Dona

*La chiavetta e la Dorina

In °°°A PROPOSITO DI...°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°TRA FIABA E REALTA'°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°, DISTRIBUTORI DI LATTE CRUDO, LATTE, RIFLESSIONE on 20/02/2009 at 10:46 pm

E’ davvero molto semplice ora con la chiavetta, penso.
Non che prima d’oggi fosse stato complicato ma trovarsi sempre con un euro a disposizione non e’ cosi’ facile come potrebbe sembrare, e poi le monetine son sempre d’impiccio, vuoi mettere le banconote! Ma pure queste oramai sono sorpassate, si, perchè ora siamo entrati nell’era  delle  “card”… e delle chiavette!.

Sta di fatto che con due semplici mosse,  la bottiglia si sta velocemente riempendo, nemmeno il tempo per un fugace ricordo che mi concedo comunque, leggendo il messaggio affisso al distributore automatico di latte crudo. Un semplice pezzo di foglio a quadretti,  maldestramente strappato  probabilmente dalla nota della spesa, su cui imprimere, nero su bianco,  con una penna lasciata per ogni evenienza nel  cruscotto dell’utilitaria, l’apprezzamento al prodotto erogato: “DAVVERO MOLTO BUONO QUESTO LATTE! COMPLIMENTI. E appena sotto il timido grazie della Susanna, la giovane contadina proprietaria  della stalla da cui parte il prodotto.

Aveva un’ altra eta’ la Dorina, una cinquantina d’anni circa facendo due conti veloci, quando, di tardo pomeriggio,   andavo nella sua stalla alla fine del paese (una mezza dozzina di case), a prendere il latte.
La mia mamma me lo avrebbe servito la mattina dopo a colazione non prima di aver superato entrambe le nostre prove di destrezza.  La mia consisteva nel cercare di non rovesciare il “gamelot” che usavo per il suo trasporto: era facile inciampare o farsi distrarre da qualche suono proveniente dal bosco, la strada non era ancora asfaltata e le buche non erano fatte per essere evitate, in fondo la mia eta’ non superava ancora la conta delle dieci dita!
La prova della mamma invece prevedeva il chiudere in tempo il gas, sopra il quale lo si faceva bollire prima di consumarlo,  in quella frazione di secondo che impiegava dal “ciapar al boi” all’ “andar par sora”. Bastava distrarsi un attimo e proprio in un istante  il pentolino rimaneva vuoto.. e la pancia pure!

Cercavo di non arrivare in ritardo dalla Dorina perche’ mi piaceva guardarla con la fronte appoggiata alla pancia della Bianca mentre le sue dita si muovenano con destrezza sulle mammelle dell’animale che faceva sgorgare quel liquido candido e spumeggiante. Il latte andava a battere contro la parete posteriore del secchio in metallo che la Dorina teneva tra le ginocchia  provocando un intermittente rumore  che era un tutt’ uno con il ruminare,  lo scalciare e la musica dei campanacci. Pure l’intenso odore di letame aveva la sua giusta collocazione ad impregnare ogni minimo spazio immaginabile in quella stalla teatro di tante “erogazioni”.
Era divertente vedere il pennacchio della coda della Bianca che nel tentativo di scacciare le mosche di turno dal suo fondoschiena andava a colpire la testa della Dorina. Forse per quello che si metteva sempre un fazzoletto in testa prima di iniziare la mungitura!

Lo toglieva prima di entrare in casa, assieme al grembiule blu, li appoggiava ad un ferro che sporgeva dallo stipite della porta della stalla, poco piu’ sotto del mazzo di pannocchie che ne decoravano l’ingresso. E si chiudeva quel piccolo momento al di là della porta e delle finestre ricamate di ragnatele lasciandoci alle spalle suoni ed odori.
Mi sembrava impossibile che la Dorina potesse portare quel secchio pieno, con quelle sue gambe storte  e solcate da vermiciattoli bluastri, che impressione mi facevano quelle che venni a sapere solo dopo  anni si chiamassero varici. Ce le ha ancora i vermiciattoli la Dorina, ma ora, al posto del secchio,  porta il bastone.

Appoggiava il secchio sopra il grande lavandino di pietra, dietro di noi il “larin” con la grande “cagliera” di rame appesa al centro e la panca tutt’ attorno. Mi sedevo li e la guiardavo mentre toglieva dal  latte la panna in superfice e riempiva il mio “gamelot “ da mezzo litro: due gamele, un quarto e un quarto e la misura era fatta.
Poi versava il resto del latte attraverso il “pasin” nel bidone con chiusura ermetica; piu’ tardi sarebbe passato il camioncino della latteria a prenderlo.

Giusto il tempo per un ultimo pensiero prima di chiudere la mia bottiglia, oggi, al distributore di latte automatico che e’ quello di sentirmi fortunata di aver vissuto la mia giovinezza  in quegli anni di transizione, di passaggio dal tempo in cui, qui ai piedi delle Dolomiti, in molte case c’era una stalla a quello in cui, oggi,  riesco ad apprezzare un latte ancora buono, che mi ricordi la Dorina.

E immersa nei miei pensieri ho dimenticato la chiavetta… avessi avuto le monetine!

  1. a dir poco stupendo.
    grazie.

  2. Hai fatto tornare tanti ricordi anche a me. L’odore del letame a me non da fastidio,mi fa tornare alle mie estati con i nonni nella bassa cremonese. Anche nel post sulla nonna Ida ho ritrovato gli stessi ricordi. Quanto mi mancano le mie nonne, sono passati 20 anni ma a me mancano ogni giorno di più

  3. Bei ricordi sì, anche io ho vissuto questa esperienza…per me era più che un piacere, era il latte “vero”! Mangiavo anche la panna che si formava in superficie🙂 mmmmhmmm

  4. Hai fatto riaffiorare un’epoca in cui il mondo era più semplice.
    Ho intenzione di scrivere anch’io un post su un’estate passata in malga con le vacche della Forestale (provenienti dal Salet e dalla Muda), ma aspettavo l’esate per fare le foto.
    Ciao
    Sileno

  5. Anch’io, come te, ricordo la mungitura a mano. Considerati davvero fortunata ad avere del latte che ricordi nel sapore e nel profumo quello di una volta. Qui da me è molto molto difficile, quasi impossibile. E’ il progresso…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: