Post da Luglio 2008

foto Dona
******
E’ piacevole ritornare quasi quanto, o forse di più, di quando ci si chiude la porta alle spalle, di quando si sente la necessità di staccare la spina.
Per quanto possa essere utile e talvolta indispensabile avere davanti agli occhi nuovi scenari, respirare degli odori diversi e assecondare l’incedere di giornate vuote dai ritmi tanto doverosi quanto assurdi che la quotidianeità ci accolla, ritornare ci fa apprezzare quanto lasciato, seppur per così breve periodo.
E’ successo anche questa volta.
E così, riaprendo la porta e riattaccando la spina, si possono scorgere e apprezzare certe sfaccettature che prima di partire erano un tutt’uno, mescolate a banalità e a più o meno effettive evidenze, in un unico calderone denominato routine.
La routine che spesso ammazza l’istinto, la passione, le speranze e l’amore.
La routine che cerchiamo disperatamente, che ci fa sentire al sicuro dietro la quale rifugiarci ogni qualvolta ci sentiamo troppo allo scoperto e vulnerabili, quella che ci rende tutti uguali pur manifestando ognuno verso di lei sterili insofferenze.
Abbiamo bisogno di riposarci e di lasciarci andare consci di sapere che li ad attenderci ci sono i nostri punti di riferimento nel marasma di incertezza che giorno per giorno ci avvolge.
E’ bello ritrovare tutto ciò che ci e’ familiare, nonostante tutto.
E’ bello ritrovare il nostro lavoro, nonostante tutto.
E’ bello ritornare a casa, nonostante tutto.
E’ stato bello anche riaprire le porte di questa piccola casa e ritrovare tracce di foto e di scritti, sfiorare con le dita l’impercettibile velo di polvere che pochi giorni hanno lasciato e leggere impronte di amici.
E’ bello trovare un dono, un pensiero o un semplice saluto, appoggiato li al tavolo delle chiacchiere, in attesa di essere afferrato e la sensazione che anche dalla routine si possa cogliere del bello.
Dona
Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: FOTO, FOTOGRAFIA, IMMAGINI, PENSIERI, PERSONAL, PHOTOGRAPHY, PHOTOS, POESIA, POETRY, VACANZE
Anche questo e’ un modo di parlarne!
Insomma, non so se capita anche a voi ma talvolta parlare con i propri figli del “loro mondo” risulta praticamente impossibile. Sembra quasi di comunicare in due lingue diverse: da una parte ricorrenti richieste e dall’altra altrettanto continue negazioni… se si tratta di diritti e’ piu’ facile che siano i figli che richiedano e i genitori che negano, se si trattano di doveri le parti si invertono e cosi’ vien sempre piu’ difficile trovare un comune punto d’incontro.
Tendiamo a rimanere ognuno radicato nel proprio ruolo, il che non credo sia sbagliato ma pur restandoci penso sia utile e consigliabile fare un passo oltre verso la comune risoluzione di eventuali problemi che si pongano, verso quell’apertura che spesso non abbiamo il tempo o la voglia nemmeno di considerare.
Ci vuole pazienza e costanza e anche un po’ di fantasia. In tal senso ho trovato utile supporto e appiglio nella lettura di un libro del quale, mia figlia di 12 anni, come compito per le vacanze ha poi dovuto fare la recensione e il finale creativo.
Aiutandola nella forma, sono rimasta piacevolmente sorpresa nella sostanza. Spero che quando sara’ il momento questi scritti trovino riscontro nei gesti.
Dona
FINALMENTE SABATO SERA – Elena Mora

Recensione
Ho letto un libro intitolato “Finalmente sabato sera”.
L’ autrice è Elena Mora, che ha una figlia di nome Sara ed e’ sposata con Giovanni. Lei e’ una giornalista e scrittrice per passione firmando due cartoni animati per Raifiction e scrivendo per il Battello a Vapore oltre che questo racconto anche la serie di Superamiche del cuore.
“Finalmente sabato sera” e’ stato pubblicato dalla casa editrice Piemme Junior nell’anno 2007.
Si tratta di un racconto che parla di rapporti interpersonali fra ragazze adolescenti e anche fra giovani e genitori.
E’ ambientato in città, al giorno d’oggi.
Le protagoniste sono 5 ragazze: Consolata, Anna, Bianca, Cocò e Sogand.
