Dona

*I gioielli della scuola

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°, DALLA MIA CARTELLA DEI COLORI on 30/10/2008 at 11:40 pm

I GIOIELLI DELLA SCUOLA

In un momento in cui si tende a parlarne male penso sia importante non perdere di vista lo scopo principe per cui la scuola ha motivo di esistere. Essa deve dare continuità al nostro vivere in società, accogliendo tra le sue “braccia” i nostri figli aiutandoli a diventare persone corrette, altruiste, generose, responsabili, consapevoli delle proprie qualità e risorse, dei propri limiti cercando di essere rassicurante e portavoce di una rivalutazione dei valori umani. Non può esserci solamente l’apprendimento come unico obbiettivo, ogni bambino ha una storia a se, ha i suoi tempi, la  propria personalità, le sue paure e i propri slanci,  i suoi handicap.
In un momento in cui si discute tra adulti, a me va di parlare di ragazzi, anzi di dar loro voce. Non nelle strade, non nelle piazze,  ma tra i banchi, dove, in una costante collaborazione tra le istituzioni, famiglie e istituti scolastici,  nascono questi “gioielli della scuola”:

Mercoledì primo ottobre 2008, siamo andati all’ecocentro che si trova a Sospirolo. Siamo stati là molto tempo a giocare. Io e i miei amici abbiamo fatto silenzio perché ci siamo accorti che stavamo facendo troppo chiasso. Io mi sono rabbrividito sentendo che la maestra diceva: “Non fare chiasso e ascolta. Sta iniziando a parlare il sindaco e  a scuola poi vi faccio fare il testo”.
Io ero stanco di stare in piedi ma ascolatai lo stesso il sindaco che disse che il comune di Sospirolo fosse pulito. Dopo lo stressante discorso siamo andati a vedere i bidoni: c’erano quelli delle pile, quelli dll’”olio extra vergine di macchina” e compagnia bella. C’erano tanti container enormi: uno conteneva persino un divano…in..cre..di..bi..le!!! C’era anche quello del metallo e degli pneumatici.
Ma adesso basta, passo ad un’ altra parte del racconto.
Verso la fine abbiamo fatto la fila per andare a mangiare ma i ragazzi delle medie ci hanno derubati e noi abbiamo dovuto accontentarci degli avanzi.
A me l’ecocentro e’ sembrata una fortezza.
Mi e’ piaciuta la recita fatta dai bambini di quarta: era simpatica e buffa.
Non mi e’ piaciuto invece il percorso lungo la starda che per me e’ stato molto faticoso.
Piero
8 anni

foto@Dona
ottobre 2008

  1. Artemisia: si c’e’ davvero del buono, me ne rendo conto osservando i miei figli, i loro amici, i ragazzi che mi passano accanto… nei loro atteggiamenti sono racchius e le loro fragilita’, le loro capacita’ ancora da scoprire e delle quali aver consapevolezza… la scuola nonostante tutto e’ il loro mezzo per scoprire se stessi.

    Carlo: si e non poco spesso se mi permetti l’espressione… semmai fosse merito di questi pensieri, felice di aver reso piacevole la tua mattinata🙂

    Cinzia: cara cinzia, il cuore di mamma ci rende particolarmente sensibili a questi temi… sono preoccupata anche io ma credo nella scuola, nonostante le mille difficolta’ che sta attraversando.

    Un caro saluto
    Dona

  2. Mi si è stretto il cuore leggendo!!!
    Sono una mamma e tempo fa ho scritto un post sulla scuola…molto simile al tuo e debbo dire che oggi più di ieri ..la realtà è proprio questa!

  3. bisogna prestare orecchio alla voce dei bambini, sono spesso più lungimiranti di certi politici.
    adesso posso iniziare in modo piacevole questa mattinata.

