Quello che… non tutti sanno
Devo dire che mai fu titolo più azzeccato per un racconto.
In un paesino di 4000 anime poco più poco meno, ognuno sa vita morte e miracoli di tutti e ci vien difficile da credere che qualcosa possa sfuggire. Qualcosa che, per la bigotta credenza che “certe cose non s’hanno da dire ma solamente da sapere”, di recente ha fatto sorridere non pochi abitanti del paese che si trovano “costretti” in molti, da “signora curiosità” e “compare pettegolezzo”, a leggere per la prima volta un libro, quello che svelerà loro il segreto che il titolo richiama.
Che la storia sia vera non c’é dato di sapere ma che sia verosimile potrebbe essere molto probabile. Ed e’ qui che secondo me l’autore e’ geniale, magari anche senza che di questo ne abbia consapevolezza.
Lo e’ lasciando credere di svelare un grande segreto quello che manca al “gossip paesano”, quello che farà il giro dei bar, delle piazze nel giorno di mercato, dei cortili tra un balcone e l’altro, delle tavole con la polenta appena saltata e dei letti magri di passione.
Ed invece ha scritto un romanzo semplice ma carico di significati, di cui in molti ne potrebbero essere protagonisti.
Ha raccontato una storia di solitudini, in una paese che scandisce i suoi ritmi quasi fiabeschi di vita quotidiana.
Un uomo rimasto solo in una casa grande che porta ancora il profumo di moglie e madre malata e del dolore che ha lasciato venendo a mancare.
La quotidianità dei gesti che riempiono giornate fatte di lavoro, faccende domestiche, di bicchieri di vino con gli amici e sporadiche visite di figli. E alla sera il ricordo, la tristezza, la mancanza, la solitudine.
Ci vuole un niente ritrovarsi per casa una giovane donna, con alle spalle il suo fagotto di problemi assortiti che potrà portare e riporre nei cassetti rimasti vuoti di quella casa tanto grande ai piedi della montagna tra i boschi innevati di un freddo inverno come tanti. E rimanerci per poco, giusto il tempo di qualche pasto annaffiato del solito buon vino che non manca mai nella cantina di Roberto, il tempo per una passeggiata, per qualche sguardo tenero premessa di ben altra intimità.
E poi il mistero che avvolge la vita di Rita quello che l’ha fatta arrivare nella casa del bosco e dopo 144 ore l’ha fatta ritornare sui suoi passi, quello che… non tutti sanno e probabilmente più sarà dato di sapere a Roberto, alla gente del paese e a tutti coloro che per curiosità leggeranno questo libro.
Post da Settembre 2008
*Quello che… non tutti sanno- Roberto Fontana
Settembre 28, 2008 · 7 Commenti
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*Quale “pianeta”? (altro particolare)
Settembre 26, 2008 · 4 Commenti
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*Quale pianeta?
Settembre 25, 2008 · 11 Commenti
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*Odore di spezie
Settembre 21, 2008 · 8 Commenti
Sento odore di spezie in questo appannato pomeriggio, preludio d’autunno, dove non si odono rumori e il tutto sembra in attesa.
Sento odore di spezie, forte e intenso, folata di vento liberata dalla longeva credenza.
S. Antonio e S. Rita appoggiati all’ unto vetro della scansia. Si ergono fedeli guardiani nella trincea con da un lato il servizio buono addobbato da bomboniere fru fru, foto ricordo e acqua Mariana e dall’altro adunate di bicchieri scompagnati..
A loro son toccate le spezie, depositi di pepe bianco e nero come polvere da sparo sotto i baffi del gatto, vicino a palline di noce moscata, ideali munizioni per le nostre fionde.
E poi stecche di cannella per addobbare i pacchi regalo che facevano più lieto il Natale e chiodi di garofano che galleggiavano in compagnia di qualche scorza di limone lì, nella tazza fumante di buon rosso, tra le mani nel nonno.
Ancora rosmarino e salvia, trito d’origano e foglie d’alloro, dietro ad una manciata di Rosse Rossana, le uniche che non avrei mai mangiato.
In un piattino con i bordi dorati ancora qualche lira tra spilli da baglia, un rocchetto di buon filo con l’ago conficcato a trenta gradi e un ditale d’ottone che si e’ fatto scuro da tempo.
E poi ancora aglio sopra il barattolo di bovis dall’aspetto invecchiato e dal contenuto d’un pezzo come il sale che prende l’umido.
Odori di spezie mischiati a quello di legno tarlato e vernice colorata di blu, odore di vecchio, di passato e di storia seppur nella semplice battaglia combattuta a fior di spezie con la benedizione dei Santi appoggiati all’unto vetro della credenza.
Appendice interrogativa:
Mi son chiesta in passato come mai tante spezie, considerato che i pasti della nonna si alternavano in smilze fettine di vitello contornate da dischetti di carote e porri e scolorite pastasciutte immersi nei filamenti di grana. Forse, tempo addietro, ai nonni piacevano questi sapori legati al forte legame che avevano con la loro terra o forse sapevano che in un appannato pomeriggio preludio d’autunno ne avrei potuto avere così forte sentore.
foto Dona
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*Il mio settembre…
Settembre 16, 2008 · 11 Commenti
Un giorno, scrissi anch’io su settembre. Poche righe, come il tempo che scorre tra il fresco della fine di un’ estate e il calore di un giovane autunno.
Settembre,
di ultimo fieno
e di corvi tra le piante di noci.
Di giallo tra le foglie
e di odore di funghi.
Di fresche nottate
e di matite nuovamente temperate.
Dona
foto Dona
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Un anno fa scrivevo “VABBE’ ” (clicca qui per leggere il post)
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*Il petalo cremisi e il bianco – Michel Faber
Settembre 13, 2008 · 10 Commenti
E’ sempre bello, parlando di libri, riconoscerli dal racconto della trama piuttosto che dal titolo o dall’autore.
Significa che c’e’ una storia ed esistono i personaggi. Personaggi che te la fanno vivere quella storia, dei quali ti ricorderai per molto tempo.
E’ successo l’altra sera parlando con un amica di figli, di come sia difficile avere un dialogo con loro nell’età dello sviluppo, di come sia quasi impossibile parlare della loro crescita e di come sta cambiando il loro corpo. E qui ne esce, come per assurdo, il suo ricordo di Agnes una delle protagoniste del PETALO CREMISI E IL BIANCO di Michel Faber, che, alla ciclica comparsa di lenzuola macchiate di rosso crede di essere gravemente ammalata piuttosto che pensare di essere diventata “grande”, neppure la nascita di sua figlia la toglie da questa convinzione… del resto forse nessuno le aveva spiegato a quali cambiamenti andasse incontro il suo corpo, che ad un certo punto sarebbe diventata donna e quelle lenzuola macchiate di rosso ne erano semplicemente il segnale…
E si fa presto ad abbandonare l’argomento figli per immergerci nei nostri reciprochi ricordi di queste pagine, della bravura dell’autore e del suo interminabile lavoro di ricerca che ha portato alla pubblicazione di quasi mille pagine di uno scorcio di vita Londinese del 1875, tra famiglie delle classi alte della societa’ vittoriana e i vicoli luridi e malfamati dove vive Sugar, giovane e ambita prostituta che cerchera’ di emergere e sottrarre il proprio corpo e la propria anima da quello squallore.
Ne esce un intreccio di storie che hanno come comune denominatore l’attrazione primordiale che avvicina inevitabilmente un uomo ed una donna sia che si consumi a completamento di una vita matrimoniale piu’ o meno felice, sia che avvenga come ricerca al di fuori della vita di coppia di quell’appagamento che altrimenti non si riesce a trovare come e’ successo a William Rackham (erede delle profumerie Rackham) che non trovando compiacimento dalla moglie Agnes che si crede incurabilmente malata tanto da farsi ritenere praticamente pazza, trova soddisfazione e forse anche un qualcosa di più dalla sua Sugar .
Può essere una ricerca di trasgressione che si contrappone alla purezza dell’ anima come successo a Emmeline Fox e Henry Rackham (fratello caratterialmente all’opposto di William) l’una impegnata a salvare le prostitute dalla strada e dai bordelli e con il represso desiderio di provare per una volta il piacere che a loro troppo spesso e’ concesso e l’altro che vorrebbe concedere la propria vita al Signore ma che e’ attratto da quella pia donna che si erge salvatrice di anime perse.
Oppure ancora come forma estrema di trasgressione e provocazione come succede a Bodley e Ashwell due personaggi stravaganti, liberi da qualsiasi legame, rimasti perennemente “amici di scorribande”.
E poi c’e’ Sugar, una sorta di “geisha d’occidente” che mette nero su bianco la sua vendetta per essere stata costretta da una madre, la sua, a prostituirsi fin da bambina.