Consolata è difficile che sia “sconsolata”, piuttosto e’ sempre arzilla e ottimista, ma quando arriva il giorno N ( cioè il sabato sera) lo è perché riesce ad uscire poco con le sue amiche e quando succede deve rientrare entro mezzanotte.
Bianca è la più grande delle cinque, ha 14 anni e frequenta il 1° anno di superiori.
Anna è la migliore amica di Bianca e è sempre bizzarra e buffa. Cocò è la più permalosa del gruppo, ogni cosa che gli si dice la prende come un offesa.
Sogand è di origine persiana ed e’ la mia preferita, ha i capelli lucidi come seta e ha il sorriso che incanta.
Il racconto inizia con una sequenza descrittiva nella quale l’autore fornisce delle informazioni sulle protagoniste e sulla loro necessità di uscire a divertirsi.
La storia si sviluppa attraverso il racconto di come le 5 ragazze riescono ad uscire il sabato sera (x loro detto il giorno N), cioè raccontando bugie e architettando imbrogli ai genitori.
Però a Consolata e Anna non sta bene raccontare così delle grandi bugie ai loro genitori e decidono di non infrangere il loro divieto di andare ad un concerto e rimanere così fuori di casa fino a tarda ora.
Le altre tre amiche, invece, decidono di andare raccontando le solite menzogne.
La storia si conclude quando i genitori delle tre ragazze vengono scoperte e messe in castigo dalle rispettive famiglie.
Non ho incontrato difficoltà nella lettura perché l’autore ha usato un linguaggio semplice e chiaro.
La storia mi ha molto appassionato: l’ ho trovata divertente specialmente quando le adolescenti preparavano il piano x andare alla festa.
In conclusione, per me leggere questo libro, è stata un esperienza bella e interessante e l’ insegnamento che ho tratto e’ che e’ sconveniente raccontare bugie perché hanno “le gambe corte” e dietro alle negazioni dei genitori si nascondono utili consigli.
******************
Finale creativo
Bianca, Cocò, Sogand, Anna e Consolata non potendo andare al concerto del loro gruppo preferito, erano demoralizzate e arrabbiate con i loro genitori che categoricamente avevano negato loro il permesso di andarci. Dopo un bel po’ di tempo passato a casa di Anna a pensare quale scusa inventare questa volta per poter uscire, ebbero una grande idea.
Visto che il Breakfast & Books di Bianca aveva un grande televisore a schermo piatto, decisero di proporre ai loro genitori di vedere lì il concerto e di invitare anche altri ragazzi che non potevano come loro andarci di persona. I genitori furono d’accordo a patto che tutte assieme, finito il concerto, anche se stanche, avrebbero dovuto pulire il locale. Le ragazze erano felici di aver avuto questa brillante idea e che i loro genitori per una volta erano d’ accordo con loro.
Decisero di fare dei volantini da mettere in città con scritto:
”A tutti i ragazzi e le ragazze che non potranno andare al concerto stasera, siete invitati e invitate a venire al Breakfast & Books di Bianca per vedere sul grande schermo il concerto!!!
Inizio alle 20.00 in punto.
Vi aspettiamo numerosissimi!!!!!!!!!!!!”
Finito di mettere i volantini in città le 5 amiche tornarono al locale e visto che mancavano ancora 2 ore all’inizio, pur essendo già stanche dopo le corse fatte in città , si misero a spolverare il bar/libreria per rendere l’ambiente più bello e più accogliente; la mamma e la nonna di Bianca si misero all’opera per fare i loro fantastici DOLCETTI al cioccolato, vaniglia, fragola e tante altre squisitezze!!!!!!
C’era già molta allegria quando cominciarono ad arrivare i primi ragazzi e anche i genitori di Bianca, Cocò, Sogand, Anna e Consolata che si guardavano soddisfatte.
FU UN SUCCESSONE !!!!
C’era chi ballava, chi cantava e tutti gustavano i dolcetti offerti e i genitori curiosavano fra i libri. Qualcuno chiacchierava fra di loro e l’allegria non mancava di certo.
Il Breakfast & Books di Bianca non era mai stato così affollato, sicuramente questo evento avrebbe portato in futuro molta altra gente.
LE RAGAZZE AVEVANO AVUTO PROPRIO UNA BRILLANTE IDEA!!!
