Dona

*La solitudine dei numeri primi

In °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° on 04/03/2008 at 9:07 am

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Come Alice non avrebbe voluto esserci quel giorno in quella pista da sci anche Mattia non avrebbe voluto che la mamma quel giorno gli imponesse di portare con se, a quella sua prima festa di compleanno a cui era stato invitato, Michela, la sua gemella “ritardata”, …
Da questi due momenti nascono le tragedie di questi due ragazzi che crescendo si portano appresso come marchio indelebile sensi di colpa e di inadeguatezza che li portano a trovarsi, a capirsi ad appoggiarsi l’un l’altra… a nascondersi l’un l’altra tremendamente vicini ma mai abbastanza… . un po’ come i numeri “primi gemelli” avvincenti per i matematici, che sono sempre così vicini ma mai abbastanza da potersi toccare.
I fantasmi incombono e li rendono adulti fragili, troppo fragili per potersi aiutare … e’ già tanto dover badare alla loro personale incolumità; non hanno la forza di aiutarsi e così seguono separatamente la loro strada di persone ai limiti.

Mi chiedo come sia possibile che da una parte i ragazzini siano capaci di così facili metabolizzazioni agli eventi più disastrosi che possono coinvolgerli e talvolta , invece, tali eventi siano così deleteri per la loro crescita fino a portarli a condurre un esistenza che sembra si sia fermata al momento di quel tempo che l’ha così radicalmente cambiata.
Quale può essere la variabile che porta dei bambini a superare un tragedia e portarli a crescere comunque serenamente.
Per me questa variabile non può essere che nell’amore della famiglia e la giusta attenzione delle figure istituzionali che accompagnano un bambino nella sua crescita, tra tutte quella della scuola.
Molto importante e’ anche il valore della sana amicizia dell’ascolto e della parola.

Quante volte noi genitori imponiamo regole e abitudini di vita che non rispecchiano la personalità dei nostri figli, semplicemente per dare un senso ai nostri “vuoti” o per alleggerire le nostre frustrazioni… o semplicemente perché non ci concediamo il tempo di ascoltarli!

Una particolare considerazione va a questo giovane autore che in questo suo primo romanzo e’ stato capace di trattare cosi’ delicati sentimenti riuscendo, in modo paradossale, ad alleggerirli mettendoli a confronto con così sterile materia quale possa essere la matematica.
E ancora mi vien da pensare quale possa essere stato o ancora sia il suo dramma…

  1. ops… mi e’ partito il commento senza i saluti…

    un caro saluto Dona
    ps: la prossima volta firmati cosi’ ci salutiamo per nome🙂

  2. Ciao Anonimo, grazie di aver lasciato la tua impressione su questo libro che ho visto giusto ieri essersi appropriato del Premio Strega 2008. Diciamo che c’e’ stata una grande campagna pubblicitaria alle spalle a favore di quest’Autore e poi anche la casa editrice che e’ una garanzia… nell’insieme n penso che molte pesone sianom state attirate da questo libro e l’hanno percio’ acquistato poi si sa c’e’ sempre un punto di domanda se possa piacere o meno… la mia filosofia e’ sempre di cercare in ogni mia lettura di trovare del buono e anche in questo libro come precedentemente detto nel post e nei successivi miei commenti ho fatto cosi’.
    U

  3. mi dispiace dirvi ma a me non è x nnt piaciuto all’inizio molto bello convincente ti spinge ad andare avanti a leggerlo anke pieno di speranza ma dp…tt la speranza si perde e negli ultimi capitoli sembra chissà come potrebbe finire ! ma la fine una vera delusione…nn dico che mi aspetassi 1 fine da romanzi rosa xkè sinceramente nn mi piacciono xò 1 minimo….insomma questi 18 euro buttati al vento…

  4. Stà a dimostrare che nella vita l’assoluto non esiste e che c’e’ sempre qualche acuto osservatore🙂
    una serena Pasqua anche a te francesco
    Dona

  5. Ben trovata, Dona! Ci sono però due numeri primi che si toccano…il 2 (unico numero primo pari e il 3😉 Una serena pasqua anche a te🙂
    francesc0

  6. *Noemi: grazie per la tua partecipata presenza anzitutto, ne sono lusingata. per il resto sono perfettamente d’accordo con il tuo pensiero. Gli eventi che segnano la cresita di un bambino possono lasciare delle cicatrici piu’ o meno profonde o non lasciarne. per quest’ultima ipotesi sono pero’ titubante. Una delle variabili piu’ importanti che possono influenzare questi vissuti e’ certamente la famiglia e come e’ in grado di supportare queste figure fragili ma allo stesso tempo capacici di sorprendenti reazioni di adattamento. Sicuramente anche nel migliore dei casi un segno resta e chissa’ quando si manifestera’ nella vita da adulto che strascichi potra’ lasciare… e’ un argomento davvero complesso in cui noi cerchiamo nel nostro piccolo di darci delle spiegazioni e comunque parlarne fa sempre bene.

    *Francesca: grazie anche a te della tua testimonianza, mi pare di percepire anche un po’ sofferta. Grazie perche’ non ti sottrai mai ad un utile confronto. La nostra capacita’ di valutare, mettersi nei panni e capire quei gesti che in eta’ giovanile ci sembravano inspiegabili e imperdonabili e’ un grande segno di maturazione e benevolenza, un percorso che tutti non sono in grado di intraprendere, ci vuole dedizione e volonta’. Odio e rancore sono due brutte “bestie” che ci fanno rimanere fermi nelle nostre posizioni e non ci fanno camminare leggeri a testa alta ma ci fanno andare a fondo.
    Sono felice del percorso faticoso che stai compiendo e ti abbraccio forte.

    Un bacio ad entrambe
    Dona

  7. ho sempre vissuto i grandi problemi di famiglia pensando che gli eventi non si possono prevedere od evitare anche volendo. Una separazione, ad esempio, lascia segni indelebili, ma è il nostro modo di viverla che ci allontana o ci avvicina …voglio dire che le cose cambiano aspetto a seconda del punto di vista dal quale le osserviamo per cui qualcosa che ci ha fatto tanto soffrire da bimbi (naturalmente non sto parlando qui del caso specifico) per una mancanza dei nostri genitori nei nostri riguardi assume una forma diversa se noi a quella mancanzariusciamo a dare un motivo valido, una giustificazione,una giustificazione e cioè se riusciamo (da adulti) a infilarci nei panni di chi ,da adulto, ha commesso degli errori cercando di capire il perchè …ma mi sa che sono andata fuori tema tutto sommato…sono da due anni in terapia e alcune cose che mi sembravano imperdonabili (non mi riferisco qui ai miei genitori ma il discorso è generalizzato ) hanno assunto un significato diverso, ho imparato a capire a giustificare a dare un senso a qualcosa che per me era , ripeto, imperdonabile, ingiustificabile
    comunque i bambini sono essere fragili e dipendenti dal nostro amore e dalla nostra dedizione,il perché qualcuno riesca e qualcuno no ad avere una vita serena dopo aver subito un trauma non mi è dato capire…

  8. Difficile argomento Dona ma molto interessante.. mi son spesso domandata anch’io cosa si muova nella mente di un bambino.. cosa lo porti ad accettare o rifiutare determinate circostanze.. cosa faccia sì che un accadimento possa generare in lui “esperienza” o “malattia”…
    Non so darmi una rispsta precisa, molto, come dici tu, deve dipendere dalle situazioni intorno… e molto anche dal modo di elaborarle di ognuno.. dalla personalità, dai processi mentali che abitano ciascuno.

  9. *Ciao Barbie, allora mi farai sapere le tue impressioni… diciamo ad aprile

    *Cielo: finito di rispondere?

    *Ciao Mayra, grazie a te che mi dai la possibilita’ di avere questo dialogo.
    Sono convinta che in ognuno di noi ci siano delle cicatrici piu’ o meno profonde e piu’ o meno estese che hanno caratterizzato la nostra infanzia, adolescienza e in seguito il nostro modo di essere adulti e di avere un posto in questa terra. non siamo stati i primi e non saremo gli ultimi. La mia speranza e’ di non fare “grossi danni” perche’ si sa di errori ne commetto parecchi e me rendo conto giorno per giorno.
    Spero di avere sempre la forza di esserci per rendermene conto e possibilmente di trarre insegnamento da questo.
    Perfetti non lo siamo nessuno ma tutti abbiamo la possibilita’ di migliorarci.

    un abbraccio a tutti
    Dona

  10. Mia carissima Dona, questo tuo post, mi ha coinvolyo in modo particolare…non mi meraviglia, conoscendo la tua sensibilità ma è STUPENDO e di grande coraggio, a mio avviso, la tua riflessione sia sul contenuto dell’opera sia il tuo mettere in discussione le modalità di educazione dei genitori, ed il loro modo di intervenire nella vita dei propri figli, spesso influenzandola al punto di condizionarla, per la vita intera!
    ti posso confidare, nel mio piccolo, che nonostante io non abbia vissuto il “dramma” di quei piccoli e sia una persona senza particolari problematiche, ho vissuto dei traumi familiari, tragedie che ho dovuto limare e non far diventare “drammi dell’anima”.
    I rapporti interpersonali con mia madre e mio padre sono stati più volte compromessi, forse in modo inevitabile, in quanto figlia, ovvero spugna del vissuto/tessuto familiare…
    Ad ogni modo, da “grande” quelle trame restano parti di cicatrici indelebili, ma c’è una strada, un percorso, non nascondo molto arduo, che consente di tornare a “vivere” senza condizionamenti e influenze, ed in un certo senso è come rinascere!
    Grazie di questa opportunità, grazie del ns. dialogare sempre così a cuore aperto!
    ti abbraccio forte
    Mayra G Louis

  11. Buondì… oggi niente domande da farsi…. devo rispondere a quelle degli altri!

  12. wow, che presentazione!!!
    Mi hai convinta, non sapevo ancora quale libro comprare questo mese,
    per marzo sto a posto.🙂

  13. *Mio capitano: l’importante e’ non prefiggerci mete troppo irraggiungibili, anche per quel che riguarda la felicita’

    *Prie: se non facessi queste affermazioni ogni tanto non ti stanerei dal nido no?… per Ronconi intendi Luca Ronconi che ha diretto lo spettacolo infinities? No non l’ho visto… credo un concetto un po’ difficile per me da capire l’esperimento di quello spettacolo

    *Cielo: e’ un pericolo che corriamo quello di nasconderci dietro alla figura dei nostri figli…. il farsi delle domande e’ un buon punto di partenza, speriamo di avere la forza anche per andare avanti

    *Giulia: e’ sbagliato trattare una persona che ha dei problemi da diverso ma e’ anche sbagliato trattarla da persona che non ha nessun problema… sono due maniere per farla sentire inopportuna e per farla vivere male in mezzo agli altri. Ci vuole molta sensibilita’ si ma anche molta voglia di esserci e fare.

    Un buon pomeriggio a tutti
    Dona

  14. Il tremendo è che la gente non accetti i bambini con problemi e che paghino loro e anche le persone che stanno loro vicino… Questa è responsabilità delle famiglie, ma di tutta la società nel suo complesso. Un ragazzo sano o no che sia vive anche fuori dalla famiglia e spesso vive male, perchè non si educano i ragazzi a rispettarsi fra di loro. Un abbraccio, è sempre bella la tua sensibilità. Giulia

  15. Farci domande ci aiuta a guardare i nostri figli come persone e non come noi stessi da migliorare..

  16. Beh dai, La matematica sterile è un concetto un po’ desueto. Mai visto Ronconi?

  17. Questo libro sembra interessante fin dal titolo. Molto bello il ricordo di tua nonna che mi hai lasciato sul blog. Se uno riesce a trarre felicità dai ricordi della vita è già in buona posizione per conquistare il nirvana. Ciao.

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