Withoutpretences’s Weblog

Post da Agosto 2008

*Dona un’ emozione – prime foto inviate

Agosto 27, 2008 · 10 Commenti

Sono felice di aver consegnato, qualche giorno fa, a Lorenzo (uno dei sostenitori dell’ iniziativa “DONA UN EMOZIONE”), le prime foto arrivate, donate da due amici.

A loro questo pensiero:

E’ sempre bello per me guardare foto e percepire le emozioni che da esse emergono.

Foto da ammirare, da capire, per le quali piangere o gioire, arrabbiarsi , pensare.
Foto da giudicare.
Foto mie, foto di persone che non conosco, foto che hanno fatto la storia, foto che fanno la storia di chi le ha pensate.
Foto di amici nelle quali ritrovare qualcosa di loro, del loro modo di vedere la vita, di viverla e donarla agli altri attraverso un immagine.

Così quando prendo in mano le foto di Roberto non posso far a meno di pensare alle sue mani che tentano di infilarle in quel tubo di cartone che ha viaggiato come eccezione alla regola che vuole lenti i nostri servizi postali, chissà se anche loro hanno capito che quelle foto viaggiavano per un gesto d’amore.

Srotolo i suoi colori da donare al bianco muro di un anziano, ne apprezzo la semplicità e l’altruismo che lo contraddistingue.

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Prendendo in mano le foto di Michele e non posso far ameno di immaginarlo alla rincorsa dell’ape laboriosa e di quella un attimo più vanitosa. Entrambe sembrano mettersi in posa, del resto l’occasione sembra importante se l’essere umano dedica loro tanta gratuita attenzione!

Ancora una volta trionfano i colori, apprezzo nelle sue foto la passione, l’impegno e la generosità non così tanto facili da trovare al giorno d’oggi come invece parrebbe.

Ringrazio quindi così Roberto e Michele per il loro gesto, quelle foto saranno al più presto appese ai muri della casa di Riposo di Belluno donando di certo ad un ospite un sorriso in piu’.

PS: L’ INIZIATIVA E’ SEMPRE APERTA!

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Pensieri o parole

Agosto 20, 2008 · 8 Commenti


Pensieri,
palle di biliardo
che battono
alle sponde della mente.
Acquistano velocità
faccio fatica a focalizzarli
e farli miei
…ad andare in buca.
Difficile pensare.
Inutili le parole.

Dona

foto Dona
Manarola marzo 2008

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I CENCI – Alexandre Dumas

Agosto 8, 2008 · 11 Commenti

Un po’ di tempo fa ho letto di questa storia nel blog del mio amico Rino e dell’ amica Artemisia (senza pero’ in quest’ ultimo riuscire a reperire il post) e ho sentito il bisogno di leggere questo libro:
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Leggere “I CENCI” di Alexandre Dumas e’ stato come riascoltare una delle tante fiabe della mia infanzia. Il bene che si contrappone al male che riesce sempre a chiudere vincente, seppur ferito, la sua partita ….fosse anche solo per volontà di Dio
C’e sempre una casetta nel bosco pronta ad accogliere una Biancaneve, una fata turchina o un principe azzurro per una Cenerentola, una coscienza per un Pinocchio e un paio di stivali per correre più veloce . Non c’e’ strega cattiva, matrigna, gatto o volpe che tengano, al massimo nelle mie fiabe, per quanto fantastiche gli orchi li mangiavano i bambini, non abusavano di loro.
Ma quelle erano fiabe in cui i bambini erano protagonisti e spettatori e alla fine c’era una morale. In questa “fiaba di Dumas, “fiaba per me per il suo modo di raccontare una delle più straordinarie storie del Rinascimento. I bambini erano solamente gli oppressi protagonisti, non c’e’ morale che si possa far capire ad un bambino, difficile da trovare anche per un adulto negli usi illeciti che erano costretti a subire. Non ci sono scusanti e attenuanti per una persona che abusa di un bambino, a maggior ragione se si tratta di chi ne ha donato la vita.
Padri, che solo la vendetta di figli costretti a crescere troppo in fretta, può fermare e figli che solo il giudizio di Dio può assolvere.
E’ successo alla bellissima Beatrice Cenci negli ultimi anni del 1500, sta succedendo ancora ora nel ventesimo secolo, la storia evidentemente si ripete e da essa l’uomo ha difficoltà a trarre insegnamento.
Beatrice cercò di opporsi con tutta se stessa al padre che la sottoponeva a violenze e depravazioni
Ed esasperata disegnò il suo assassinio. Per questo fu condannata a morte, giustiziata mentre la sensibilità popolare la piangeva. Nessuna fata turchina nel narrare di Dumas solo il desiderio di capire e far capire la violenza in un momento particolare della storia quella del passaggio da un’epoca antica ed una nuova, il desiderio di ribellione alla totale sottomissione patriarcale.
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“I CENCI” fa parte dei “DELITTI CELEBRI” : diciotto cronache di crimini efferati e famosi nella storia tra il 1300 e il 1800 scritti da Dumas a trentasette anni quand’era soprattutto un intraprendente giornalista e un drammaturgo di successo.
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In copertina: Beatrice Cenci di Guido reni, 1600 circa.
Galleria Nazionale d’ Arte Antica di Palazzo Barberini, Roma

