Dona

*Come sarebbe stato tutto diverso se…

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°° on 12/05/2008 at 6:34 pm
[…JR, mi ascolti?”
Sussultai, Zio Charlie mi stava fissando con aria indignata.
“Si” mentii, “Ti ascolto, ti seguo.”
La cenere della sigaretta stava per cadere, ma lui non ci fece caso. Tirò una boccata e la cenere gli cadde sul petto. “Ah, non importa a nessuno” disse: Si mise a piangere. Le lacrime scivolarono dietro gli occhiali scuri, rigando le sue guance. Mi sentii un verme ed un egoista per aver pensato alla mia rabbia senza badare a quella di zio Charlie.
“A me importa” dissi.
Lui mi guardo’ con un debole sorriso. Asciugandosi le lacrime mi raccontò il suo primo incontro con pat, in un bar di Plandome Road. Lei lo aveva rimproverato per il suo cappello e gli occhiali neri, “Figlio di puttana” aveva detto. “Come osi vergognarti di essere senza capelli, quando ci sono ragazzi che tornano dal Vietnam senza gambe?”
“Fatti gli affari tuoi” aveva risposto lui, pu ammirando il suo stile. Una donna con le palle. La pupa di un gangester. Un personaggio alla Raymond Chandler. Si erano messi a chiacchierare e avevano scoperto di avere molte cose in comune, in primo luogo una venerazione quasi religiosa per i bar. E poi Pat era insegnante di inglese, e zio Charlie amava le parole, quindi parlarono di libri e di scittori.
Qualche giorno dopo lei gli aveva mandato un telegramma. Non riesco a non pensare a te- devo vederti. Gli aveva dato appuntamento in un locale fuori città.
“Sono arrivato presto” raccontò zio Charlie.
“Mi sono seduto al bar. Ho bevuto un cocktail. Volevo andare via. Stavo per andare via.”
Mimò la scena. “Sono andato verso l’uscita” disse balzando verso la stufa e rovesciando la sedia.
“Ti immagini come sarebbe stato tutto diverso? Santo cielo, JR, lo capisci? Come sarebbe cambiato tutto… se me fossi andato? Mi segui? Come basta un nulla per cambiare le cose? Mi segui?”
“Ti seguo” risposi raccogliendo la sedia…]
———————-

Leggendo questo passo del bar delle grandi speranze di cui qualcosa vi ho gia’ raccontato “QUI” mi e’ tornata alla mente una confessione che qualche tempo fa un amico mi fece. Parlava proprio del dubbio che talvolta rimane di aver fatto o meno la scelta giusta, quel giorno, in quel particolare momento in cui si pensa a tutto meno che a considerare il gesto che si sta per compiere e che probabilmente detterà il corso degli eventi e del nostro futuro.
Ti è mai capitato di pensare, come zio Charlie, come sarebbe stato tutto diverso se quel giorno tu, avessi preso una decisione diversa?

———————-

APPENDICE RI-RIFLESSIVA

A proposito di decisioni:

Secondo voi quale di queste due foto dovrei scegliere e perche’?

foto Dona
n. 1

foto Dona
n. 2

  1. *Loredana: mi accorgo solo ora del tuo commento, mi spiace… volto dolce e misterioso, e’ proprio vero hai colto due essenziali sfacettature. Grazie

    *Twigaeba: in un certo senso hai proprio ragione, fornisce un po’ meno dettagli della seconda e fa pensare di piu’.

    *duccio: non non sei per nulla arrivato tardi, apprezzo il tuo commento e concordo con te per quanto riguarda l’inquadratura.

    un caro saluto
    Dona

  2. Assolutamente la prima, magari arrivo tardi, ma lo dico ugualmente. Ho sempre amato le inquadrature dove il soggetto principale non è al centro. Bella foto BN, bello sguardo della bambina, lo sfondo acqusita significato, fa percepire un prima e un dopo, non l’assoluto della seconda foto. Decentrato è bello, come i piccoli difetti del volto di una donna che diventano pregi.😉 duccio

  3. la prima. tutto deve ancora succedere…

  4. La prima. E’ un invito, quello sguardo. Un’accoglienza. Dentro ad un dettaglio che e’ la bimba stessa, il suo viso dolce e misterioso insieme.
    La prima, senz’altro. E’ in equilibrio.
    Loredana

  5. La tua motivazione e’ al quanto esaustiva. grazie, un saluto
    Dona

  6. scelgo la seconda per la simmetria e la fierezza della composizione

  7. *Roberto e Noemi: ce lo chiediamo un po’ tutti , chi piu’ o chi meno ma poi si va avanti.

    E vada per la foto numero 1 allora.
    Grazie anche a voi
    Dona

  8. Dimenticavo… foto numero 1, amo i dettagli e amo cogliere gli sguardi… e nella prima foto è tutto più evidente!

  9. Dona… questo è un argomento che scotta per me!
    Mi chiedo spesso come sarebbe andata quel giorno se avessi detto no invece che sì e sì invece che no…

  10. Me lo chiedo spesso se ho fatto la scelta giusta,ma poi ritorno sui miei passi.
    Decisamente la prima foto.
    Buona serata
    Roberto

  11. ops Barbie, stavamo scrivendo in contemporanea… quella della monetina l’avevo sentita ma mai con la variante di ribaltare l’eventuale esito della gittata… chissa’ se funziona come dici… mi sa che provero’ ma ormai per questa decisione i giochi sono fatti!
    Un caro saluto anche a te e grazie per il consiglio
    a presto
    Dona

  12. *Alessio: hai ragione, ognuno determina il proprio fato con le proprie azioni, azioni che pero’ vengono messe in atto in base alla casualita’ che un determinato momento impone, e’ un po’ come il cane che si morsica la coda e intanto andiamo avanti, comunque.

