Dona

*OLTRE IL “GRAPPA”

In °°°FOTORICORDANDO°°° on 25/10/2007 at 9:09 am

Qualche penna nera, al margine della scalinata,  ricorda quello che sono stati quei giorni.

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Certi ricordi, quei ricordi rimangono, in ogni  gesto e pensiero, anche in quelli che li ha resi visitatori, oggi,  di questo soggiorno in cima al monte e li accompagnerà finché la loro mente glielo potrà concedere.

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Sono ricordi discreti, quasi sussurrati alla brezza che c’e’ quassù, nel silenzio del Grappa che guarda la valle, immensa ai suoi piedi.

Qualche uccello in volo vicino all’asta  del tricolore, sui versanti cespugli di bacche rosse come infiniti piccoli schizzi di sangue per la patria.               

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Le trincee sono incustodite, e i cannoni non sono più puntati secondo le regole della difesa.

Tutto e’ tremendamente ordinato e bianco, qui ogni singola pietra gode del suo rispetto.               

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L’ elmetto arrugginito fa compagnia alla sua gavetta…

chissà se chi si lamenta al giorno d’oggi nell’attendere il proprio turno per emergere sa che perché loro  possano godere di questa insoddisfazione altri in passato hanno aspettato  il loro turno per una semplice razione di minestra, quassù come altrove, in quei giorni.

Mi chiedo, in questa pace surreale che si diffonde verso l’orizzonte,  non ci sono forse più terre e ideali da difendere?

  1. Caro Duccio ho visto l’altra sera Paolini su La7, purtroppo non tutta la rappresentazione ma sufficentemente per capire che come sempre Paolini ha dato il massimo nell’interpretazione e nel trasmettere la giusta emozione. Ho visto i volti di giovani e vecchi spettatori, attenti e silenziosi in quella grotta quasi timorosi di rompere quell’atmosfera ricreata e quasi timidamente applaudire alla fine. Si sarebbe un buon insegnamento per i nostri ragazzi. Ho sentito poi che la serata ha avuto un ascolto record.
    Per quanto riguarda la pioggia anche il fatto che infastidisca e’ una sensazione che crea, l’indifferenza sarebbe peggio.
    E ora, accolgo l’invito…
    Ciao a presto
    Dona

  2. L’avete visto Paoli poche sere fa su La7? ha fatto Il sergente sulla neve. Fossi stato prof di liceo lo avrei fatto vedere come compito. Dona, c’è un bel dibattito sulla Sicurezza nel mio blog, sei invitata… sciao, Duccio. PS amo il sole, il vento e la bufera, ma la pioggia appena mi entra dentro mi infastidisce…

  3. Duccio, ancora vivido il tuo ricordo. Le Dolomiti sono disseminate di residui bellici e la zona che ho visitato io è nella conca ampezzana, distante da S. Martino, ma ugualmente assurda scenografia di guerra.
    Adoro Mario Rigoni Stern, bellissimo ‘Stagioni’.
    Carlo

  4. Cari amici, come sempre vi ringrazio della vostra preziosa presenza che si manifesta nel condividere pensieri, esperienze e scorci di vita. Fondamentale nella mia vita e’ il ricordo, sia che si tratti di avvenimenti piacevoli e allegri, sia che si tratti di fatti tristi e cruenti entrambi pietre importantissime del nostro passato e fondamenta per il nostro futuro.
    L’ Italia e’ disseminata di questi luoghi di ricordo, sul Grappa ci ho portato i miei figli con le loro domande e le nostre sempre incomplete risposte. Abbiamo visto la tomba di PETER PAN e per loro e’ stato stupefacente abbianare il loro personaggio delle fiabe a quello di un soldato tedesco realmente vissuto.
    Grazie di aver ricordato altri luoghi come questo, importantissima ancora una volta e’ la figura dei nonni menzionata da Duccio, che con il loro modo nostalgico di raccontarsi sono capaci di farti vivere situazioni, luoghi e sensazioni del loro e nostro passato.
    Ho letto i libri che hai citato un po’ di tempo fa, di Mario Rigoni Stern ce n’e’ un altro molto bello che e’ un racconto di una vita attraverso l’alternanza delle stagioni… s’intitola appunto STAGIONI.
    Ciao a tutti e a presto
    Dona

  5. Certo che ci sono ideali da difendere ed anche terre, le terre dei popoli del sud del mondo sotto assedio dalle multinazionali e dagli interessi del mondo occidentale, di quel primo mondo da noi occupato. Ogni volta penso a quanta miseria produciamo per i nostri capricci. Dallo zucchero al cacao, ma anche le scarpe ed i palloni delocalizzati e cuciti per 16 ore al giorno dalle mani di bambini di 8, 10 12 anni e dalle loro mamme. Ma non era questo che volevo dirti, carissima Dona.
    Conosco il Sacrario del Monte Grappa. Pochi anni fa io e la mia famigliola fummo ospiti di Alessandra e Rolando, di Crespano, vicino Bassano del Grappa. Andammo in quel luogo dove non è possibile non pensare a tutte le guerre del mondo, ma soprattutto a quella che ha cambiato i destini dell’umanità. 16 milioni di morti. E mi aggiungo al Cantastorie, a Clio e Carlo citando il cimitero francese qui a Roma, dove sono seppelliti, fra file ordinate di tombe con la croce cristiana, la luna islamica, il simbolo ebraico, i soldati francesi che contribuirono alla liberazione, soprattutto sul fronte di Cassino. E ti dico una curiosità. Fra i nomi delle tombe del Sacraio del Monte Grappa, ce ne una particolare, di un uomo dal nome tedesco che è morto senza sapere che il suo nome avrebbe divertito milioni di bambini in tutto il mondo. Si chiamava Peter Pan!!! E ti racconto che uno fra i ricordi della mia infanzia, sono del ’60, quelli più cari sono i racconti della guerra del 15 / 18 di mio nonno quando ero a letto con la febbre. E poi l’estate andavamo sul Monte Colbricon, sopra San Martino di Castrozza, in un posto dove oggi c’è un museo, un fronte dove italiani ed austriaci si sono fronteggiati per mesi. (CARLO, forse è lo stesso posto che dici tu?!) Trincee, camminamenti. In caso ho elmetti, pezzi di bombe, gavette per il rancio, caricatori per i moschetti, addirittura una fibia di una cinta ed uno zoccolo da neve. Quei luoghi, quei racconti, quegli oggetti, hanno contribuito alla mia formazione, alla mia sensibilità. Ogni tanto prendo in mano un reperto, lo guardo e mi vengono in mente gli scritti di Emilio Lussu nel suo bellissimo romanzo autobiografico “Un anno sull’altopiano”, ambientato proprio nella grande guerra, e “Il sergente sulla neve”, di Mario Rigoni Stern. Dovremmo tutti andare almeno una volta nella vita in quei posti, ma soprattutto far legere ai nostri figli le testimonianze dei “nonni di tutti noi”. Ciao Dona!

  6. A me è capitato di ripercorrere le Alte vie delle Dolomiti (le gallerie sul Lagazuoi, il Castelletto della Tofana di Rozes, …) dove sono ancora disseminate le trincee e i residui bellici della guerra, un museo al cielo aperto che fa riflettere sullo stoicismo di chi, patendo freddo e fame e altro, ha difeso la nostra Patria. Sono luoghi sospesi.

  7. A me è capitato di andare al cimitero inglese vicino Montecassino, altra guerra, altri morti, altre follie, Eppure la sensazioni di ordine e di pace trovata in quel posto non l’ho più ritrovata da altre parti. Come se dopo tutto quel frastuono, dopo i cadaveri scomposti, ci fosse solo bisogno di silenzio ed ordine. Speriamo che questi luoghi siano memoria per tutti noi, per sempre
    Ciao
    Clio

  8. Quì in Abruzzo e precisamente a Torino Di Sangro c’è un cimitero militare inglese che si adagia sul versante di una collina, a forma di anfiteatro, guardando il mare. Riposano migliaia di uomini e qualche volta sono andato a passeggiare tra il silenzio delle tombe pensando a quei ragazzi che sono morti per la nostra libertà in una stupida guerra, stupida come tutte le guerre che l’uomo da sempre combatte. Da sempre e così sarà sempre. Stupido uomo!

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