Dona

*Messaggi

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°° on 05/11/2008 at 10:19 am

Pochi giorni fa ho pubblicato un post dove mettevo in risalto i gioielli della scuola, la voce dei ragazzi spesso messa in secondo piano rispetto ai problemi dei grandi nel riuscire a provvedere alla loro crescita e educazione.
Pur mantenendo ferma la mia visione mi va anche di mettere in risalto alcuni atteggiamenti che si pensa sempre lontani dalla propria persona, dalla propria famiglia.

Si pensa che i nostri figli siano al di fuori di certe logiche di gruppo che li pone arroganti e maleducati verso il prossimo…  io l’ho sperato. Ho sempre insegnato loro educazione, rispetto e buone maniere sperando che almeno una parte di questi valori attecchiscano in loro. Fondamentalmente penso di esserci riuscita ma ci sono messaggi ai quali bisogna porre la dovuta attenzione e spesso emergono inaspettati:  e’ il momento che vengano a galla e affrontati.

E cosi’ stamattina ho trovato sulla scrivania dei miei figli di 8 anni  un foglietto con scritto:
“SEI BRUTTA, SCHIFOSA, STRONZA, ROMPI PALLE, BASTARDA”.

Conoscendoli penso che non sappiano il significato di buona parte di questi appellativi però il messaggio c’e’ e ne racchiude di infiniti altri. Ho 4 ore di tempo prima che ritornino da scuola  ma mi sa che dovrò prendermene un po’ di più per affrontare il problema nella giusta maniera… semmai trovero’ il modo di individuarne una.

Dona

dsc_0007-primavera-2007

foto@Dona

  1. Grazie Giulia, un abbraccio a te
    Dona

  2. cara Dona, anch’io avrei tirato un sospiro di sollievo, ma può capitare anche se fa male. Non avrei pensato male di te se ti fosse successo davvero. Un abbraccio, Giulia

  3. *M. Cristina: bentrovata. Sono proprio d’accordo con cio’ che dici, succede spesso anche a me di rimanere sorpresa per certi discorsi o comportamenti dei miei figli che forse siamo abituati a catalogare in base piu’ a quello che sono le nostre aspettative che il loro modo di essere effettivo e allora rimaniamo spiazzati e ci dobbiamo ridimensionare e pensare che qualcosa sta cambiando e dobbiamo adattarci anche noi.
    Grazie e a presto.

    *Giorgio: e non son finiti qui i risvolti del misfatto… mi sa che e’ molto piu’ ingarbugliato il discorso di quanto non lo abbia spiegato io… stiamo a vedere.
    Un abbraccio a te

    Dona

  4. Ho tirato un sospiro di sollievo e ho pensato fosse un finale di un giallo alla Maigret o Sherlock Holmes: veramente geniale!
    Bene così, le certezze uccidono la vita!
    Un abbraccio, Giorgio.

  5. I figli sono, almeno in parte, un pianeta sconosciuto, così come lo sono tutte le persone che crediamo di conoscere assai bene. Mio figlio, anni 14, mi sorprende spesso. A volte un suo ragionamento, un suo pensiero mi sembrano usciti dal nulla, così fuori da quello che credevo di avvergli trasmesso o che ero convinta gli appartenesse. Destabilizzante, ma anche affascinante. Un mondo a se appunto.
    M.Cristina

  6. Cari amici, eccomi qua!
    Svelato il misfatto! Ieri sera a tavola, ho chiesto chiarimenti sul biglietto… già i ragazzi si aspettavano qualcosa, avevano percepito dal mio comportamento durante il pomeriggio che avessi qualcosa che non andava e che il motivo potesse derivare da un loro comportamento. Li ho sentiti parlottare in cameretta e darsi spiegazioni alternate ai soliti momenti di gioco. Non hanno saputo dare subito una spiegazione e hanno negato categoricamente di aver scritto loro quei termini ma non hanno detto chi fosse stato. Solo stamattina uno di loroha rivelato la verità alla quale ho subito creduto perchè legata ad un momento di tensione che c’e’ stato tra la nonna e un loro compagno di classe venuto a casa nostra quando io ero al lavoro. E’ stato lui a scrivere quel biglietto non accettando i rimproveri di mia madre di fronte ad atteggiamenti che lei ha ritenuto di maleducazione e questo ne e’ stato il risultato, uno sfogo da parte di questo bambino che ha messo nello zaino di Andrea quel biglietto a sua insaputa e lui non si e’ preoccupato di buttarlo o farmelo vedere ma semplicemente l’ha lasciato li sopra la scrivania, non pensando a quello che avrei potuto supporre trovandolo.
    Inutile dire che ne son stata sollevata ma allo stesso tempo mi son arrabbiata con me stessa di aver subito pensato male di loro e allo stesso tempo che comunque un bambino abbia scritto con cosi’ tanta facilita’ quelle parole rivolte ad un anziano. Sapevo in cuor mio che c’era una spiegazione che li potesse esonerare da questo gesto ma non si sa mai… al di fuori di casa e’ difficile sapere come si comportino in realta’ i nostri figli, soprattutto quando fanno gruppo e nessuno vuole essere a meno dell’altro in modo particolare in atteggiamenti che li fa sentire grandi.
    Grazie infinite dei vostri pensieri, li ho molto apprezzati e ne faro’ sicuramente tesoro.
    Un abbraccio a tutti
    Dona