  4. Brava, fai bene a mettere in evidenza quanto di buono c’è nella scuola. Ne parlano così male di questa povera scuola ed invece ci sono tante inziative buone.
    Un caro saluto e non ti preoccupare per la lettura dei blog. Ti capisco. Anch’io sono costantemente indietro.
    Ciao,
    Artemisia

  5. Ciao Osacar, bentrovato.
    Sono contenta che tu abbia messo in risalto il discorso dell’ecocentro, dei rifiuti che nessuno vuole davanti alla sua porta di casa e che piuttosto di accedere alle giuste strutture (ove ci sono9 per lo smaltimento preferisce lasciarli a destra e a manca. In questo testo, che la maestra ha fatto fare ai bambini al rientro dell’inaugurazione dell’ecocentro nel mio paese, secondo me ci sono diversi spunti di riflessione e tra questi c’e’ proprio la sensibilizzazione dei bambini al problema dello smaltimento dei rifiuti, si rendono conto che la racclta differenziata e’ importante e cosa da non sottovalutare soprattutto si rendono conto dove i rifiuti vanno a finire una volta raccolti dagli appositi cassonetti, dove poi devono essere smaltiti i rifiuti speciali, ingombranti ecc. Altra cosa importante che emerge e’ la collaborazione tra scuola e comune, insieme nell’insegnamento del bene comune… i ragazzi ha potuto conoscere la figura del sindaco e dei suoi collaboratori sebbene attraverso discorsi stressanti come dice Piero simpaticamente. Si unisce poi il lavoro teatrale dei bambini e quindi di espressione attraverso la recita, e anche il fatto che i piu’ grandi (bambini delle medie) hanno il sopravvento sui piu’ piccoli (ragazzi delle elementari) come e’ fisiologico che sia senza pero’ entrare in atteggiamenti piu’ marcati di superiorita’ quali possono essere quelli del bullismo… semplicemente un pizzico di furbizia in piu’.
    Grazie Oscar del tuo commento e a presto, si fa per dire!🙂

    Rino: hai perfettamente ragione ed e’ per questo che ho postato questo testo, perche’ oltre che ad essere simpaticamente scritto rivela molti messaggi dai quali noi adulti possiamo maggiormente capire lo stato d’animo dei ragazzi e creare cosi’ un rapporto costruttivo-
    Buona domenica a te
    Dona

  6. Dovremmo ascoltare con più attenzione ciò che i ragazzi, i giovani desiderano dirci, dopotutto solo dalla comprensione nasce un buon rapporto istruttivo.

    Rino, augurando felice domenica.

  7. La visita negli impianti di raccolta differenziata (ma anche e sopratutto nelle discariche e negli inceneritori) dovrebbero farla più spesso. Far capire ai bambini che i rifiuti non spariscono una volta gettati nel bidone sarebbe importante per sviluppare in loro una coscienza civica che la nostra generazione purtroppo non ha

  8. Diciamo che in poche parole hai colto la multitudine di tappe che un ragazzo si appresta inconsapevolmente a percorrere affinchè possa crescere e avere cognizione di quello che e’. Diciamo che e’ una crescita parallela quella dei ragazzi e dei genitori, anche di tutte le figure che lo supportano in questo viaggio. E’ un arricchimento comunitario perche’ comunitaria deve essere la visione cercando nel proprio piccolo di dare il meglio e di riceverlo pure. E’ un auspicio questo che talvolta e’ disatteso, resta comunque il fatto che come dici tu la vita bisogna viverla per non rischiare di essere gia’ morti senza saperlo.
    Un caro saluto
    Dona

  9. Anche mio figlio ha 8 anni. E’ una età di passaggio, come tutte, ma particolare. Sta crescendo la coscienza della vita sociale nella scuola e fuori. Il puro mondo della fantasia viene sempre più invaso da quello della realtà :qualcosa si rompe e qualcos’altro fatica a nascere. Fra un po’ la pulsione sessuale porterà i suoi turbini, poi bisognerà trovare un senso, un equilibrio dinamico. Dalla vita per fortuna non si salva nessuno: solo quelli che sono già morti e non lo sanno.

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