Dona

La storia di un colloquio di lavoro memorabile

In ANZIANI, ARTE, °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°TRA FIABA E REALTA'°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°, LAVORO, NOTIZIE, PLINKY, RIFLESSIONE on 08/01/2011 at 7:08 pm

Plinky prompts from the last week

Thursday, Jan 6, 2011
Share a story about a memorable job interview.
So, tell me about yourself.

 

Ci ho pensato un pezzo e non ce n’e’ di memorabili. Memorabile nel senso che io ne abbia ricordo.
A pensarci bene credo che non ce ne sia proprio mai stato uno nella mia carriera lavorativa.

Nell’87 sono stata assunta dopo aver partecipato ad un concorso: prova orale, scritta e pratica.
Era per un posto di Operatrice addetta all’assisteza in una Casa di Riposo, così le chiamavano un tempo.
Stetti in quel posto per nemmeno un mese perchè poi fui chiamata a lavorare in ospedale secondo la  mia qualifica per cui non ci pensai due volte e me ne andai.

Quei ventitrè giorni furono per me così intrisi di fatica, ritmo, sete ed emozioni che li considero a tutt’oggi una sorta di “prova del nove”, una verifica di tutto ciò che avevo appreso in tre anni di scuola d’infermiera tra teoria e pratica.

Fatica perchè fisicamente era proprio faticoso “gestire”, in tutti i loro principali bisogni, in poco tempo, un considerevole numero di ospiti affinché potessero vivere la loro stentata giornata.

Ritmo perché lì ho imparato il ritmo con il quale portare avanti il lavoro nell’attenzione delle priorità, delle possibilità, dell’imprevisto.

Sete perchè non ne ho mai patita più tanta in vita mia. Un’arsura alla gola da far fatica persino a respirare, il caldo degli ambienti e l’aria non salubre, la mancanza di tempo per fermarsi anche solamente a bere un bicchiere d’acqua.

E poi le emozioni provate.
Emozioni nell’immergersi in una marea di sguardi, certi spenti, alcuni furbi, altri dolci.
Le frasi ripetute ad oltranza come la musicassetta con le preghiere che continuava ad essere masticata da un mangianastri di cui non ho mai capito l’ubicazione. L’avrei senz’altro fatto arrivare sotto le tomaie delle mie ciabatte se l’avessi trovato in quei giorni.
Il ricordo dell’unica notte in cui fui di turno, il piattino lasciato dalle suore sul tavolino all’ingresso con un bicchiere di latte e un panino al salame. –Per la tua prima notte- recitava il biglietto appoggiato al tovagliolo.
Le ombre che mi seguivano ad ogni rampa di scale del vecchio edificio, su e giù per i piani a cambiar panni.
Qualche urlo nello scricchiolio dei solai, una signora al terzo recita ancora il rosario, mentre Bepi nella dependance al terzo bestemmia ad ogni amen.
E giù con lo straccio nel salone con le sedie capovolte ai tavoli.
Sulla destra una lucetta fievole e intermittente mostra la porta della Cappella. Sono tentata ad entrare, ma lì non c’e’ da passare lo straccio e decido di passare oltre e mi ritrovo in una corsia d’ospedale, altro luogo, altra sofferenza…
Dona

Appendice tematica:
Mi sa che sono andata spudoratamente fuori tema… del resto se di colloqui non ne ho avuti…
E voi cari amici ne avete uno di memorabile da raccontare o anche solo che ricordate?

 

  1. Grazie cara Artemisia e bentrovata a te

  2. …e poi devi considerare che la lettura e’ un buon allenamento per la scrittura, l’immaginazione e la logevità.
    Un saluto

  3. Bentornata!

  4. Ti devo una risposta alla domanda sui giornali letti. Leggo ogni giorno 2 quotidiani, qualche volta 3 oltre ad un settimanale. Nel corso della giornata, poi leggo tutte le agenzie ANSA per essere sempre sulle notizie più importanti.
    Perchè? Perchè ritengo che essere informati, in questi tempi bui, sia un atto “rivoluzionario”. Di ignoranti e menefreghisti ce ne sono già troppi e producono questa realtà.
    Ciao, buona giornata e buon lavoro.

