Dona

VAJONT 1963 – 2007

In °°°FOTORICORDANDO°°° on 09/10/2007 at 10:44 pm

VAJONT: L’ ITALIA SI FERMERA’ OGNI ANNO IL 9 OTTOBRE

Oggi a Roma la proposta dei deputati: una giornata in memoria delle vittime dei disastri industriali. Alla Camera un minuto di silenzio

TRE CERI ACCESI DAI RAGAZZI RICORDANO LA TRAGEDIA

Con una cerimonia all’insegna della semplicità gli studenti hanno celebrato il 44° anniversario, ponendo un’ erica su ogni tomba. Bortolaso ha dato forfait.

UN APPUNTAMENTO SALTATO E IL SINDACO ANDO’ INCONTRO ALL’ONDA NERA

Giuseppe Guglielmo Celso era il primo cittadino di Longarone nel 1963

VENERDI’ LO SPETTACOLO TRATTO DAL LIBRO DI CORONA “VAJONT QUELLI DEL DOPO”

L’iniziativa di venerdì – si legge in una nota dell’ Associazione culturale Tina Merlin, che ha promosso lo spettacolo – intende far conoscere il dramma del dopo Vajont attraverso il racconto dei sopravvissuti.

MARTINELLI: “ORA IL FILM SU QUELLO CHE ACCADDE DOPO”

Il regista: “La memoria storica deve tornare a Belluno”

                 …………………… 

Questi sono i titoli di un’ intera pagina di un quotidiano locale dedicati al disastro del Vajont  

                  UNA FOTO

  creat0015.JPG 

Per capire quanto sia stato difficile cominciare una nuova vita in uno spazio e in un tempo irrimediabilmente stravolti, sotto il peso di un ricordo che ha spesso paralizzato ogni azione e chiuso ogni altro orizzonte di vita.

  1. Ciao.
    Sono 44 anni che a Longarone (particolarmente) si prendono pel sedere gli italiani tutti. Sarebbe ora di finirla, io dico. Purtroppo (per ignoranza in senso buonissimo e a causa di altrettanti anni di disinformazione a cura dello stesso tipo di mafia che lo generò e che ancor oggi lo copre e lo sfrutta) gli italiani – in genere – ne hanno una percezione DISTORTA e PARZIALE. Il “dopo”, a detta di parecchi sopravvissuti e decine di familiari… fu ED E’ molto peggio.

    E il Vajont insegna – a partire, ovviamente da Tina Merlin – che si persegue, denuncia e infanga NON chi causa le stragi/tragedie/porcherie, ma bensì chi indica/denuncia/documenta le CAUSE e i COLPEVOLI.

    Questa, è la (una, delle!) “lezione del Vajont”. Che, a sua volta, è la chiave di comprensione di questo strano Paese: una Repubblica fondata NON “sul lavoro” ma “sull’equivoco”.
    Un Paese dove le vittime (sempre “se” ne restano) sono costrette a chiedere SCUSA ai loro aguzzini/carnefici/burocrati, e non il CONTRARIO.

    Tutto il resto è chiacchiera.
    Ciao. (tiziano@vajont.org)

    Un Paese che NON LEGGE (e non può dunque RICORDARE):

    http://www.vajont.org/vajont_static/libri.html

    (se non funzia, copia/incolla!)

  2. Giulia, Gioacchino, Ramona, Fabio, Duccio, Clio, ma.ni, grazie di aver condiviso questo ricordo con le emozioni che in ognuno di voi ha suscitato.
    Un saluto a tutti
    Dona

  3. Un ricordo importante che, nella corsa affannosa verso il nuovo viene spesso lasciato indietro. Non so se serva un’altra giornata della memoria, ce ne sono cosí tante che bisognerá istituirne una per ricordarsi le altre, ma di sicuro servono post come questo.

  4. non sapevo che era capitata il 09 Ottobre quella che non si può neanche definire una tragedia, perchè tragedia ha sempre un qualcosa di inevitabile affidata al caso invece quello scempio si poteva evitare. Tante persone morte, interi paesi che non esistono più perchè nessuno ha avuto la forza di dire no. Una canzone napoletana dice: Ma come fanno a dormire quando è sera nei loro letti….
    CRedo che possa valere per tutti.
    Ciao
    CLio

  5. Ciao Dona, grazie per le tue visite e le tue tracce. Una volta vidi un film B/N sul Vajont, ua’altra tragedia italiana evitabile. Era un film bellissimo girato nei luoghi del disastro non molto tempo dopo con uno stile che qualche decennio dopo sarebbe stato chiamato docufilm. Non ricordo il nome, peccato. Certo che la RAI poteva riproporcelo in questa occasione! Bya bye, by Duccio

  6. E a questi viene in mente dopo 40 anni? Io sto proprio in Friuli. Mi pare una vergogna!

  7. bisogna passare dai quei luoghi per capire cosa è stato il Vajont. Ogni volta che accade un disastro del genere bisogna recarsi sul posto. Vedere il dopo, avendo conosciuto il prima, o solo anche immaginare osservando ciò che resta. E’ l’unica lezione che può farci imparare davvero qualcosa, perchè non si ripetano più gli errori, la superficialità, l’incoscienza dell’uomo.
    A me, ogni volta che passo dal Vajont, viene un nodo in gola e la pelle d’oca. E finisce che ci penso per giorni. Lo stesso capita a tutte le persone che porto là. Vorrà pur dire qualcosa.

  8. Cara Dona, dimenticare fa male più che ricordare. Questo direi ai molti che si rifugiano nell’insana corsa del presente illudendosi che l’ignoranza studiata sia sintomo di un cuore puro, ingenuo. Dobbiamo sopportare il dolore del ricordo, non per sacrificarci come vittime innocenti, ma come complici del disastro, perchè è proprio quello che siamo, col nostro poco rispetto per l’uomo e la natura. Ho visto dalle tue foto la natura e i monti. Salutameli, chè sono disperso in un nulla campestre che non ha ben poco di naturale. Grazie per il commento che hai lasciato nel mio blog. Hai colto nel segno, viviamo di contraddizioni, ma almeno noi sappiamo perchè viviamo. Ciao,

    Gioacchino

  9. Sono davvero contenta che si ricordi questo avvenimento e ringrazio te e chi lo ha fatto, Ciao Giulia

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: