Dona

*Quella rossa, quella rossa!

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°TRA FIABA E REALTA'°°°, DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI on 20/11/2007 at 4:54 pm

dalla-cartella-dei-colori-1.jpg

   Le ho riviste sullo scaffale di un supermercato alcuni giorni fa, in un semplice sacchettino trasparente, una piccola etichetta per delle piccole insignificanti caramelline di zucchero.
Non le ho comperate, la mia gola richiedeva in quel momento concentrato elisir di eucalipto ma la mia mente era già pronta a viaggiare.
Un viaggio di poche centinaia di metri, rigorosamente percorsi a piedi.

Un po’ di ghiaia, impronte lasciate sui  campi tra i prati,  il sentiero tra i boschi lastricato di sassi e muschio, il ponticello sulla “roia”,  la “grande strada grigia” e la vetrina con la porta che suona.
Di fronte, il maestoso bancone, ad ogni passo più imponente; bisognava rimanere alla giusta distanza, per vedere comparire da dietro il gigante buono. Se gli arrivavi a ridosso , lì a toccare la sua vetrina, del gigante potevi solamente riscaldarti del calore della sua voce gentile e rinfrescarti della sua ombra imponente,  ma non lo potevi vedere.
Ricordo di guance sane e un filo di sorriso tra la sua lunga e folta barba bianca…in seguito ho spesso pensato che avrebbe potuto  benissimo  indossare i panni di Babbo Natale ed ora la somiglianza mi porta a considerare lo stravagante personaggio di Funari… sia inteso solo per la somiglianza fisica.
Mi sarebbe piaciuto possedere la matita che teneva dietro l’orecchio; la punta sempre perfetta scorreva sui piccoli quadretti del notes che teneva a mo’ di palmare tra la mano…e la matita digitava nostalgiche lire.
Dietro al maestoso bancone si ergeva “lo  scaffale” con appesi ai lati, risultato delle più quotate vetriniste dell’ epoca, una sfilza di orrendi baccalà seccati… Scaffale che negli attuali supermercati è a malapena sufficiente ad esporre “qualche tipo” di merendina ma nella bottega di Gusto sapeva offrire l’intera gamma di prodotti che poteva appagare le esigenze di vita di un tempo… a pensarci bene, un tempo che non è per nulla lontano.
Mi divertiva vederlo appoggiare, quasi in una carezza, la sua grande mano  sulla manovella dell’affettatrice e con l’altra, intervallando, riporre una fetta di prosciutto sulla carta che la mamma conservava di volta in volta  e la fetta successiva a scomparire in quella fessura tra il bianco della sua barba… una fetta sulla carta ed  una in bocca, una fetta sulla carta ed una in bocca… e la mia di bocca che si apriva al ritmo della sua e le papille gustative in illuso fermento…
Era meglio farsi un giretto tra le canne da pesca e gli improponibili stivali verde oliva che il settore adibito a questo praticatissimo sport proponeva.
Li aveva anche il mio papà, e faceva proprio ridere quando se li metteva, rimboccati al ginocchio, canna in mano, cestino a tracolla e giù per il Cordevole e le trote già agitate se la davano a pinne levate…ma questa  storia al prossimo ricordo!…
Il mio interesse però era tutto per coloratissime “mosche” appoggiate  tranquillamente in alcune “sdraio di vimini” a prendere il sole che filtrava tra le storiche chiazze di sporco della vetrina. Stavano lì ogni volta che ci andavo, più o meno le stesse, qualche nuova arrivata si notava per l’assenza di polvere sulla coda tinteggiata e sembrava pavoneggiarsi nei confronti delle più  gallonate colleghe di sdraio. Mi piacevano anche perché stavano sempre ferme, non erano dispettose come quelle che si appoggiavano sulle mie gambe d’estate e che prendevano il volo appena mi sfiorava  l’idea di poterle coprire con la mia dolce e spietata manina…quelle di Gusto invece si facevano accarezzare la loro variopinta coda tanto ci pensava l’amo che erano chiamate a nascondere a far indietreggiare la mia curiosa manina.
“Non toccare” mi diceva la mamma ma la tentazione ogni volta era tanta; anche i bambini di una volta avevano il tocco facile e io difendevo per bene la categoria. Puntuale arrivava anche lo sguardo del gigante, un misto di avvertimento e comprensione addolcito da un filo di sorriso di certo vincente rispetto all’autorità della mamma.
Avevo imparato a non chiedere, era controproducente farlo. Un ingenuo sguardo ai barattoli dalla pancia larga e dal tappo di latta sortiva sempre il giusto effetto. E mentre la mano di  Gusto guidava la paletta tra quei preziosi confettini di zucchero ogni volta mi ritrovavo a desiderare: “quella rossa, quella rossa” ma poco importava se come al solito capitavano solamente quelle bianche… “Quella rossa” era come pescare il granello di riso nella ciotola di cenerentola.

Una caramellina per il viaggio del ritorno, al di la’ della vetrina con la porta che suona, ripercorrendo a ritroso la “grande strada grigia”, il ponticello sulla “roia”, il sentiero tra i boschi lastricato di sassi e muschio, ritrovare le impronte lasciate sui campi tra i prati e nuovamente la ghiaia sotto i piedi in un viaggio di poche centinaia di metri lì tra gli scaffali di un supermercato, alcuni giorni fa.

  1. *mani: son contenta di averti fatto fare un giretto per la botega di Gusto… torna quando vuoi!

    *Artemisia: diciamo che ci siam porati appresso la tradizione nel mangiare schifezze di questo genere la differenza che un tempo venivano piu’ appprezzate:

    Ciao ciao
    Dona

  2. Anche da noi si chiamavano mentine anche se non sapevano di menta. Certo quante schifezze si mangiavano noi bambini degli anni Sessanta! Mi ricordo anche le “cingomme” cioe’ le chewing-gum a pallina colorata che venivano dalle macchinette in cui ci mettevamo una moneta da 10 lire. Un bel pieno di coloranti ci siamo fatti nella nostra infanzia. Altro che Mulino Bianco!

  3. Ma che bella storia… Fai respirare l’odore di quella bottega e ne mostri i pochi colori.
    Io le mangiavo senza badare ai colori, ero -e in parte ancora sono- un divoratore poco selettivo di zuccheri.

  4. *Barbie: le sigarette di cioccolato che hai citato non mi pare di averle mai viste invece ricordo le gomme da masticare a forma di sigaretta che tra l’altro ci sono ancora.

    *Duccio: ma ti pare che tu sia il piu’ vecchietto!!! le giuggiole che intendo io sono caramelline di gommaose che sanno di menta ed eucalipto ricoperte da zucchero ma evidentemente il nome cambia con i luoghi.

    *Carlo: e si Carlo le caramelle ricordano sempre un po’ le nonne e i nipoti son rimasti sempre gli stessi anche a distanza di anni… e la storia si ripete… ne sono testimone ogni giorno con i miei figli e i loro nonni

    *Roberto: e’ un piacere per me esprimere le mie sensazioni quando vedo un’ immagine che mi colpisce… non e’ detto che per tutte sia cosi’ ma capita sovente

    *Nadiaflavio: (nadia o flavio?) sei passato/a addirittura alla Pasqua senza passare per il Natale. Le focacce con le uova sode incorporate si trovano anche qui a Pasqua ma a me han sempre fatto un certo senso… anche se mi piacciono sia le focacce che le uova sode.

    Un caro saluto a tutti voi
    Dona

  5. Quanti ricordi……a Pasqua mia nonna faceva la torta dolce con dentro le uova sode ancora con il guscio e sopra tutte quelle barrette di zucchero colorate…..bei tempi che se ne sono andati.Grazie per avemeli fatti rivivere.
    Fla

  6. Passo per un saluto e ringraziarti per le parole che lasci sotto le mie foto,una cornice delicata.
    Roberto

  7. Ripenso a quelle caramelle verdi e gommose comprate da mio nonno. Avevano il contenitore rotondo in latta e se lo scuotevi facevano una ritmata melodia. Me ne dava una ogni tanto. Per me, bambino ingordo, era poco. Ma sapevo dove le nascondeva, nel primo cassetto tra i calzini, così m’intrufolavo in camera sua e ne rubavo una o due. Al tempo ero certo che non se ne accorgesse, ora sono certo del contrario.
    Sempre belle le tue atmosfere. Carlo

  8. le giuggiole? ve le ricordate le giuggiole o sono il più vecchietto? quelle caramelle gommose e colorate confezionate in lunghe strisce di plastica trasparente che facevano pandant con la finta paglia colorata, la formica e l’alluminio dei bar anni ’60? e più tardi i chuopa chups? duccio

  9. ma dunque,
    io pure ricordo i bellissimi tempi andati…
    ma non mi faccio mancare niente,
    e le caramelle gommose con lo zucchero
    le mentine e il cioccolato li compro anche ora😉
    a proposito, le conoscete anche voi le sigarette di cioccolato, con la carta bianca attorno, che sembravano vere sigarette, o si trovano solo qui???
    Bacio.

  10. *Melania: le “mentine” da noi sanno proprio di menta e sono bianche, a forma di monetina, in dialetto si chiamano “zirele” (ps. non so come si scrive ma si pronuncia con una via di mezzo tra z e f iniziale), poi ci sono le “giuggiole” caramelline gommose e verdi ricoperte di zucchero che sanno un misto tra eucalipto e menta. Anche queste due varieta’ c’erano nella bottega di Gusto ma io preferivo quelle caramelline … anche la mia nonna materna ne teneva sempre nelle tasche mescolate ad arachidi e mandarini!

    *Roberto: a me capita spesso, un’ immagine, una canzone piuttosto che un odore sanno catturare i miei ricordi e mi sembra di isolarmi, anche se solo per un attimo, dal presente…un po’ come salire in una macchina del tempo.
    Grazie “uomo riflessivo”

    *enrico: e’ proprio cosi’ questi negozietti che contengono un po’ di tutto sono oramai una rarita’. ne ricordo uno in un paesino tra Trento e Bolzano in Val di Funes…. incredibile!

    *Oscar: ohi ohi, non ricordo l’insetticida ricaribile e neppure la cioccolata bicolore sfusa… forse che io sia troppo giovane?:-)
    A parte gli scherzi ricordo la cioccolata bicolore ma confezionata, ma mia madre non me l’ha mai comperata, faceva male i denti diceva lei, e devi sapere che ho iniziato a mangiare la nutella quando mi sono guadagnata i miei primi soldini… di quelle scorpacciate!!!!

    *Xeena: e mangiarla spalmata assieme al mascarpone… mai provato?

    *Cantastorie: forse ho capito di quali caramelline parli, sanno da caramello e sono liscie lisce quando si sciolgono in bocca, buone!
    Felice di averti fatto ricordare in qualche modo la tua terra.

    *Sile: vai a parlare ai bambini di coloranti quando loro sono attratti giustamente da un mondo di colori… e poi anche l’occhio vuole la sua parte. pero’ hai ragione girano un sacco di coloranti e di sostanze nocive nei nostri cibi…

    Ciao ciao a tutti
    Dona

  11. Un post bellissimo!!! Hai risvegliato vecchi ricordi che risultano ancora freschi data la mia giovane età, eppure io ogni volta preferivo sempre le caramelle bianche e/o nere al massimo marroni… come dice la cara J.Lo sono senza coloranti!😉

  12. e le caramelle fatte a mano con lo zucchero cotto? le chiamano dalle mie parti “i caramelli i carrubba” e le trovo in un piccolo negozietto nel centro storico quando torno in Sicilia, e le compro. Ne ho ancora qualcuna e quando la metto in bocca facendola sciogliere lentamente fluiscono i ricordi di giorni e di volti che non torneranno più. Grazie per questo post che mi ha permesso di viaggiare nel tempo. Ciao.
    Il Cantastorie errante

  13. Mangiare la nutella col dito molto piú gustosa….

  14. e la cioccolata tipo nutella bicolore venduta sfusa? e l´insetticida ricaricabile?

  15. quelle rosse erano le mie preferite.
    che bel post! mi hai fatto tornare piccolo piccolo e ricordare quella drogheria dove andavo con la nonna, con gli scaffali in legno, la pasta sciolta e tante altre cose che non esistono più.

  16. Capita anche a me di ritornare indietro con i pensieri osservando particolari o cose che ti eri dimenticato.
    Ottimo racconto.
    Non sono taciturno,sono riflessivo ben tornata
    Roberto

  17. Quanti ricordi…
    Con il tuo racconto sei riuscita a spolverare un po’ anche i miei.
    A casa mia si chiamavano “le mentine” e non ho mai scoperto il perché. Dato che di menta non sapevano. E le ricollego a mia nonna materna. A casa sua non mancavano mai…
    Bei ricordi.
    A presto
    Melania

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: