Withoutpretences’s Weblog

Post da Ottobre 2008

*I gioielli della scuola

Ottobre 30, 2008 · 9 Commenti

I GIOIELLI DELLA SCUOLA

In un momento in cui si tende a parlarne male penso sia importante non perdere di vista lo scopo principe per cui la scuola ha motivo di esistere. Essa deve dare continuità al nostro vivere in società, accogliendo tra le sue “braccia” i nostri figli aiutandoli a diventare persone corrette, altruiste, generose, responsabili, consapevoli delle proprie qualità e risorse, dei propri limiti cercando di essere rassicurante e portavoce di una rivalutazione dei valori umani. Non può esserci solamente l’apprendimento come unico obbiettivo, ogni bambino ha una storia a se, ha i suoi tempi, la  propria personalità, le sue paure e i propri slanci,  i suoi handicap.
In un momento in cui si discute tra adulti, a me va di parlare di ragazzi, anzi di dar loro voce. Non nelle strade, non nelle piazze,  ma tra i banchi, dove, in una costante collaborazione tra le istituzioni, famiglie e istituti scolastici,  nascono questi “gioielli della scuola”:

Mercoledì primo ottobre 2008, siamo andati all’ecocentro che si trova a Sospirolo. Siamo stati là molto tempo a giocare. Io e i miei amici abbiamo fatto silenzio perché ci siamo accorti che stavamo facendo troppo chiasso. Io mi sono rabbrividito sentendo che la maestra diceva: “Non fare chiasso e ascolta. Sta iniziando a parlare il sindaco e  a scuola poi vi faccio fare il testo”.
Io ero stanco di stare in piedi ma ascolatai lo stesso il sindaco che disse che il comune di Sospirolo fosse pulito. Dopo lo stressante discorso siamo andati a vedere i bidoni: c’erano quelli delle pile, quelli dll’”olio extra vergine di macchina” e compagnia bella. C’erano tanti container enormi: uno conteneva persino un divano…in..cre..di..bi..le!!! C’era anche quello del metallo e degli pneumatici.
Ma adesso basta, passo ad un’ altra parte del racconto.
Verso la fine abbiamo fatto la fila per andare a mangiare ma i ragazzi delle medie ci hanno derubati e noi abbiamo dovuto accontentarci degli avanzi.
A me l’ecocentro e’ sembrata una fortezza.
Mi e’ piaciuta la recita fatta dai bambini di quarta: era simpatica e buffa.
Non mi e’ piaciuto invece il percorso lungo la starda che per me e’ stato molto faticoso.
Piero
8 anni

foto@Dona
ottobre 2008

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , ,

*”ABILMENTE” POESIA

Ottobre 26, 2008 · 6 Commenti

La poesia in un certo senso  nasce dalla creatività, dal sentimento, dalla sensibilità, dalle emozioni e forse siam abituata a vederla come dote di pochi, come arte  espressiva rivolta ai soli “addetti ai lavori”.

Si e’ avvezzi vederla confezionata in versi, talvolta nemmeno così semplici da capire, da interpretare e a priori vien svalutata. In un mondo in cui si tende a voler far vedere solamente il lato esteriore delle cose, in cui i sentimenti e le emozioni vengono gelosamente custodite o volutamente ignorate, importante iniziativa e’ stata voler inserire la poesia nel campo del lavoro manuale che e’ prerogativa essere pensato e affibbiato alle donne.
E cosi’ ad “ABILMENTE” creativita’ in fiera a Vicenza si e’ voluto   dedicare un  settore alla poesia denominato “POESIA, FORME E COLORI” dove artiste del Patchwork hanno dato vita alle proprie opere prendendo ispirazione dalla poesia d’ autore.
Ne son nate a mio avviso dei pannelli straordinari, alcuni interpretati ed elaborati in maniera tale da rasentare le pennellate di un pittore in una tela.
I colori, i tessuti, la fantasia e la tecnica miscelati nella giusta proporzione e soprattutto l’avvicinarsi all’animo del poeta han fatto di questi artisti loro stesse dei poeti.

