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Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°MARE°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°TRA FIABA E REALTA'°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°, CIELO, Il gabbiano Jonathan Livingston, RECENSIONI, RIFLESSIONE on 12/02/2013 at 8:20 pm

Pensato e scritto da Andrea Nannini

il-gabbiano-jonathan-livingston

Alcuni indicano questo come un libro per ragazzi.

Io penso che sia un libro accessibile anche ai ragazzi per il modo semplice con cui è scritto e per la storia che, da un punto di vista esteriore e superficiale, è relativamente semplice.

Se però riflettiamo bene sulle parole di Bach,  cercando il senso profondo della storia che ci narra, e le valutiamo nel contesto del nostro tempo e dei valori che la nostra società esalta, ci rendiamo conto che il messaggio che vuole proporci è ben più profondo e articolato.

La metafora del gabbiano che vola per il piacere di volare, che vuole perfezionare la sua tecnica e rinuncia anche al cibo per questa sua passione, mentre i familiari e il branco lo guardano chi con pena, chi con sufficienza e poi lo cacciano, ci rimanda a questa nostra società che non accetta coloro che si discostano dal pensiero comune e omologato per cui ci dobbiamo vestire, vivere, mangiare, comportarsi tutti allo stesso modo. Il diverso, chi ha interessi diversi dalla massa o non vuole conformarsi alle abitudini comuni, chi la pensa in altro modo, viene emarginato.

E qui, il mio pensiero va alla persona che tenta di  “scremare” la vita da quegli orpelli inutili che la nostra società consumistica vuole imporci come essenziali. Ha ragione a volersi ribellare a questo concetto che vuole farci schiavi di tutte quelle cose che non ci danno la felicità ma solo assuefazione. E’ un meccanismo perverso che ci spinge a comprare l’ultimo modello di cellulare o le scarpe e i vestiti firmati. Oppure costringe i nostri figli ad andare in discoteca alle 24,00 per stare storditi fino alle 6,00 del mattino: solo perché questo è il sistema che è stato impostato ed a cui tutti si sono assoggettati. Mentre invece la felicità che noi cerchiamo è dentro di noi e nelle persone che ci stanno accanto.

Bach ci trasmette anche altri messaggi positivi: credere nelle nostre possibilità, avere fiducia in noi stessi, ma soprattutto essere artefici del nostro destino.

Tutto questo facendo leva sul Libero Arbitrio che ci viene donato dal Grande Gabbiano (il Dio di ogni credo religioso, il Padre comune di tutti gli esseri viventi di questo nostro infinito universo).

Credo che sia questo il messaggio più importante di Bach: c’è un’Entità Superiore che ci ama e ci ha dato grandi possibilità insieme al potere di decidere di utilizzarle o ignorarle, servircene per il Bene Comune o a nostro esclusivo tornaconto.

E’ questa la sfida di ogni uomo e di ogni donna: riuscire a trovare la strada che ci conduce alla scoperta del significato della nostra vita.

  1. ….torna a scrivere…
    baci
    vento

  2. Un libro pieno di forza e di luce che ho letto con immenso piacere ♥ ciao Dona, ti abbraccio

  3. Un grazie di cuore da parte mia a Donatella che mi ha segnalato questo bellissimo libro e mi ha fatto intravedere nuovi orizzonti. Grazie a te ho conosciuto questo fantastico autore che usa l’arte del racconto per farci ri-conoscere un messaggio che è già nella nostra cultura (il rispetto per gli altri, la fiducia in se stessi) ma che troppo spesso ci dimentichiamo di applicare nella nostra vita quotidiana. E così ci priviamo di quella grande emozione che invece ci prende tutte le volte che proviamo a volare….. Si, è vero, volare è pericoloso, si rischia di cadere e farsi male. Ma ognuno non dovrebbe mai rinunciare alla scoperta dell’amore per gli altri o per le proprie passioni per la paura di mettersi in gioco.
    Andrea

  4. E’ da sempre il libro che preferisco, certo lo possono leggere anche i ragazzini, ma credo che la vera comprensione arrivi solo dopo…….un grande insegnamento, quello di non arrendersi mai e di combattere sempre per le proprie idee.

  5. L’ho letto con i miei ragazzi e per loro è diventato subito un punto di riferimento. Hanno ragionato molto e il pensiero è tornato spesso nei loro discorsi a questo gabbiamo.
    Un caro saluto

  6. Amo prendere per mano un libro..l’immagine della copertina, l’odore della carta e della stampa e poi il lavoro che c’e’ dietro, l’autore, la storia… insomma di per se e’ una sorta di creatura.
    Succede quando e’ nuovo e le emozioni aumentano quando s’aggiunge l’odore del vecchio e di tutte le persone che, nel suo viaggio, possono averlo preso per mano.
    Mi affascina il libro da biblioteca perche’ talvolta puo’ succedere incrociare le emozioni provate da altri che prima di me hanno sfogliato quelle pagine.
    E’ successo anche questa volta con il Gabbiano Jonathan Livongston.
    A pag. 36 ho trovato due tratti d’inchiostro, tremolanti , forse di una persona anziana, che mettono in evidenza queste parole:
    “…Quel che aveva sperato per lo Stormo, se lo godeva adesso da sè solo. Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì ch’erano la noia e la paura e la rabbia a render così breve la vita d’un gabbiano, Ma, con l’animo sgombro da esse, lui, per lui, visse contento, e visse molto a lungo”.

    E poi, di sicuro, di una persona anziana è la dedica incorniciata dallo Stormo in prima pagina:
    “Cercati qui
    ci sei anche tu
    con affetto Wanda”…

    Grazie a Giovanni che mi ha fatto conoscere questo gioiello prezioso e ad Andrea che ha condiviso questa recensione.
    Dona

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