La poesia in un certo senso nasce dalla creatività, dal sentimento, dalla sensibilità, dalle emozioni e forse siam abituata a vederla come dote di pochi, come arte espressiva rivolta ai soli “addetti ai lavori”.
Si e’ avvezzi vederla confezionata in versi, talvolta nemmeno così semplici da capire, da interpretare e a priori vien svalutata. In un mondo in cui si tende a voler far vedere solamente il lato esteriore delle cose, in cui i sentimenti e le emozioni vengono gelosamente custodite o volutamente ignorate, importante iniziativa e’ stata voler inserire la poesia nel campo del lavoro manuale che e’ prerogativa essere pensato e affibbiato alle donne.
E cosi’ ad “ABILMENTE” creativita’ in fiera a Vicenza si e’ voluto dedicare un settore alla poesia denominato “POESIA, FORME E COLORI” dove artiste del Patchwork hanno dato vita alle proprie opere prendendo ispirazione dalla poesia d’ autore.
Ne son nate a mio avviso dei pannelli straordinari, alcuni interpretati ed elaborati in maniera tale da rasentare le pennellate di un pittore in una tela.
I colori, i tessuti, la fantasia e la tecnica miscelati nella giusta proporzione e soprattutto l’avvicinarsi all’animo del poeta han fatto di questi artisti loro stesse dei poeti.
Il titolo della canzone/poesia di Jacques Brel e’: “La chanson des vieux amants”
cliccare sopra le immagini per leggere le poesie e vedere meglio le opere e i nomi delle autrici.
*****************************
Tra le mostre personali mi va di segnalare “LE INFINITE VIE DELLA SETA” di un’ esperta e fantasiosa artista svedese, ULLA ANDREASSON, che realizza raffinati patchwork trasformando le sue sete multicolori in sapienti pennellate.
Vi pubblico una delle sue opere piu’ impegnative e particolarmente belle… solo tessuto di seta e filo.
foto Dona






























6 risposte finora ↓
babilonia61 // Ottobre 26, 2008 a 7:18 pm
Meraviglioso!
Dopotutto ambedue le cose sono prodotto dell’ispirazione, prodotto della mente e delle mani, collaborazione dedita alla creatività.
Felicità
Rino, assaporando immagini e versi.
Dona // Ottobre 26, 2008 a 10:59 pm
Proprio cosi’ caro Rino pero’ debbo anche segnalare che tra questi meravigliosi pannelli c’erano, purtroppo, ancora poche persone rispetto nel labirinto tra le bancherelle del consumismo.
Un abbraccio
Dona
babilonia61 // Ottobre 27, 2008 a 8:48 am
Purtroppo, cara Dona, la gente è attratta dalla materialità, dalla voglia di avere, toccare, possedere, piuttosto che di sentire, ascoltare con armonia, con i sensi… la vera vita!
Felice settimana.
giorgio // Ottobre 28, 2008 a 11:55 am
Grazie della visita! Il tuo blog è molto bello e ti ho già linkato. Quanto al patchwork, l’ho sempre adorato, perchè credo che la nostra anima sia fatta proprio così: un insieme di piccole e grandi, buone e cattive caratteristiche, insomma un insieme di opposti che trovano il loro senso solo nelle relazioni tra loro e che vanno guardate tenendo presente la totalità di ciò che siamo.
cinzia // Ottobre 28, 2008 a 7:59 pm
Meravigliosi!!!!
Complimenti per il blog! Davvero singolare!
Dona // Ottobre 28, 2008 a 11:38 pm
Rino: inutile dire che condivido il tuo pensiero e mi ci metto pure io nella mischia anche se tento con tutte le forze di andare contro corrente e non perche’ anche questo puo’ far tendenza ma perche’ in molte inutilita’ non mi ci ritrovo e cosi’ alla fine casco su altre… davvero tante volte si ha la sensazione di essere avviluppati nei tentacoli di una piovra, accattivante e viscida.
Giorgio: mi piace molto il tuo paragonare le molteplici sfacettature dell’anima a quelle che caratterizzano il patchwork, non c’e’ nulla di scontato, non c’e’ abbinamento di colore che non abbia un senso.
Grazie a te, son contenta che sei passato
Cinzia: si son davvero meravigliosi, peccato che le immagini non rendano dovuto merito… motivo in più per nadarli a vedere dal vivo alla prossima occasione. Grazie
Un caro saluto a tutti
Dona