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IL SAPORE DELLE FRAGOLE – Philippe Delerm

Agosto 3, 2008 · 13 Commenti

Bisogna diventare silenziosi perche’ il silenzio ci sveli le sue melodie, dolore perché i dolori scivolino fino a noi, attesa perché l’attesa faccia finalmente scattare le sue molle. Scrivere significa saper strappare dei segreti”
Léon-Paul Fargue

Solitamente comincio a farmi un’ impressione di ciò che sto leggendo da metà libro in poi. Pian piano entro nella storia, talvolta mi immedesimo nei personaggi, certi mi calzano proprio a pennello. Invece , questa volta, mi sono innamorata di questo libricino fin dal primo capitolo. 23 righe, poco più di un centinaio di parole sapientemente passate per le mani di un esperto giocoliere di antichi sapori. Sapori di ricordi gelosamente custoditi ordinatamente riposti in attesa che il gusto corrente faccia l’inevitabile giro di boa, insoddisfatto.

E così ecco, ancora una volta affiorare i miei RICORDI D’INFANZIA
Difficile ricordare semplicemente “mettendosi a ricordare”. Veniamo aiutati in questa ricerca sicuramente dai nostri sensi.
L’olfatto talvolta fa da bacchetta magica ed e’ così che camminando per una via, passando sopra ad una grata di sfiato di una cucina, vengo bloccata nel cammino e nei ricordi. Il profumo e’ intenso, quasi nauseante a quest’ ora del mattino, quando il palato e’ attratto dalla voglia di cornetto con cappuccino. Eppure questo odore e’ proprio lo stesso di un tempo. Un “minestrone” di ricordi bussa alle porte della mia memoria e, ad uno ad uno, entrano provenienti da quel vecchio asilo carico di storia.
La Ida, cuoca sgangherata con i calzerotti alla “pippi calze lunghe”, i cappelli tutti arruffati e i denti storti come tasti di un piano in movimento e il suo mitico, nutriente quanto odiato minestrone…come avrei potuto mai dimenticare il suo profumo!
Il refettorio con le tavole da apparecchiare e poi spreparare e una montagna di posate da asciugare…che responsabilità!
I giochi all’aperto, tra la ghiaia bianca e rumorosa sotto i nostri piedini, la giostra sempre lanciata a mille e i veli delle suore alti al vento…che risate quando qualcuno dei quei bianchi copricapo volava al di sopra del contorto glicine…e le acrobazie nel recuperarlo!
La grande sala con in fondo il palco…che emozione salirci, calpestare quelle assi sbucciate che sembravano reclamare con i loro scricchiolii una giusta verniciata. Da quel palco vedere gli altri bambini dall’alto, facendo capolino tra il pesante sipario, naturalmente senza essere visti, pena la “reclusione”.
Ne ricordo una in particolare di reclusione dopo aver tolto la sedia ad un bambino mentre si sedeva…un banale dispetto se non fosse stato che nella caduta si fosse procurato un taglio al collo. E il castigo: le ore trascorse in dormitorio, sul lettino con le stringhe di plastica gialle, il mio preferito di sempre, ma non quel giorno!.. Son rimasta lì da sola, al buio, fino a dopo pranzo quando, all’arrivo di tutti gli altri bambini per l’ora della nanna, la Superiora, con il dito puntato, spiegava il motivo perché mi trovassi lì prima di loro…che umiliazione!
L’altare era il posto che più mi piaceva, anche qui un profumo, quello dell’incenso che invadeva quella suggestiva stanza…li si dicevano le preghiere e talvolta si celebrava la messa. La mia ostinazione nel voler fare da “chierichetto” ma prontamente mi veniva detto che non potevo perché avevo i codini…Mamma, mamma tagliami i codini che così posso fare il chierichetto…niente da fare!!!
Il cestino (zainetto di un tempo) accoglieva orgogliosamente il pentolino che conteneva la cotoletta o lo spezzatino oppure ancora il pezzo di formaggio da mangiare dopo il famoso minestrone della Ida. Non potevano mancare neppure la confezione dei magici colori Giotto: il giallo, il verde, il rosso, l’azzurro e l’ album con le piccole figure da colorare che doveva bastare per tutto l’anno…
Tutto questo fino all’ultimo giorno di asilo quando di rimanere li proprio non ne voglio sentir parlare, niente recita, niente festa solo l’ultimo ricordo di un fiorellino in mano.

Foto: 1969 primo giorno d’asilo

Leggere il sapore delle fragole e’ fare un tuffo in un tempo piu’ o meno lontano, sospeso in un’ aura che sa di magia che Philippe Delerm sa abilmente esprimere attraverso un gioco di parole librate e poggiate sul foglio come un abile giocoliere sa far girare le sue clave.
Da leggere tutto d’un fiato e rileggere senza fretta lentamente.

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Nelle pagine di Sara trovere recensione e finale creativo del libro per ragazzi IL PRIMO BACIO NON SI SCORDA MAI di Angelo Petrosino.

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