Withoutpretences’s Weblog

Post da Gennaio 2009

*In attacco o in difesa?

Gennaio 29, 2009 · 25 Commenti

Scambiando un paio di battute con la mia amica Ramona su facebook,  ne e’ emerso un ottimo spunto di riflessione.
Si e’ partiti da una sua foto inserita in una cornice, a mo’ di  “figurina Panini”, quelle che un  tempo erano uno dei passatempi preferiti tra i ragazzi amanti, ma anche semplici simpatizzati, del gioco del calcio. Sugli scaffali dei tabacchini, oggi,  ci sono ben altri tipi di figurine.  Al massimo a quelle dei calciatori e’ concessa la panchina,  in  seconda fila,  mentre in campo, sul davanti,  pare ci sia  posto solamente per i dragonbal di turno… ma questa e’ un altra storia!
Tornando alla “figurina della mia amica” colgo nella sua espressione oltre alla fierezza di indossare una maglia di appartenenza ad una squadra (non importa se non e’ di calcio ma bensì di scrittori), dicevo colgo anche una certa grinta di scendere in campo.
E così,  ci si chiede con quale ruolo abitualmente si ha la tendenza di affrontare la partita della nostra vita.
Lei dice di esser stata più brava a difendersi che non ad attaccare perché ha sempre il timore di far male. Soppesando il tutto alla fine  si colloca come mediano (o mediatore?) e mi passa la palla…
Non posso far a meno di accettare il passaggio, in fondo anche io ho la mia parte di campo da coprire, anche io ho giocato le mie partite e qualche bilancio lo posso anche smarcare.

Da giovane il mio gioco era decisamente all’attacco, caratterizzato dalla  spregiudicatezza  dell’inesperienza, che  fa si che ci si butti su tutte le palle senza pensarci più di tanto.
Ho sempre giocato un po’ troppo individualmente, senza passare poi molto la palla… prendendomi il terreno che mi serviva, smarcando ma senza mai ricorrere a brutti falli, molti invece ne ho subiti e pochi rigori mi son stati concessi.
Mi son lanciata contro barriere di rispetto ottenendo delle belle aperture, contro altre invece il mio corpo non e’ riuscito ad ammortizzare bene i colpi ma proprio da queste giocate ho ricavato i migliori risultati in termini di insegnamento.
E cosi’ con il mio fardello di partite alle spalle il mio gioco si fa più di osservazione e strategia.
Pur mantenendo la mia indole combattiva lascio un po’ di più palla, cerco di aggirare le barriere e anche se magari l’azione risulta essere più lenta, il risultato che sia una vittoria, un pareggio o una sconfitta   non manca mai di dare un senso alla mia partita.

Ed ora passo la palla a voi amici, attraverso  questo sondaggio

oppure attraverso i vostri commenti.

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Su fotovagando qualche scorcio dal Cadore

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*IL SUGGERITORE – D. Carrisi

Gennaio 18, 2009 · 15 Commenti

Mi e’ stato posto l’invito di visionare le prime 12 pagine di questo primo romanzo d’ esordio di Donato Carrisi considerato il nuovo talento noir di questi tempi

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“Il suggeritore”, non sarebbe stato un titolo capace di stuzzicare al punto tale la mia curiosità tanto da acquistare questo libro e poi, leggere come autore “Carrisi” sarebbe stata automatica l’associazione con il celebre cantante avrebbe rafforzato di certo la non intenzione. Il noir poi non rientra nel mio genere di lettura del momento ma ho trovato estremamente interessanti questa dozzina di pagine iniziali del romanzo proposte. Talvolta già dalle prime pagine di una storia si riescono a cogliere delle sensazioni che ci fanno propendere verso un’ impressione positiva piuttosto che il contrario. Capita che , quando la storia e’ ben impostata attraverso particolari e una certa aurea di perplessità, riesce a catturare l’ opportuno interesse, il giusto grado di coinvolgimento. Cosi’ e’ stato per questo scorcio d’opera, in esso sono stati presentati in modo accattivante alcuni dei protagonisti, che attraverso poche righe, hanno già posto le basi per una più dettagliata conoscenza attraverso i loro atti criminosi, le loro vittime e chi cerca di porre fine a questi seriali atrocità. Atti criminosi che toccano un aspetto d’ attualità come non mai e cioè il rapimento di bambini, non come succedeva più frequentemente una volta con la finalità di una richiesta di riscatto per la loro liberazione. Bambini che, oggi, non fanno più ritorno nelle proprie famiglie per le perversioni mentali che sono piaga dilagante sempre di più in questa nostra contemporaneità.

Non so se leggero’ per esteso questo libro, questa semplicemente la mia impressione delle poche pagine visionate.

