Dona

*Mi chiedo…

In °°°PENSIERI E PAROLE°°° on 07/10/2007 at 6:04 pm

gregge.JPG

Ci si potrebbe studiare la geometria.

Diverse forme incastonate tra di loro e a distinguerle i colori che solo la natura può offrire con calde sfumature che un mite autunno suggerisce.

Dei grandi rettangoli ancora verdi da poco falciati e su alcuni di essi, apparentemente abbandonate, cilindriche palle di fieno.

Triangolari campi di grano, alcuni segnati dal passaggio di enormi macchine trebbiatrici che sembrano uscite dall’ultimo film di fantascienza, altri, pochi, a prima vista intatti, visitati dalla discreta mano del contadino che accantona le sue pannocchie per sfamare gli abitanti del pollaio.

Piccoli quadratini recintati dove la terra ha saputo premiare la dedizione di chi semina i suoi buoni intenti.

Piccoli quadratini senza confini, lato per lato, che possono far nascere poetici esercizi di fantasia (vedi link tra le pagine a lato).

E poi una serie di chiome dalle forme indefinite, ai lati a ricoprire le valli, a dare rifugio e protezione.Al centro una linea curva, aperta, che divide l’intero scenario in due parti più o meno uguali.

Mi chiedo ancora per quanto tempo ci si potrà deliziare di questo sfondo; resisteranno questi prati alle lottizzazioni convulse.

Mi chiedo, il giorno che questo succederà,  dove andranno le greggi che da anni segnano il passaggio delle  stagioni.

Se lo starà chiedendo il giovane pastore assisosi a quel masso o semplicemente si sarà appoggiato al suo bastone?

  1. mimhe: non ricordo il logo che tu hai citato, la foto e’ vero si presterebbe. Per quanto riguarda i pastelli giottto chi se li puo’ dimenticare. Ricordo le punte coloratissime spuntare dal profumo del legno. Li ricordo nel cestino dell’asilo assieme all’album da colorare.

    Cielo: hai ragione cielo una volta un po’ di anni fa ma non molti, il pastore mangiava pane e formaggio e si rendeva conto di quello che aveva non avrebbe voluto andar via. Aveva la barba incolta e quella patina di sporco dalla quale spiccavano gli occhi neri orgogliosi del suo gregge. Oggi il pastore aspetta di finire il suo incarico e chissa’ se la prossima stagione i ripresenta.

    Fabio: e si fabio oramai il vero pastore e’ quasi una leggenda come la befana. A lui non hanno ancora dedicato una giornata super commerciale per poterlo festeggiare a parte in occasione del Natale.

    Giulia: anche a me rilassa molto guardare le greggi. Ci perdevo un tempo da bamina e ci perdo ora con i miei figli delle ore nel guardale al suono dei campanacci, volta per volta.

    Carlo: ti ringraziamo per aver condiviso con noi questi versi sono di una delicatezza infinita.
    hai ragione sulle transumanze estive, l’immagine è molto veritiera ma con il modo di concedere le ferie che abbiamo nel nostro paese non puo’ essere che cosi’.

    Buona giornata a tutti e grazie della vostra presenza.

    unodicinque: ora credo che tu possa riuscire a commentare. Ciao ciao

  2. Forse s’avess’io l’ale
    da volar su le nubi,
    e noverar le stelle ad una ad una,
    o come il tuono errar di giogo in giogo,
    più felice sarei, dolce mia greggia,
    più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    mirando all’altrui sorte, il mio pensiero:
    forse in qual forma, in quale
    stato che sia, dentro covile o cuna,
    è funesto a chi nasce il dì natale.

    (Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia)

    Le moderne transumanze sono quelle estive, si pascolano auto lungo le autostrade che portano dalle città al mare.

  3. Mi hanno sempre affascinato le pecore al pascolo… mi davano un gran senso di calma. E’ sempre più raro vederle. Ciao Giulia

  4. Santo cielo. A me sembrava stringere una scopa, come quella delle streghe! Vedo spuntare di lato la base di saggina… O vedo male io?

  5. Il pastore consuma il pane col formaggio, non si rende conto di quello che ha e vorrebbe andar via….

  6. l’ho sempre detto che è molto metafisica la situazione…
    cmq la foto sembra il logo dei “Colori di Giotto”, i fantastici pastelli usati da tutti da bambini!

  7. Non credo sia proprio cosi’ caro cantastorie, non voglio crederlo e lo spero. Spero che, come poco fa ho detto, ci si possa sempre di piu’ fermare e prestare attenzione a quello che ci stà attorno, anche se ammetto non e’ proprio cosi’ facile.
    Buon inizio settimana a te

  8. Il giovane pastore seduto sul masso e appoggiato al suo bastone mediante il quale continua nelle geometrie disegnando poligoni e traiettorie durante il suo cammino fatto di fatica e lunghi silenzi. Noi che viviamo nei grandi agglomerati urbani non siamo più capaci di percepire i grandi disegni geometrici della natura. Buon inizio di settimana

  9. Caro Fabio, basta chiedere:-)

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