Dona

*I giardini senza padrone

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°TRA FIABA E REALTA'°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°, DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI on 28/04/2008 at 11:52 am
I giardini sono vivi di fiori di tuberose e piante perenni a contorno di case da non molto senza padrone. Li noti sorridere comunque ai pochi sprazzi di sole che questo aprile fin ora ha concesso, qui nel paese che porta i segni del tempo nelle sue facciate tristi. La gioventù preferisce spazi aperti, poco si adatta a chiacchiere appese ai fili tra terrazze. Quei fili ora sono invisibili come i panni che non hanno più bisogno di essere stesi.

Defraudate nei ricordi dalle mani di insensibili intrusi, spesso avide, lasciano solo l’odore di naftalina e contorni di fumo appesi ai muri. Vecchie assi e tagli di lino alle finestre sembrano attendere di essere scostate all’alba di un nuovo giorno ma sanno dover usare remissività.

Ci sarebbe bisogno di una mano di fresco li, fin sotto alle misere travi e ai coppi erosi dal ciclico ruotare delle stagioni… anche il camino sa di stantio e guarda, ai suoi piedi, vicino al dimesso lavatoio, l’ultimo avanzo di ceppi che l’inverno non ha voluto lui ardesse. La brutta stagione, da queste parti, sa essere subdola con le labili età e ad ogni sua partenza lascia una manata di prospettive così.

Anche questa, come ogni facciata triste e apparentemente negletta, porta il suo distinto ornamento, un po’ fuori vista, discreto… chissà se al suo interno ci sono ancora pagine di”mani di fata” appese alla parete col fil di ferro, da strappare e piegare al pari di soffice carta igienica! C’e’ pure una falce appoggiata all’angolo, la lama sarà da battere prima del taglio del “fien” ma il “contadino che vien dalla città” la userà come la sua nonna sdendata pretendeva di masticare nocciole.

L ’erba resterà da tagliare, rifugio per serpi e lucertole guardiane, la cassa di vino non renderà i suoi vuoti, disadorni i vasi di coccio. E così anche che la facciata resterà triste nel suo destino, ancora per molte primavere e nulla, per lei, potranno fare i fiori delle tuberose e le piante perenni se non stendere all’aria i loro tenui cuscini e tenere verde quel filo di speranza.

foto Dona

nella foto:
Scorcio di Sospirolo (BL) andando verso la piazza

  1. * Noemi: be guardando quella facciata le sensazioni sono state un po’ quelle che tu hai descritto, delle fortissime sensazioni.

    *Giulia: sempre molto bello averti qui

    *Artemisia: ne sono felice, e’ una delle cose che maggiormente vorrei.

    *Daniele: ti ringrazio

    *Lorenzo: certo Lorenzo noi siamo artefici del nostro futuro e nessuno, alla fine, anche se sembra di no, puo’ decidere per noi… pero’ quella facciata e’ davvero molto triste nella sua bellezza.

    un caro saluto a tutti
    Dona

  2. A volte anche noi uomini ci sentiamo così, comme quei giardini senza padrone… e senza nessuno che ci dia una mano per rimettere a posto le cose… per tagliare l’erba, verniciare gli infissimi, dipingere la facciata. E talcolta comunque, certe cose, possiamo rimetterle a posto soltanto noi…

  3. Post coinvolgente e molto avvolgente. Bellissimo anche il titolo.

  4. Approdando nel tuo blog, ci si regala sempre un attimo di serenita’.

  5. Sempre molto bello leggerti, Giulia

  6. Malinconia dolce e struggente in questi tuoi versi… là dove la natura mesce i suoi profumi, sobri, allietanti… là si fa più dolce il ricordo…
    e quel filo di speranza..
    “La Primavera ci dà la divina certezza che la vita continua e che la morte altro non è che una stagione passeggera”

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