Dona

ANJANI – Blue alert

In °°°APPENA FINITO DI ASCOLATRE°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°° on 06/03/2008 at 12:10 pm

… cosi’ la gente parla di Sanremo e nessuno parla di Blue alert di Anjani…. Un viaggio di pura poesia…

cover_bluealert_lg.jpg

Sneak Peek Into The Making Of “Blue Alert”
(10 min. 34 sec.)
vedi

“Thanks For The Dance” Video
(4 min. 50 sec.) vedi

Questo il contenuto del messaggio di Michele ricevuto alcuni giorni fa. Nel frattempo son riuscita a capire chi fosse Anjani, non ne avevo sentito mai parlare ma e’ facile quando si parla di musica con Michele non conoscere certi artisti…

Conoscevo invece Leonard Choen che ha prodotto questa raccolta di melodie e poesia, come del resto e’ solito mettere anche nelle sue opere musicali.

Ho ascoltato Blue alert… e’ vero, non poteva non piacermi!

Un brano il particolare, questo…

THE MIST

AS THE MIST LEAVES NO SCAR

As the mist leaves no scar
On the dark green hill,
So my body leaves no scar
On you, nor ever will.

When wind and hawk encounter,
What remains to keep?
So you and I encounter,
Then turn, then fall to sleep.

As many nights endure
Without a moon or star,
So will we endure
When one is gone and far.

ascolta

COME LA NEBBIA NON LASCIA CICATRICI

Come la nebbia non lascia cicatrici
sulla collina verde scura,
così non ne lascia il mio corpo su di te,
né mai ne lascerà

Quando il vento e il falco s’incontrano,
che cosa rimane di duraturo?
Allo stesso modo ci incontriamo,
io e tu, per poi rigirarci e dormire.

Come tante notti resistono
senza la luna o una stella,
così anche noi resisteremo,
quando l’uno l’altro avrà lasciato.

Questo supera la mia comprensione..

La poesia ha un significato intrinseco che sovrasta le parole e che ci
avvicina alla natura.
Mi ha molto toccato. Il suo significato per me è oltre perchè è la poesia
stessa che crea la bellezza.
E’ un disegno complessivo prova a pensare che la nebbia e il mio corpo non
sono la stessa cosa, Ma fanno la stessa cosa, non a caso la rima sui tre
versi è ripetuta accentuandola sulla stessa azione e sulla stessa parola.
Cosi il mio corpo non lascia cicatrici, come la nebbia non lascia cicatrici.
Così il falco e il vento si incontrano, così noi ci incontriamo (purtroppo
l’inglese scrive sempre encounter ma non puoi farlo in italiano in cui
“incontrano” e “incontriamo” sono due parole foneticamente diverse). Se ci
pensi è tutto parte del cosmo. Noi (uomini) è come fossimo parte di un
insieme, non siamo astrusi dal resto, le nostre azioni ripetono le cadenze
degli animali, del clima e della vita. Così anche per noi sembra non esserci
la luce, ma continuiamo ad esistere come esiste la notte. E la notte che
sopporta la sua mancanza di luce fa parte della sua esistenza conscia che
essa continua a perpetuarsi.

Come nel mondo è cosi.. così per noi è così. ( in tutti e tre i versi)

Così anche la traduzione può essere azzeccata, ma può essere anche
sbagliata. L’ultima riga letteralmente è “quando uso se n’è andato e
lontano”, in questo caso l’azione può essere dettata da una scelta, ma può
essere una costrizione degli eventi. La nostra difficoltà con la lingua a
volte aiuta a ricreare significati.
Per esempio potrebbe essere ambientata tra due amanti in cui il giorno dopo
uno deve partire per la guerra o per andare sulla navicella spaziale per sei
mesi o per andare a lavorare all’estero oppure sta morendo perché molto
malato.
Billy the kid, Casablanca, il cacciatore, l’ultimo tango.. tutte scene da
film che potrebbero starci con situazioni diverse. In tutti i casi il
concetto della sopportazione è collegabile a una specie di piccola croce che
accompagna la nostra vita.
Sembra quasi che questo sopportare non crei dolore, (non lascia cicatrici),
perchè ascrivibile al ciclo vitale dell’esistenza.
Ci sono tante di quelle cose belle in queste righe che è difficile
scegliere, per esempio l’immagine dell’incontro tra il vento e il falco, ma
ancora una volta vorrei sottolineare l’accostamento della nebbia al corpo
che ci avvicina all’essere spirito, al senso di avvolgere, di limitare la
vista, di definire il nostro campo di comprensione. Quando pensi alla
nebbia, l’accosti più allo spirito che al corpo, ma se dici che corpo e
nebbia fanno la stessa azione, allora non disgiungi più il corpo dalla
spirito, perché tutto è una cosa sola. Un concetto anche religioso e che
ho, credo con buon intuito, definito come l’erotismo spirituale, alla base
di molti scritti di Cohen
.

Michele

Tornando al messaggio iniziale ci siamo posti questa domanda:

Sono i signori della musica a proporre solo il suo lato commerciale lasciando nel dimenticatoio queste perle o siamo noi che richiediamo questo?

ph_anjani.gif
  1. Temo che in giro manchi la curiosità, ognuno ascolta solo ciò che conosce

  2. Amo la poesia, non sono alla ricerca della rima e di tutte quei particolari tecnici che talvolta pretendono essere l’unica valutazione per considerarla tale. Amo il sentimento, le piccole e grandi verita’ celate, quella carezza che certe parole ti lasciano delicatamente, le emozioni che essa è in grado di estrapolare dalla scorza che ti protegge.
    Amo leggere la poesia, ascoltarla nel silenzio di una calda atmosfera, nella melodia che talvolta l’accompagna, nelle note di una canzone.
    Anche in questo dobbiamo aprirci.

    Un caro saluto e un grazie a tutti
    Un abbraccio a Michele
    Dona

  3. non è proprio facile scovare la buona musica, o la buona poesia. Una volta Cohen da detto che ha iniziato a cantare perchè voleva un modo in più per comunicare. Ciò non toglie che “the mist” sia stata scritta da Cohen come una poesia e che Anjani l’abbia musicata senza sapere che musica ci avesse previsto Leonard. Mentre mi sento di definire Cohen un poeta, ho parecchie perplessità nel farlo per artisti che si definiscono tali e che girano per la maggiore. Vero è che ho fatto ascoltare Anjani a 5/6 persone ed è piaciuta a tutti. Vero è che nessuno l’aveva sentita nominare. Le responsabilità non sono solo del commercio (Anjani è un artista Sony) ma dell’ignoranza di chi propina la musica e dell’approccio di ognuno ad essa. Come si può leggere per passare il tempo, per informarsi, per ricevere emozioni, per conoscere o un romanzo è differente da un racconto o da una poesia, così la canzone ha ancor più componenti essendoci anche la melodia e il ritmo.

  4. Aggiungerei un altro film a quelli già elencati da Te I ponti di madison county,è vero non avevo mai pensato che la nebbia non lascia cicatrici,come sempre un post ben scritto.
    Ti lascio alla ricerca del mio commento negli spam.
    Buona domenica e un abbraccio
    Roberto

  5. Anch’io penso che i giovani sappiano scegliere, lo vedo con mis figlia, i miei nipoti, che ascoltano buona musica…per quanto riguarda la tua domanda nello specifico, se ho capito bene, penso che spesso gli autori tengano nel cassetto le cose migliori perchè le case discografiche hanno bisogno di commercializzare al massimo…penso ad esempio a Samuele bersani, grande cantautore dei nostri tempi che, dopo aver scritto cose magnifiche per sé e per altri, ha sfondato con batticuore che, intendiamoci, è un bel pezzo, ma niente a che fare con il resto.

  6. Mi trovo d’accordo con te… E’ sempre bello passare da te, Costanza

    Ah, se puoi e vuoi fai anche tu un salto da noi? Costanza

  7. vediamo se riesco a lasciarti un saluto.
    Buon fine settimana
    Roberto

  8. “Come tante notti resistono
    senza la luna o una stella,
    così anche noi resisteremo,
    quando l’uno l’altro avrà lasciato.”

    Uh che poesia Dona! Il discorso della Nebbia mi rammenta un mio post di alcuni giorni fa!
    Anch’io associo spesso le mie sensazioni e le mie emozioni agli eventi naturali che mi circondano.. è come se mi sentissi prte di un qualcosa di più grande!

    Per quanto riguarda il discorso della musica… io temo che la stragrande maggioranza delle persone chieda “altro” pertanto queste perle cadono nel dimenticatoio… è come stare in una palude.. si richiede il “commerciale” pertanto aumentano le proposte di “commerciale” che poi cominciano ad invaderci in maniera inflazionistica….
    E quasi ne siamo invasi e le perle son tamente rare che ci costa fatica andarle a scovare!

  9. C’é richiesta di schifezze purtroppo il commerciale sovrasta tutto ma i giovani sanno scegliere, sanno dove cercare.
    In saluto

  10. Bisogna avere l’abilità e la pazienza oltrechè un pizzico di fortuna…e la musica buona si trova, eccome!!!

  11. Credo che la legge del mercato riduca tutto a merce e quindi va avanti il prodotto che vende, non il migliore. La gente andrebbe aiutata a scegliere, andrebbe forse indirizzata, questo mi sembra non capita quasi mai… Giulia

  12. Tutt’è due: ma sta a noi cercare.. cercare… cercare..

  13. dona, ci sono un po’ di code andati a male nel post (eheheh)
    a parte questo leonard cohen è delizioso
    quanto a sanremo non ne ho visto nemmeno un pezzettino, non me ne vanto ma è la verità.
    saluti, cara.

  14. Anche io spesso mi faccio la stessa domanda, in tutti i campi “artistici”. E non sono ancora sicura della risposta. Non voglio credere che il livello di richiesta della gente sia così basso e insulso. Eppure, spesso, chi ha “successo” (vedi tanti best seller italiani e non… vedi tanti film… e anche in campo musicale) a parer mio vale proprio poco.

    Cara Dona, si va avanti in questa vita bella ma molto faticosa.
    Spero di avere abbastanza coraggio e forza per tutto quello che mi aspetta prossimamente.

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