire perché a Vienna, nell’ ottocento, moltissime donne incinte morivano di febbre puerperale, una febbre di origine infettiva. E lo fa con la semplice e vigile osservazione della tangibilità e con la condivisione del dolore stesso delle pazienti
In questa ricerca Semmelweis e’ vittima di un ostruzionismo antiscientifico che rende la sua opera drammaticamente difficile in quel periodo storico come, del resto, anche il nostro presenta i suoi segnali. Gli innovatori non hanno mai avuto un cammino facile e ieri come oggi cecità politica, il conservatorismo intellettuale e le pressioni economiche ostili sono in grado di seppellire anche le scoperte più eccezionali come quella dell’ asepsi ad opera di questo martire romantico della scoperta scientifica. Martire perché invece di essere onorato in vita per questa rivelazione così rivoluzionaria per la medicina e soprattutto per la chirurgia contemporanea, egli viene perseguitato proprio per questo, deriso, emarginato fino a precipitare nella pura follia.
Tutto questo e’ stato colto in modo magistrale da Celiné che ne fa la sua tesi di laurea e non solo, ma proprio a Semmelweis segretamente si ispirerà come dott Destouches (Céline era uno pseudonimo che usava come personaggio pubblico) in tutta la sua vita di medico.
Questa edizione del 2007 contiene anche un saggio di Guido Cernetti dal titolo “Semmelweis, Céline, la morte”
Interessante sarebbe anche leggere le altre due precedenti edizioni:
1952 éditions Gallimard Paris
1975 Adelphi edizioni s.p.a. Milano
Categorie: °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°°
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In ogni essere umano si celano possibilità infinite,
che non devono essere scatenate invano.
Poiché e’ terribile quando l’intero uomo risuona di tanti echi,
nessuno dei quali diventa una vera voce
ELIAS CANETTI
da “La rapidità dello spirito, appunti da Hampstead”
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J.R. Moehringer finalmente ce l’ha fatta.
Ce l’ ha fatta a scrivere il suo romanzo, a far ordine in se stesso.
Ci e’ riuscito relativamente tardi negli anni ma e’ anche vero che ognuno emerge nei modi e nei tempi necessari, non in una maniera diversa, non in un tempo diverso, ognuno con la propria condotta e con il proprio tempo, solo talvolta per qualcuno non ha da essere.
Finalmente tanti tasselli della sua esistenza hanno trovato giusta collocazione e per arrivare a questo e’ dovuto passare per le vie del dolore e della solitudine di bambino abbandonato dal padre, della volontà di prendersi cura della propria madre fragile e stanca e la consapevolezza di non poter prendersi cura nemmeno di se stesso, del desiderio di studiare a Yale, diventare un avvocato per rivendicare i suoi diritti di figlio abbandonato e la sensazione che forse non e’ proprio quello che veramente vuole. Forse il suo sogno, il suo futuro e’ scrivere, forse farsi una famiglia ma anche l’amore non sembra altro che essere ulteriore forma di insicurezza e dolore. Persino il suo nome sente inappropriato e arriva persino al punto di volersene concedere un altro, ma quale?
E così passa il tempo e solo un’ unica costante rimane: il senso di conforto, di protezione, di leggerezza, di punti di riferimento che solo al Pubblicans puo’ trovare. Per lui e’ il bar delle grandi speranze a Manhasset, sobborgo di New York in cui vive. Li dentro si sente terribilmente a suo agio tra le nebbie dell’alcool, tra persone che lo sanno comprendere, sostenere, consigliare. In questo modo che la sua vita a poco a poco si consuma senza quei tasselli trovino il loro giusto assetto. Gli sono serviti dei fatti tragici perché si potesse ridestare da questa magra esistenza, e’ stato necessario che altre vite si spegnessero perché lui capisse quanto preziosa fosse la sua e quanto il bar fosse d’ intralcio alla realizzazione dei suoi sogni. Si dice non sia mai troppo tardi e in effetti questo libro di memorie lo narra in tutta la sua onesta, struggente e talvolta divertente esperienza di vita.
In esso possiamo cogliere un messaggio di speranza, per tutte quelle persone che non riescono a trovare uno sbocco ai vizi che attanagliano e annullano la vita, facili oasi dove trovare rifugio, miraggi in mezzo ad un deserto che portano solo sulla strada della disillusione.
Dona
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