La sua e’ una figura forte nei gesti quanto fragile nei sentimenti e nelle emozioni, appassionante e coinvolgente, come questo libro di cui e’ inconsapevole protagonista.
Questi personaggi fanno di questo scritto un buon libro.
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Anche un anno fa parlavo con un amica di figli e queste erano le considerazioni di allora: clicca qui
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*11 settembre 2001
Settembre 11, 2008 · 4 Commenti
Deve essere stata una delle ultime volte che ho guardato la tv.
Una delle ultime volte che, per un lasco di tempo relativamente lungo a pensarci ora a distanza di oramai 7anni, ho percepito un’ aria di sconcerto, sgomento e senso di “impotenza giornalistica” nel documentare quello che l’America stava subendo, quello che il mondo intero stava passando.
Si sono susseguite immagini e parole nessuna che abbia potuto dare un senso a quei gesti e alle conseguenze che hanno portato.
Il tempo allevia il dolore del ricordo ma non dissolve il segno della prevaricazione che continua a mietere le sue vittime ovunque.

foto Michele
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Jennifer quel giorno era felice mentre saliva al 38° piano della Torre nord del Word Trade Center. Lei e Evan, da li a pochi mesi, avrebbero stretto tra le braccia la loro tanto attesa bambina. Era ancora troppo presto per saperne il sesso ma lei ne era sicura: sarebbe stata proprio una femminuccia e le avrebbero dato il nome della nonna paterna, venuta a mancare tragicamente anni fa in un incidente aereo… continua
Dona
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*Riflessioni su un anno di blog
Settembre 9, 2008 · 15 Commenti
MI E’ SEMPRE PIACIUTA QUESTA FOTO
Ci vedo la fine di una lunga giornata di membra adeguatamente messe in fila.
Tutte sotto il medesimo ombrellone: stesso colore, ognuno il suo numero.
Proprio come nei carceri di una volta: divisa a strisce e numero sulla schiena…
Il panorama lo ammetto e’ diverso…diciamo per chi ha il privilegio di stare in prima fila.
Il resto della ciurma, se gli va bene, può ammirare un bel paio di sane rotondità…
non e’ mica così facile trovarne al giorno d’oggi!
Futili discorsi, ingenui schiamazzi, griffate suonerie, mix di nauseanti creme solari, ma poi finalmente scende la sera e la marea si riprende la sua quiete cosicché anche quelle due sfiancate sdraio possano godere di quella pace.
Con questa riflessione ho iniziato un anno fa a scrivere in questo blog. Una necessita’ di condivisione e in qualche maniera di spartire con altri il dolore che portavo dentro. Alla mia maniera, pubblicando foto e pensieri velati da quel filo di malinconia che mi porto nell’animo anche con il sorriso che difficilmente manca nelle labbra e nel cuore. E cosi’ si son succedute le pagine della mia vita in compagnia di vecchia e nuova gente, di presenze costanti e di perdite che hanno segnato i miei scritti di pianto. Il sole arriva riparatore e secca le cicatrici mentre giriamo i fogli e si bagnano di nuovo inchiostro. Ho scritto di emozioni, sensazioni, letture e di ricordi, ho mostrato immagini, maturato dubbi e convinzioni, ho girato per i vostri blog e ne ho colto spunti di riflessione, ho ricevuto i vostri commenti e anche attraverso loro in quest’anno son cresciuta. Non contano i numeri ma contano le emozioni! A proposito di commenti ringrazio sciurapina e clio che hanno aperto la lunga lista di commenti al mio blog proprio quel 9 settembre 2007 e naturalmente a tutti coloro che si sono susseguiti fino ad arrivare a voi che fedeli continuate a leggermi. Essendo un’ amante del ricordo vorrei quindi da oggi rispolverare il mio blog pubblicando volta per volta i vecchi post proprio a distanza di un anno, accodandoli ai nuovi in un link.
Credo possa essere interessante confrontare le emozioni a distanza di tempo … chissa’!…
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*Visto da Venere… la prima stella della sera*
Settembre 2, 2008 · 5 Commenti
L’uomo cerca splendidi panorami per piantare le proprie radici
poi
non si concede il tempo per poterli ammirare
e
se ad essi, aveva affidato il suo affanno
verrà il giorno,
in cui si renderà conto che il futuro sta solo nell’ amore.
Solo dove regna amore c’ è un domani.
Non conta dove saremo
ma che saremo insieme.
Visto da Venere…
la prima stella della sera.
Dona
foto Dona
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