    *Rino: non se ne esce piu’ vero se si comincia a porsi i “se” ma a me la tentazione vien sempre, per foruna lascio perdere in fretta!

    *Lorenzo: mi interessava molto la tua opinione a questo quesito ma vedo che sei stato catturato dalla foto🙂

    *Irish: accidenti due vite… un po’ come fare i compiti in malacopia… a me risulterebbe asai difficile gestirle, faccio fatica gia con quella che mi ritrovo. Farsi questa domanda penso sia umano, l’importante e’ non crearsi delle inutili paranoie cercando di darsi una risposta.

    *Artemisia: per quel che posso conoscerti dal tuo blog ti vedo proprio come ti sei descritta in questo tuo commento… riflessiva ma decisa.

    *Daniele: si capisco e’ comprensibile avere maggiori dubbi su decisioni prese da altri e che coinvolgono anche noi

    *Mayra: carissima la tua visione e’ anche un po’ la mia… e poi le stelle che cadono sono sempre un qualcosa di magico e ogni tanto e’ bello e doveroso lasciarsi andare con la mente.. em em stavo cominciando gia’ a farlo!🙂

    *Carlo: ci potremmo perdere un’ intera giornata sulle rive del Cordevole a cercare di capire questa tua teoria…🙂

    *Francesca: anche tu rapita dalla foto come Lorenzo…

    e ora parliamo della foto:
    In realta’ la foto e’ la stessa (ce n’era una terza, l’originale che non ho postato) ma l’effetto e’ diverso. nella prima avvicinando il soggetto e ponendolo a margine dell’inquadratura si e’ evidenziato lo sguardo della ragazzina (anche la treccina che ha notato Carlo) che appare intenso, un misto tra il sostenuto e il desiderio di mollare, di concedersi in un barlume di sorriso. Nella seconda questi particolari un po’ sfuggono anche se guardando bene lo sguardo e’ il medesimo. Ci si lascia distrarre dalla posa, dalla mano che giocherella con l’altra nascosta, dal bianco della maglietta, dallo sfondo.
    Mi sembra di aver capito che dovrei scegliere la prima e devo dire che concordo con voi.
    Grazie a tutti dell’ aiuto… vi faro’ sapere se la scelta e’ stata azzeccata🙂

    Un caro saluto
    Dona

  13. foto 2 per me…
    un giochino diffuso tra i miei amici in fatto di scelte tra due opzioni:
    prendi una monetina, assegna ad ogni faccia una opzione, tirala e vedi cosa spunta, quella sarebbe la cosa che dovresti fare…ma…
    senti attentamente la sensazione che provi quando associ la faccia della monetina alla soluzione, soffermati sull’emozione, se è positiva, se sei serena, o ancor meglio contenta, quella è l’opzione giusta, se invece sei contrariata, triste, delusa, scegli l’opzione opposta.
    Sembra una stupidaggine detta così, ma prova, serve a seguire il richiamo che c’è nel più intimo e profondo di noi.
    Un bacio

  14. scusa, nella seconda è come se fosse stata sorpresa…

  15. la prima perché è come se la bimba ci invitasse ad entrare con lei in un mondo del quale sola conosce i segreti…nella prima foto è come se fosse stata sorpresa dallo scatto e nient’altro.😉 Ciao Dona

  16. certo, capita, ma è indiffernte, perchè se scegli a invece di b e poi pensi alla vita secondo b diresti: ah, se avessi scelto a! (mia personale teoria)

    n.1, per l’evidenza della fanciullesca trecciolina e lo sguardo che parte da lato.

  17. è capitato e capita continuamente, un pò perchè mi piace essere sempre convinta di quel che voglio, di quel che faccio. Credo nelle scelte consapevoli, nell’esssere artefice del proprio destino, anche quando cade dal cielo una stella proprio mentre non guardavi in quella direzione, quelle sono solo splendide coincidenze!
    ciao carissima…
    p.s. preferisco la seconda foto, perchè oltre al tuo viso, posso avere impressa nella mente tutto il controrno della tua figura, risalta, sembra che si possa toccare…

  18. Se prendo io la decisione non faccio questi ragionamenti. Se le cose accadono allora questo tipo di rifleessioni possono a volte sfiorarmi

    PS: foto numero uno, sguardo in primo piano e meno sfuggente. Mi convince di più, è più…rassicurante :-)))

  19. No. Prima di prendere una decisione sto male ma una volta presa non sto a pensare su sul “come sarebbe andata se…”. Che senso avrebbe?

    Voto per la prima perche’ si coglie meglio lo sguardo intenso e vispo della bimba.

    Artemisia

  20. si mi è capitato
    e ricapita sempre di più col passare degli anni
    a volte penso che sarebbe giusto avere due vite da vivere
    una per crescere e capire
    l’altra per dare e avere ciò che non abbiamo dato e avuto nella precedente
    ma è giusto farsi questa domanda?

  21. La seconda! Mi piace di più, mi sa proprio di ragazzina furbetta!🙂

  22. Scelgo la prima, per il semplice motivo che gli occhi sono lo specchio dell’anima.
    E se non fossi qua? E se non fossi nato? E se non mi fossi sposato? E se non sapessi l’italiano? … Troppi se, troppi ma, preferisco scegliere, poi si vedrà.

    Rino.

  23. Non ho mai creduto alla Provvidenza o al Destino… credo che ognuno determini il proprio fato con le proprie azioni e che le stesse siano poi soggette alla grande e terribile legge del Caos, che alla fine regna su tutto.
    Allora tendo a non fare la mia storia con i “se”; a quelli preferisco i “perché”.

    A presto

    p. s. La n. 1, senza dubbio

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