Quando tutti ritornarono a casa i genitori si congratularono con le rispettive figlie, si resero conto di quanto fossero maturate e promisero che al prossimo concerto del loro gruppo preferito si sarebbero dati da fare per accompagnarle.
Le ragazze erano felicissime anche se ora le aspettava la pulizia del locale, ma i genitori gli diedero una mano.
Sara
***************
Abbiamo creato *°*LE PAGINE DI SARA*°* (in alto sopra la testata del blog) dove potete trovare questo lavoro al quale spero se ne aggiungano degli altri in futuro. Se volete potete lasciare un vostro commento anche li’, ne sara’ felice.
Categorie: °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: ADOLESCENZA, BOOKS, ELENA MORA, FINALMENTE SABATO SERA, LIBRI, PENSIERI, PERSONAL, RECENSIONI, SOCIETA'

Non ho potuto fare a meno di pensare da quale campo arrivassero. Oramai son fuori stagione, considerato che ce le troviamo sui banchi della frutta, con l’ aspetto clonato, già dal mese di febbraio.
Dimenticavo, sto parlando di fragole!
Non ho potuto fare a meno di chiedermi a cosa pensasse, chiuso in quel recinto, occhi tristi che guardano oltre le maglie della rete…seppur munito di ogni genere di confort e’ sempre una limitazione della liberta essere li’, anche se si tratta di un animale.
Dimenticavo, sto parlando di un cane!
Vi chiederete cosa possano avere in comune delle fragole e un cane…
In Strawberry Field in comune hanno delle persone che lasciati rispettivi paesi d’origine alla ricerca di una possibilità in più, entrano nel circolo della globalizzazione, raccogliendo fragole nei campi inglesi e avendo come a sorta di angelo custode Cane.
E si perche’, pure, non ho potuto far a meno di chiedermi cosa possa passare per la mente di un immigrato, lontano dalla propria terra, dai propri affetti, dai propri costumi alla ricerca di quel luccichio che solo persone senza scrupolo e considerazione dell’uomo possono offrire.
L’ho capito tramite Emanuel, appena maggiorenne che porta ancora nel cuore il candore di un bambino, lui nella terra della Regina e’ alla ricerca della sorella e di quelle risposte a pensieri peccaminosi che lo aiuteranno a crescere e diventare uomo. Con lui, tra i campi di fragole ci sono due cinesine dalle ancora deboli personalità e tre polacchi che invece di carattere, ognuno alla loro maniera ne hanno da vendere. Tomaz e’ un grandissimo fan di Bob Dylan e con la sua chitarra cerca di mettere in note la sua storia di menestrello dalle scarpe maleodoranti. A lui piace Yola dalle forme invitanti ma lei se la fa col padrone. Ha portato con se dalla Polonia sua nipote Marta che ha tutt’altri slanci rispetto alla zia, del resto ci vuole qualcuno che vegli sulla combriccola con le proprie preghiere e con i piatti deliziosi che solo lei, dal niente che hanno, sa creare.
Vitalij invece, nonostante sia poco più di un ragazzino, riesce ad emergere nei “traffici globali” e con il suo mobilphone e il vestito elegante fa invidia e abbindola un po’ tutto il gruppo, ma non Andreij. Lui e’ figlio di un minatore e ha visto morire suo padre proprio sotto quella terra che permetteva loro di sopravvivere. Lui, nonostante tutto, ha le idee chiare nell’inseguire il suo sogno come chiaro e’ il sentimento che man mano si fa forte verso la sua giovane e ingenua connazionale ucraina di Kiev che proprio in Inghilterra spera di trovare il suo amore.
Un intreccio di vite offerte al mercato, sottoprezzo, quasi come quelle fragole che arrivano sulle nostre tavole, quasi come la vita di un cane… no! Ad un cane e’ piu’ facile avere un padrone che gli voglia bene…
E non ho potuto far a meno di pensare, dopo aver letto questo libro, che tra vincitori e vinti, tra sogni e illusioni la dignita’ dell’uomo in ogni momento e in ogni dove viene calpestata e che ognuno alla fine rimane padrone solamente delle proprie emozioni.
Dimenticavo, sto parlando di noi tutti.
Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°°
Messo il tag: ATTUALITA', BOOKS, CULTURA, CULTURE, IMMIGRAZIONE, LIBRI, MARINA LEWYCKA, PENSIERI, PERSONAL, RECENSIONI, SOCIETA', STRAWBERRY FIELDS, TRAVEL