Il titolo della canzone/poesia di Jacques Brel e’: “La chanson des vieux amants”

cliccare sopra le immagini per leggere le poesie e vedere meglio le opere e i nomi delle autrici.

*****************************

Tra le mostre personali mi va di segnalare “LE INFINITE VIE DELLA SETA”  di un’ esperta e fantasiosa artista svedese, ULLA ANDREASSON, che realizza raffinati patchwork trasformando le sue sete multicolori in sapienti pennellate.

Vi pubblico una delle sue opere piu’ impegnative e particolarmente belle… solo tessuto di seta e filo.

foto Dona

Categorie: APPENA FINITO DI VISITARE · ARTE · DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · POESIA · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

*Due parole

Ottobre 23, 2008 · 6 Commenti

Esprimere in due parole ciò che sento
Come puoi chiederlo?
E’ come riassumere in due colori questo cuore
Come e’ possibile?

Come e’ possibile
non evidenziare ogni singola emozione…
non ammirare ogni singolo colore…

foto Dona

(talvolta anche temperando pastelli si puo’ dar sfogo alla fantasia)

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , , ,

*Cortometraggio

Ottobre 20, 2008 · 9 Commenti

ORE 21

Alle spalle il tepore del focolare per andare verso l’unica proiezione della giornata.
Si abbassa la tesa del cappello e si alza il colletto del giaccone fin sopra il naso, in una sera che sembra la vigilia di Natale.
Il freddo raggiunge quei pochi centimetri di pelle rimasti scoperti e si diverte a provocare quell’ alzata di spalle che dà la sensazione di poterlo facilmente allontanare.
Tra le fessure delle ciglia, lo sguardo cattura la sagoma del campanile di Villagrande, a spiccare su di una miriade di figure geometriche che s’intersecano tra di loro dando dimora a paesani e turisti. Un profondo respiro e, anche attraverso il bavero, l’aria frizzante porta ad odorare un neutro profumo di neve da poco caduta che  ha cambiato, ancora una volta, l’atmosfera alla tela dai contorni sfumati da una luce quasi irreale nella quale l’uomo si sta per immergere.

Sono passati pochi attimi e di già, come sempre, rinnovate sensazioni lo pervadono e lo portano a pensare.
I suoi passi sono un po’ goffi ma saldi e lo sostengono giù lungo Tarin, a percorrere  quarant’ anni  di emozioni con gli occhi rivolti a quello schermo. Quarant’ anni  di  pellicole proiettate e riavvolte, di bobine maneggiate e montate, di tempi susseguiti.
Scene allegre, brillanti e comiche  lasciare il passo a momenti avvincenti, d’avventura o gialli fino ad arrivare ad immagini tristi e drammatiche.
Quella piccola finestrella innanzi, aperta verso quella sala sempre più accogliente negli anni…mentre la gente si prende sempre meno il tempo di sedersi comodamente per immergersi in una storia che non sia la propria.
Il grande schermo che perde la sua magia per quello che e’ capace di trasmettere e per quello che la gente non e’ più in grado di assaporare.

Ma la passione e’ tanta, non contano i mancati compensi e le ore tolte alla famiglia, l’uomo percorre i passi verso il Kursaal orgoglioso di essere il protagonista di questo lungometraggio.

ORE 21.15
Buio in sala…ha inizio lo spettacolo!

Atmosfere
Auronzo di Cadore (Belluno)
foto Dona

dedicato a Luciano, operatore cinematografico
cinema Kursaal di Auronzo da almeno quarant’anni

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°° · °°°VISTO DA UNA COMODA POLTRONA°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , , ,