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*Scusa il disordine

Gennaio 14, 2009 · 10 Commenti

Scusa scusa, non guardare il disordine, dobbiamo ancora sparecchiare, poi abbiamo cosi’ tutte le cose per aria e poi e’ venuta la suocera. La mia suocera non la sopporto più, ok e’ la suocera lo so, son tutte uguali, ma la mia faccio proprio fatica a sopportarla. Si, lei e’ di qui, viene a controllare, io le voglio bene ma se sta a casa sua e’ meglio.
Ho appena finito di fare un dolce, ti faccio il caffè e ti do un po’ di torta, perché io faccio sempre torte non voglio che i figli mangiano schifezze. La mia sorella porta sempre a casa cips e merendine ma io voglio che non le mangiano, al massimo un po’ di cioccolata che quella un po’ fa bene.

Oggi sono a casa dal lavoro, sono andata in città per una visita ad un orecchio che ho un difetto come la mia mamma che ormai e’ sorda e io comincio, ma non voglio operare finché non e’ proprio bisogno, io cosi’ tiro avanti. Sono sempre di corsa e ho detto a mia figlia invita pure le tue amiche, ma sono poco a casa, sempre lavorare, lavorare. Perché io sono una persona testarda e me la son sempre cavata da sola, ho lavorato anche 18 ore al giorno per quasi sette mesi, e’ stato difficile ma il mio carattere dice che ce la devo fare e ce l’ho fatta, Non voglio far mancare niente ai miei figli, prima di tutto vengono loro. Io se non ho soldi rinuncio alle creme e ai trucchi senza problemi, anche di fumare smetto se dico ora basta, anche per due mesi, dopo magari riprendo perché una cicca e un po’ di vino qualche volta mi rilassa, si insomma mi siedo qui mi accendo una cicca e mi prendo mezzo bicchiere e mi calmo, come stare davanti alla televisione, ma io non la guardo mai. Io leggo molto, libri di psicologia per capire meglio miei figli e anche la Bibbia. Perché io credo in Dio, io mi metto sempre nelle sue mani, io dico, Signore farai di me quello che vorrai, non vado mai in chiesa ma credo molto invece, che lui mi sta vicino e mi protegge.

Io sono una brava persona, non sento il bisogno mentalmente di uomini, io sto benissimo cosi’ da sola con i miei figli anche se qualche volta la grande mi dice: mamma perché non ti trovi un compagno. Ma io non voglio più un marito e neanche un uomo in casa, io voglio essere libera, non ho bisogno di un uomo… ho desiderio si qualche volta perché anche il corpo ha i suoi bisogni. Avevo un fidanzato del paese qui vicino, lui mi adora e anche i figli, ha 37 anni, io 38 ma ho lasciato perché vive ancora con i suoi genitori e non ha il coraggio di dire a loro che si e’ innamorato di una donna rumena. Io se fossi lui direi alla mia mamma e al mio papa’ che sono innamorata di lei e che voglio stare con lei e i figli perché io ho fatto cosi’ quando ero giovane, tanto giovane. Mi sono innamorata del più bel ragazzo del paese in Romania ma mia mamma non voleva perché diceva che non era per me, ma io amavo tanto e poi era tanto bello. Così noi siamo sposati, è nata subito la mia figlia ma lui andato in Israele e fatto nuova famiglia con compagna e un figlio. Noi siamo rimasti tanto amici e anche la sua compagna mi vuole tanto bene e ci siamo incontrati tutti quest’estate e siamo stati felici. Sono venuta in Italia con i figli e ho conosciuto un uomo, lui fa il parrucchiere e non era mai stato sposato. Si e’ innamorato di me subito, siamo sposati in comune e mi ha portato a casa sua con la sua mamma, la suocera che ti ho raccontato prima. Pero’ la vita con lei era impossibile percheé mi controllava tutto, non potevo andare fuori la sera, ma neanche con lui, non potevo uscire neanche il pomeriggio. Solamente con la suocera a fare la spesa. E poi lui era geloso perché io sono una bella donna, non mi faceva mancare niente di soldi se io chiedevo qualcosa me la comprava ai miei figli no però. Poi un giorno aspettavo un bambino da lui, ma la mia suocera non voleva che suo figlio aveva un figlio da una donna rumena e ha fatto di tutto perché non lo avessi e io non lo ho avuto. Piango ancora di questo ma ho deciso di andare via da lui e dalla mia suocera e ora sono contenta perche’ sono da sola, non voglio niente da nessuno e ho due lavori per pagare affitto e mantenere i figli, non voglio niente che non mi spetta ho detto agli avvocati, non sono una persona cattiva. E poi non sono povera, ho una casa sai in Romania che ho affittato e poi ho tanti terreni e posso vendere e comprare casa qui in Italia, i miei figli non vogliono più tornare in Romania, solo per le vacanze in estate.

Mangia mangia la torta, hai paura di ingrassare? Io non ingrasso mai anche se mangio tanto, solo il seno ho dovuto ridurre perche’ avevo la tredicesima e ero tutta gobba. Ho fatto l’intervento in una clinica, ho avuto qualche complicazione ma ora sto bene e porto le mie belle camicette al lavoro, ma a me non interessa se gli altri guardano, a me non interessa di quello che dice la gente. Io so di essere una persona buona e corretta. Faccio la cameriera in due locali, ho contratto per due ore in un posto e quattro in un altro ma lavoro molte ore di più, e’ cosi’ che funziona, anche per poter prendere qualcosa dal mio marito per i figli.
Io parlo molto con i miei figli, sono andata anche dal psicologo perché l’altro anno non riuscivo più a capire i comportamenti della mia figlia più grande e lui mi ha detto che devo essere come una amica per lei e non come una mamma. E allora io sono la sua amica e cosi’ lei mi confida tutto e io ho detto a lei se hai qualche ragazzo che ti piace non avere paura di dirlo a me, non voglio che mi dici bugie e che mi tenga nascoste le cose. Pero’ ho anche detto che ancora non e’ ora di avere ragazzi perché deve pensare alla scuola che questo e’ il suo lavoro ora. Anche il maschio e’ bravo e coccolone e la grande mi accusa che faccio più coccole a lui che a lei, cosi’ devo stare attenta perché loro si accorgono se non li tratti uguali.

Su mangia ancora una fetta di torta, accidenti mi son resa conto di averti raccontato tutta la mia vita in pochi minuti e non ti ho fatto parlare, ma io sono così, e scusa ancora il disordine.

A proposito io mi chiamo Silvia e tu?…

Una storia come tante che potrebbe essere anche la nostra ma che forse non avremo il coraggio, così semplicemente, di raccontare?

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*La pecorella smarrita…

Gennaio 8, 2009 · 12 Commenti

dsc_2630

foto@Dona
…cosi’ mi sento in questi giorni.

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*La tredicesima storia – Diane Setterfield

Gennaio 1, 2009 · 10 Commenti

la-tredicesima-storia

Sara’ stata complice la patina malinconica con cui mi copro a fine dicembre e che mi protegge dai barlumi di frenesia calcolata (perché e’ cosi’ che deve essere in prossimità del Natale e ancor più a fine anno), saranno stati il freddo e la neve che ti fanno rimanere volentieri al di qua’ del vetro, sarà stata la storia, la tredicesima per l’appunto,  sta di fatto che ho finito questo libro in pochissimi giorni.
L’ho finito stanotte, quando ancora i botti (che senza di loro non può essere capodanno), aprivano i loro artifici  sull’atmosfera di neve che ha da venire, mai come quest’anno le previsioni del tempo sono state più azzeccate!
L’ho finito di leggere proprio in un momento in cui sarebbe stato appropriato festeggiare spensierati l’arrivo di quell’anno che deve essere sempre migliore di quello passato o forse in un momento in cui sarebbe stato più consono azzardare bilanci e rilanciare coscienziosi propositi.
Non son mai riuscita a fare un  bilancio dei miei anni trascorsi, forse non mi ci sono manco mai messa.
Per farlo,  bisogna fermarsi e guardare dentro di noi, bisogna prendere cognizione della propria storia; non e’ cosi’ facile farlo. Si tende piuttosto spiare in quella degli altri che soffermarci sulla nostra; c’è sempre qualcosa che stona e non ci piace. Talvolta ciò che non ci piace e’ cosi preponderante su ciò che ci aggrada oppure e’ cosi’ doloroso ricordarsene che preferiamo driblare sulle storie altrui. Se e’ addirittura un titolo di un libro che ci viene cosi’ benignamente incontro, saremo proprio sciocchi a non prenderlo in mano.
E cosi’, sotto Natale, quando anche nel racconto di Diane Setterfield ci si appresta a trascorrerlo, mi immergo in questa Tredicesima storia, quella che ancora è da raccontare,  che porta attraverso la magica finzione della narrazione alla scoperta di straordinarie verità su se stesse delle due protagoniste Vida Winter (famosa e anziana  scrittrice di racconti alla fine dei suoi giorni) e Margaret Lea (una giovane libraia antiquata da lei incaricata di scrivere la sua biografia ufficiale).
Una storia che si snoda tra pagine di libri e pagine di vita sommersa e che in un susseguirsi di rivelazioni sul passato delle due donne, le obbliga ad  un profondo lavoro di auto  analisi, dolorosa e talvolta destabilizzante.
Ma loro vanno avanti e vien voglia di seguirle pari passo, cosi’ si susseguono le pagine e i personaggi che si intrecciano nella loro storia mentre la neve scende ad Angelfield, mentre la neve scende fuori dai vetri della mia finestra.
E come Margaret nel vivere la biografia che sta scrivendo trova risposte alle verità sospese che si e’ portata appresso per anni, io nel leggere questo libro e nell’ immergermi nella loro di storia, comincio a tracciare i primi tratti della mia.
Appurato che  mai nessuno scriverà la mia biografia… meglio che mi dia da fare io   per tempo, penso;  anche se c’è  da dire che se per i bilanci non sono una cima nemmeno per i propositi di solito mi applico molto… pero’ ho sempre un nuovo anno davanti!

E poi, mal che vada, c’è sempre l’oroscopo!

oroscopo-2009

BUON ANNO A TUTTI!

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