  7. Ciao Dona, leggo solo oggi il tuo Post…
    Come altri, anche io, d’istinto, ho pensato che quelle parole fossero rivolte ad una coetanea, alla quale si stava pensando in quel momento…e non con serenità, evidentemente.
    Pero’, a ben guardare poteva anche essere un altro il messaggio, rivolto con rabbia a chi, adulto, non permette qualcosa…
    Sono certa che avrai trovato gia’ le risposte e ritrovato la serenità, ma il messaggio non deve essere letto nei suoi contenuti “estetici” (come tu dici molte di quelle parole nascondono ai piccoli il loro significato), ma gli stessi piccoli sanno che con quelle parole si esprime la rabbia e il rifiuto (questo e’ cio’0 che insegnano purtroppo le microcomunita’, e non solo di giovani). Dico cose che gia’ sai e che tutti sappiamo, ma, anche se un po’ feriscono, non dimenticare il loro senso.
    Abbi sempre fiducia in te. E in loro.
    Ciao.
    Scusa il dilungarmi…
    Loredana

  8. Anch’io ho pensato ad un biglietto tra compagni. Non credo sia rivolto a te. Te lo avrebbe detto in faccia, no? In effetti cercherei di capire meglio.
    Sono sicura che a quest’ora avrai gia’ chiarito tutto.
    Tienici al corrente.
    Un caso saluto,
    Artemisia

  9. Leggendo il post ho immaginato che fosse un biglietto per una compagna di classe. Anch’io ho un figlio di 8 anni e gli chiederei a chi era indirizzato il biglietto. Se a me, vorrei sapere perchè, qual’è stata la causa scatenante per poi poterne parlare insieme. Se a una compagna vorrei sapere perchè e farmi spiegare cosa ha fatto secondo lui di così terribile per meritarsi quegli appellativi. Il fatto che te li abbiano lasciati sul tavolo vuol dire che non volevamo nasconderli, volevano che tu li leggessi, quindi hanno bisogno di parlarne con te. Non so se i tuoi figli sono abituati a essere bravi e contenuti: mio figlio lo è a volte fin troppo e gli capita a volte di avere delle reazioni di rabbia piuttosto forti: questa potrebbe essere una spiegazione al biglietto. Otto anni è un’età in cui si comincia a cambiare: gli stimoli extrafamiliari si sentono di più e ci si comincia ad allontanare dal candore infantile. Incazzarsi capita anche a noi e può anche capitare ai nostri figli. Cerchiamo di accogliere e contenere anche le loro rabbie, lasciamoli sfogare entro limiti accettabili e soprattutto cerchiamo di capire se è solo lo sfogo di un momento, che ci può anche stare.

  10. E’ chiaro che è un momento di sfogo, ma comunque io penso che sia giusto non trascurare mai nulla, dialogando, cercando di capire perchè, ma anche insegnando come fai tu a dire le cose che si pensano nel modo goiusto. I ragazzi poi imparano dai genitori, ma non solo e credo che sia giusto vigilare. Tu sei comunque un’ottima mamma ne sono assolutamente sicura… Giulia

  11. … e se non era rivolto a te?
    … e se era solo un momento di sfogo, passeggero, solitario, unico, disinteressato?
    In ogni modo, con tutta la nostra buona volontà ad educare, vi sono altri mezzi e medi che contrastano: televisione, rapporti sociali, radio, pubblicità…
    Mah!
    Buona giornata.
    Rino.

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