*La “tredicesima intervista” a Gaspare Armato – Appunti della storia

Ottobre 14, 2008 · 5 Commenti

Arriva di buon passo Rino, Armato d’ ombrello a mo’ d’archibugio, sguardo fiero e leggero sorriso.  Decisamente uno scorcio sereno in questa giornata che promette imminente piovere. Sembra a suo agio nel suo habit à la française . Gli conferisce un aria signorile e confesso che mi sento alquanto in soggezione, giacché ho pensato, e  non poco,  alle domande che avrei potuto porre ad un uomo che vive nella storia e anziché pensare alla mia intervista mi perdo tra le pieghe della sua marsina! Nella mia carriera da intervistatrice e’ la prima persona che interrogo e caso della vita vuole che proprio come inizio mi trovo ad incontrare un personaggio che ha avuto la fortuna di porre le sue domande a personaggi di tutti i tipi: dittatori, re, imperatori, regine musici, pittori, ma anche gente comune, lavoratori, contadini, piccoli impiegati e commercianti insomma tutti coloro che hanno vissuto nella storia. Ha letto e parlato di fatti e misfatti come racconto semplice da comprendere e capire. E io ora che gli chiedo?
Son scesa dai monti, ho attraversato le valli e solcato nel mezzo la pianura e son arrivata in Toscana, nella sua cittadina, che tanto ama, luogo dove con piacere ritorna dal suo viaggiare, Pistoia.
Ci incontriamo in Piazza della Sala, una delle piazze più antiche della città, proprio a ridosso del Pozzo del Leoncino, facile punto di riferimento per incontrarsi come pure facile aggancio  storico per iniziare la nostra chiacchierata…

Rino : Cara Dona sono lieto di farti un po’ da guida, in questa meravigliosa città circondata da mura che fin dal medioevo ne hanno caratterizzato il tessuto urbano.
Dona: le ho viste arrivando, ma dimmi perché questa Piazza si chiama proprio “della Sala” e non “del duomo”, o con l’appellativo di qualche personaggi storico o di qualche data relativa al passato da ricordare.
Rino: ad onor del vero, la si chiama  “La Sala” fin dal tempo dei longobardi che erano soliti nominare con quest’ appellativo il palazzo dove risiedeva l’amministrazione pubblica. Proprio in questa piazza, dove stiamo ora piacevolmente passeggiando, vi fu costruito anticamente il palazzo del gastaldo che governava la città in rappresentanza del re.
Dona: mi piacerebbe visitare questo palazzo Rino, credi sia possibile?
Rino: sarebbe piaciuto anche a me ma purtroppo ad oggi, non ne rimane traccia. In seguito, la Sala divenne il luogo degli scambi e del commercio sviluppando il mercato per lo piu’ dei generi alimentari e vi si insediarono le botteghe degli artigianio e da queste attivita’ han preso nome le stradee piazze vicine: Via  del Cacio, via dei Fabbri, via degli Orafi via del Lastrone che prende il nome della grande pietra su cui veniva venduto il pesce e piazza degli Ortaggi dove possiamo ammirare il Giro del Sole dell’artista pistoiese Roberto Barni.
Dona: … e questo bellissimo pozzo?
Rino: è il Pozzo del Leoncino e un tempo veniva usato per deporre i rifiuti derivanti dalla lavorazione delle carni ma durante la lastricazione della piazza per motivi igienici avvenuta nel quattrocento per ordine delle magistrature cittadine, venne ripulito il pozzo dai rifiuti in modo da sollevare il sollevamento dell’acqua.
…Buono il gelato, Dona?
Dona: si scusami Rino ma non ho saputo proprio resistere, io ne vado pazza, il gelato e’ proprio una delle mie passioni, mi dispiace che non mi fai compagnia…
Rino: preferisco raccontare della mia citta’, questa e’ una delle mie passioni…
Dona: ehm (incassando la pessima figura del confronto di passioni) noto che l’architrave è come suddiviso in tre fasce orizzontali…
Rino: hai notato bene. Questo dipende dai materiali usati per la sua costruzione. La prima fascia in marmo bianco e’ ornata con le armi degli artefici del riordino quattrocentesco della piazza, il Giglio di Firenze e lo stemma di Pistoia. La seconda fascia è formata da blocchi di marmo verde e in origine portava una scritta oggi non più leggibile. La terza è in marmo bianco come la prima e sorregge il Marzocco fiorentino, un leone di pietra arenaria che tiene la zampa sinistra sopra lo stemma di Pistoia.
Dona: insomma, a quanto mi è dato di vedere dalle attività commerciali e dalle bancarelle di generi alimentari questa piazza ha mantenuto la funzione di scambi e di commercio e il pozzo ne è il suo simbolo.
Rino: certo, ma ci sono anche tanti altri monumenti, piazze, palazzi da visitare che caratterizzano e danno lustro alla città, per esempio Piazza del Duomo , l’ Antico Palazzo dei Vescovi la Chiesa di Sant Andrea la Cattedrale di San Zeno andando verso le mura la Fortezza di S. Barbara ….

… Inutile dire che ascoltare Rino in quel momento era come legere le sue pagine di Babilonia 61,    un narrare con grande semplicità e serenità e mi vin in mente come per incanto un passo della sua pubblicazione… accidenti la pubblicazione, me ne stavo quasi dimenticando… e pensare che ero qui per questo, per far a lui la mia prima intervista della carriera, la cosiddetta “Tredicesima intervista”, come io l’ho definita(dopo le dodici sapientemente realizzate da lui ad altrettanti personaggi storici fra cui VICTOR HUGO, ELISABETTA I D’ INGHILTERRA, FEDERICO DI MONTEFELTRO su fatti avvenuti nel 1200, 1500 e 1700) ma il mio taccuino non sanitatis e’ ancora vuoto di quelle risposte di cui avrei dovuto tracciare schizzo in merito al libro… del resto debbo ancora porre le domande, cosa pretendo!
Devo essermi immersa in questi pensieri per un lasco di tempo relativamente lungo perche’ mi accorgo che rino mi sta guardando con aria interrogativa, con quel sorriso a metà tra l’allegro e malinconico…

Dona: ehm… scusami ma stavo pensando alla risposta che ti dette Pietro da Urbino (studioso che scrisse le memorie di Federico da Montefeltro e  nominato duca di Urbino nel  1474 dal papa Sisto IV), al tuo ringraziamento per averti fatto vivere la sua Urbino del 1400 durante l’intervista che tu gli facesti.
Ora che mi accingo a salutarti caro Rino, tra l’altro senza aver riempito il mio taccuino da novellina, ti ringrazio di avermi fatto vivere la tua Pistoia nell’arco di questa “tredicesima intervista”

La risposta di Pietro da Urbino fu:
“Giovanotto, la storia e’ fatta anche di piccoli dettagli, piccli particolari che servono a completare un quadro, servono ad ultimare un mosaico, anche se psesso non ci si riesce. Talvolta bisogna avvicinarsi al lavoro per meglio dettagliarlo, a volte allontanarsi per ponderare l’ insieme e cercare l’armonia. In ogni modo tutto fa parte di un grande quadro che stiamo colorando poco alla volta e ognuno di noi come meglio sa fare.
Buona serata, amico mio.
Torni presto. Arrivederci” ……

Dona, chiedendo venia!

Categorie: °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°°
Messo il tag: , , , , , ,

*LA CAtaSTA

Ottobre 11, 2008 · 11 Commenti

Recensione:
Del libro di Saviano son arrivata a pag. 143 e non ho la minima intenzione di proseguire.

Il libro di Stella, invece… non ho la minima intenzione di iniziarlo!
Preferisco guardarmi questa foto:

foto Dona

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °NON ANCORA FINITO DI LEGGERE · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , , , ,

*AUGH! – Federico Tavan

Ottobre 10, 2008 · 2 Commenti

FATICA

Che fatica far capire alla gente
che non ci sono scuole
che ti insegnano a fare il matto
a farlo sul serio.

Dover andare dallo psichiatra
per farsi spiegare
perché la notte non dormi
e il cuore ti batte in mano.

Farsi spiegare
perché si ha un bisogno disperato
di vivere e anche di morire.

Farsi spiegare
perché un pacifista come me
che ama la compagnia
a volte vorrebbe ammazzare tutti,
per stare solo.

Uno come me
che pensa che le donne sono
l’unica cosa bella che esiste al mondo
qualche volta sogna
un mondo di soli uomini

Che fatica convincere la gente
che il mio modo di vivere
non impedisce a nessuno
di lavorare, fare l’amore, votare
di essere coglioni.

Che fatica convincere la gente.

Federico Tavan
da “AUGH!”

******************************************************

E così mi ritrovo seduta sul ciglio  della strada ai margini di un campo di granturco, tra gli spuntoni  solamente qualche pannocchia qua e la tra spuntoni di canne spezzate, l’omino dalla schiena curva e le braccia lunghe non e’ ancora passato quest’anno. Ne avrebbe raccolte parecchie ma la sua assenza premia il pazientare dei corvi.
Non mi ero mai seduta qui prima e neppure ora l’avrei fatto se la posizione scomoda d’attesa non mi avesse tradito. La strada di solito la si percorre e Dio solo sa quante volte questa, che porta verso casa. La ricordo di ghiaia, sassi ed enormi buche al ritorno da scuola, spianata e inesistente sommersa dal bianco mantello. Si ritornava per prati, quando nevicava era così anticonvenzionale..
Mi mette pace e serenità guardare verso lo Sperone, ora mentre la pasta probabilmente si starà lessando… nessuna rimostranza dalla mia coscienza fin ora, forse pure lei si starà godendo l’attimo!
In lontananza la scuola, privata da tempo dai tetti d’amianto e la chiesa che un po’ in disparte fa capolino dal faggeto, un tempo adibito a pineta. Solo i “coloni” han fatto il terzo taglio di fieno, eppure anche loro guidano il grande trattore, ma in esso ci fan salire anche le tradizioni e su, verso la tagliafuoco, i colori si stanno lentamente cambiando d’abito, non c’e’ fretta, tanto sarà anche quest’anno il primo gelo a togliere l’ultimo velo.
Se facessi leggere queste righe ad uno qualsiasi dei miei paesani penserebbero che sia, se non proprio una pazza di sicuro  una “tipa strana” come di certo sta pensando in questo momento il ragazzo che mi passa accanto con la sua auto e che un po’ titubante alza la mano in segno di saluto.
Ma io sto semplicemente aspettando i miei figli che ritornano da scuola, seduta sul ciglio di una strada.
Dona
***************************************

“Quando giocavo da solo sul prato a fare l’indiano il capo tribù non era contento di me / Io gli scappavo di mano e andavo sulla collina a fargli segnali di fumo / AUGH! Federico sta’ attento che arriva il cowboy / AUGH! e arrivavo io a cavallo di un pezzo di legno / Mi facevo prigioniero, mi legavo a un ramo, poi chiamavo rinforzi / AUGH! Federico! e arrivavo io in una nuvola di fumo suonando la carica con un fiore / AUGH! e c’era lo stregone / AUGH! e c’era la squaw / AUGH! il generale Custer / AUGH! e c’era il fortino / AUGH! il ‘55 / AUGH! ero contento / AUGH! era bello il mondo / AUGH! speravo tanto.” (Dall’antologia poetica di Federico Tavan)

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , ,

*Il mio ottobre

Ottobre 6, 2008 · 5 Commenti


OTTOBRE
Di uva, dolce mosto e  castagne nei ricci
di pochi compiti
e molti capricci

Di fumo dai camini
di cime innevate
e zucche simpaticamente illuminate

Di trine tra l’ erba
di impronte, spari, cani e fucili,
cuccioli soli e  gesti vili.
Dona

*************************

Il mio ottobre,  un anno fa:

34 LITRI DI SODDISFAZIONE…

… di quelle che non puoi acquistare ma che puoi solamente guadagnare attraverso il gusto della tradizione.

Il piacere di vedere la terra regalare ciclicamente vita ai vecchi filari.

vendemmia-2007-1.JPG

Sentire tra le mani la pienezza dei grappoli reduci dalle insidiosi grandinate e dolci fragranze solleticare piacevolmente aspettative.

vendemmia-2006.JPG

Respirare a fondo e percepire di trovarsi al posto giusto.

vendemmia-2007-2.JPG

Grappolo dopo grappolo, acino dopo acino, nel chiaroscuro della tinozza, giocosi piedini si muovono al suono di  altrettanto giocose risate e… il succo zampilla, colora di rosso la pelle e rende solenne il momento.

La Bigia osserva, sorniona, dal ramo più alto dell’albero di cachi e Parruccone, nella sua tana, attende che l’ebbrezza abbia fine.

vendemmia-2007.JPG

Le vecchie assi pazientemente ospitano il placido fermento e l’indice attende impaziente di essere succhiato.

Vivace e ricco di colore, frizzantino e dolce di sapore se ne esce, tra la rosea schiuma che forma, tra un mare di piccole bollicine.

vendemmia-2007-3.JPG

34 litri di soddisfazione che ci hai insegnato a conquistare; non importa se oggi non eri presente, ma promettici che lo sarai alla prossima emozione.

*****************

Non so quanti saranno i litri quest’anno, di certo so che sarai presente nel cuore di tutti noi e ancora una volta avrai mantenuto la tua promessa.

*****************

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°A PROPOSITO DI...°°° · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , ,

*San Francesco D’assisi

Ottobre 4, 2008 · 4 Commenti

Quella mattina, ci fecero entrare in “palestrina” dove l’odore della gomma dei materassini sembrava non stancarsi mai di mischiarsi con quello di sudore e adidas vissute. Non ci si faceva più caso dopo qualche giro di corsa, quando il pensiero migrava… il mio a quel “genio” che aveva inserito l’ora di ginnastica tra le materie scolastiche… che quella volta avesse pensato per sé!
Quella mattina niente corsa, solo il solito odore e uno schermo improvvisato tra le pertiche e le spalliere. Già sapevo che sarebbe stato un momento da ricordare: NIENTE GIANNASTICA e per la prima volta avrei visto un film proiettato, come al cinema… mica ci ero mai stata in una grande sala prima e neppure dopo per parecchio tempo ancora!
Avevo 10 anni e e per la prima volta avrei visto “Fratello sole, sorella luna” di Franco Zeffirelli il primo film dedicato a San Francesco d’assisi. Tra i moti di delusione dei miei compagni, ne rimasi affascinata e da allora porto con me quella sua aurea di amore infinito verso il Creato che dovrebbe essere il senso primo nella vita di tutti anziche ritenerla romantica    prerogativa di pochi.

SAN FRANCESCO DEL DESERTO

clicca il titolo o la foto per vedere l’album delle immagini

Categorie: APPENA FINITO DI VISITARE · DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
Messo il tag: , , , , , , , , , ,

*Pensieri sul divano…

Ottobre 1, 2008 · 5 Commenti

foto Dona

******************

Il nostro sguardo parla chiaro e parla in coro: “Ma chi ce l’ ha fatto fare??!!”.
E Già…risulta difficile muoversi a quest’ ora della sera, lasciare il tepore di casa, seppur per poco tempo, per ritrovarsi in questo caldo e maleodorante spogliatoio.
Dopo una giornata di lavoro, più o meno faticoso, risulterebbe di diritto spaparazzarsi sul divano, guardare la tv magari sgranocchiando noccioline…
In compenso la voglia di chiacchierare…quella, non manca davvero mai e sembra essere l’unica costante in quest’ ora che dovremmo dedicare a duro e intenso esercizio fisico, mentre…le uniche cose in continuo movimento risultano essere solo le nostre lingue!  Il brusio eccheggia già in quella stanza, si estende lungo il corridoio e va un po’ a perdersi in quell’immenso spazio che è la palestra.
Ed è qui che si compie il consueto rituale di stentate gesta alla guida di un oramai rassegnato giovane istruttore.
Neppure la musica che proviene da quel vecchio stereo sa più impartirci un ritmo ma piuttosto viene usata per coprire le nostre colorate divagazioni.
Quella che dovrebbe essere la consueta corsetta di riscaldamento, rigorosamente in fila indiana, lungo il perimetro della palestra, in realtà, assomiglia ad una passeggiata lungo Piazza dei Martiri in una tranquilla ma fredda serata di fine inverno.
Piccoli gruppetti di pressappoco attempate signore camminano in tondo nemmeno a passo sostenuto perché, se così fosse, comincerebbe a mancare il fiato per continuare le loro pubbliche relazioni…Scambi di improbabili ricette, chilometriche liste di dolori articolari a giustificare il poco impegno, mariti che glissano scontate evidenze, figli che sollevano preoccupazioni, riassunti delle trame delle più famose soap e non possono mancare i consueti pettegolezzi sull’ ultima scottante rilevazione: avvistamenti di corna non meglio definiti…Insomma, scritto nero su bianco una patinata rivista dai blandi contenuti da allegare, ogni martedì e venerdì, al prezzo maggiorato di un euro al nostro quotidiano locale.
Qualcuna allunga il passo e una voce che vorrebbe apparire autoritaria incita ad una certa andatura accompagnata da ritmici esercizi di gambe e braccia che prontamente vengono eseguiti…ma alle nostre condizioni: tempi di esecuzione sufficientemente lunghi ed altrettanto lunghi intervalli.
Non va meglio neppure con il circuito: salto con la funicella, addominali, step, scale (ben tre scalini per volta…una vera e propria arrampicata!!), tricipiti, quadricipiti, quinticipiti….un minuto per ogni esercizio e poi c’e’ il cambio. Per fortuna il cambio sta dalla nostra parte: i tempi di percorrenza tra una stazione e l’altra del circuito richiedono appunto il suo tempo che naturalmente viene tolto al minuto di esercizio….non e’ mica colpa nostra!!!! Ma dallo a capire all’ istruttore!!!
Minuto dopo minuto, ahimè, il tempo passa senza neppure accorgersene…giusto perché l’affermazione suona bene…e dedichiamo gli ultimi momenti agli allungamenti a terra.
E poi la musica si fa più rilassante, ognuna agguanta e srotola il proprio colorato tappetino, si va dai modelli più semplici di gomma a quelli su misura, persino imbottiti perché si sa, ad una certa età,  meglio sedersi sul morbido! Forse questi sono gli esercizi preferiti, c’e’ nell’aria una parvenza di silenzio ad eccetto di qualche imprecazione provocata da posizioni che neppure le più brave contorsioniste al circo sanno fare.
Ebbene si e’ proprio finita…a passo, oserei dire, da processione guadagniamo gli spogliatoi dove, nel riporre le nostre scarpette nelle buste della spesa usate a mò delle più griffate borse sportive, cominciano a girare dolcetti vari… c’e’ sempre il compleanno di qualcuna o qualche ricorrenza da festeggiare e non possono neppure mancare le fragorose risate provocate dalla solita barzelletta della Giorgia…

Tony al va in farmacia e al fa veder diese co le man. Al farmacista al ghe domanda: “Atu bisogn de che Tony de crema par le man?” E Tony: “No sior farmacista avarie bisogn de diese scatole de Viagra…stasera ho an appuntamento con na femena e no voi far bruta figura…” Al di dopo Tony al va ancora in farmacia e al fa deder diese co le man e al farmacista al ghe domanda: “Tony…altre diese scatole de Viagra?” E Tony…”no no sior farmacista deme pur diese scatole de crema par le man…la femena ierisera no la e mea rivada…”.

Tony entra in farmacia facendo segno dieci con le mani. Il farmacista gli chiede:” di cosa ha bisogno tony, di crema per le mani? E Tony: “ No signor farmacista, avrei bisogno di dieci scatole di Viagra..stasera ho un appuntamento con una donna e non vorrei fare brutta figura…”. Il giorno dopo Tony entra nuovamente in farmacia facendo segno dieci con le mani e il farmacista gli chiede: “Tony…altre dieci scatole di Viagra?” E Tony…”no no signor farmacista datemi pure dieci confezioni di crema per le mani…la donna ieri sera non si e’ presentata”.

… non so se ci torno?

Dona

**********

un anno fa scrivevo di BUONANOTTE BABY – Jennifer Weiner

**********************

Categorie: DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°VISTO DA UNA COMODA POLTRONA°°°
Messo il tag: , , , , , , , , ,