  5. Accidenti Donatella, deve aver avuto dei candidati niente male per riuscire a mandar avanti l’azienda in quella maniera. Incredibile!!!
    Un caro saluto
    Dona

  6. Ciao Dona, di colloqui ne ho fatti tanti ma il più assurdo l’ho avuto con un tizio che mi ha chiesto di lavorare un’intero giorno(diceva che era “la prova”)per sbrigare pratiche,al termine del quale mi avrebbe detto non solo se mi avrebbe assunto ma anche che paga avrei avuto, il tipo di contratto e perfino la mansione, fino ad allora assolutamente top secret!!Naturalmente, non vedendoci chiaro anzi… fiutando la sola, rifiutai.Venni a sapere in seguito che il tipo era eternamente alla ricerca di personale perchè aveva imparato questo giochetto e ci mandava avanti l’azienda…con la scusa di far fare la giornata di prova faceva sbrigare ai candidati tutte le sue pratiche e poi al termine della prova mandava tutti a casa dicendo che nessuno era andato bene, poi ne cercava altri per fare lo stesso giochetto, così si assicurava forza lavoro gratis!!Una vera schifezza…altri colloqui memorabili ne ho avuti, ma questo è stato il più eclatante.
    La tua esperienza mi ha colpito e l’ho letta con piacere, penso che il contatto con queste realtà ci faccia toccare con mano situazioni di cui per sentito dire non potremmo renderci conto.Un bacione e buona settimana!

  7. Osvaldo:
    Si certo potrebbero essere presi per banalità questi concorsi perche’ spesso vien da pensare essere truccati, gioco delle piu’ svariate raccomandazioni e imbrogli. Credo che il marcio ci sia da per tutto e quindi anche nei colloqui come nei concorsi.
    Ognuno alla fine rende conto a se stesso e se proprio deve a chi l’ha raccomandato🙂
    Accidenti Osvaldo quanti quotidiani al giorno leggi?

    Nazzareno:
    posso semplicemente dirti quello che io penso Naz poi se a te questo puo’ servire come consiglio o un aiuto ben venga.
    La poesia: proprio perchè tu hai detto che non è il tuo genere e hai cercato di adattarla al personaggio Gino risulta a me poco verosimile in quanto non ho sentito un filo conduttore tra la poesia e il resto del tuo racconto. Non nel significato ma piuttosto nei modi di essere tra Gino poeta e Gino narratore. E’ anche vero che le persone o personaggi possono essere riflesso di infinite sfacettature per cui nell’insieme tutto puo’ starci.
    Nel racconto mi son persa quindi nel trovare questo filo conduttore e forse anche troppo lungo l’episodio da leggere in una pagina web.
    Le voci fuori dal coro a mio avviso fanno ugualmente piacere a quelle dentro il coro se alla fine possono essere mezzo di scambio di pensiero, idee e rispetto reciproco.
    Buon inizio settimana a te

    Cielo:
    grazie per i tuoi auguri ma la piazzetta dove sarebbe ubicata in questo virtuale infinito?

    Un caro saluto a tutti
    Dona

  8. Buon anno a te, Dona…
    ci si vede in piazzetta… virtuale!🙂

  9. ciao dona un quadro di soffrenza e vita quei 23 giorni certe esperienze formano lasciano segni che ricordi poi a vita. immagino! colloqui uno e lo sbagliai clamorosamente feci tutto bene poi alla fine mi giocai il posto dicendo una frase che poteva apparire sindacalmente rivoluzionaria sono passati molti anni. colgo anche l’ occasione per risponderti qui. Al tuo commento sul mio post. per quanto riguarda la poesia potresti averla letta, forse simile. parole come girasoli alba porpuree ect . ect. nei versi sono di uso alquanto comune . comunque no io l’ ho buttata giù cosi al volo di sana pianta da premettere che non piace comporre versi di quel tipo ho cercato solo di adattarla al personaggio “gino” poi non copierei mai niente se publico delle cose che non sono mie appongo il nome dell’ autore. altrimenti che gusto c’è a scrivere. Ti sei persa nella scrittura perchè? fammelo sapere io scrivo per puro diletto stò osando a fare cose un pò più complicate, sono consapevole dei miei limiti amo scrivere. Se qualcuno mi aiuta facendomi capire gli errori e dandomi consigli è ben accetto nè sarei ben felice, poi voci fuori dal coro ci devono essere . grazie per essere passata ciao bella testolina. buon inizio settimana. naz.

  10. Ciao, Dona. Mi spiace ma anch’io niente colloqui solo concorsi pubblici con prove scritte ed orali. Banalità, se vuoi!
    Buona serata domenicale. Io non ho ancora finito di leggere i quotidiani ma finirò di farlo prima di andare a nanna.

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