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QUANDO TUTTO E’ PERFETTO

Difficile da credere che ci possa essere qualcosa di perfetto di questi tempi, in cui la sfiducia collettiva generata da una crisi economica che sembra non avere più fine è condita da una discreta dose di maltempo che sovverte quasi l’ordine e il senso delle stagioni. E invece…

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Guardando questa immagine altro non mi viene da dire che in essa tutto è perfetto.
In essa trovo il senso di un momento unico in cui tutto è sospeso.
Sospeso come il fiore aperto e pronto a donare il suo nettare verso la spirotromba della sfinge del galio.
Sospese sono le sue ali che si muovono a circa 200 volte al secondo per permetterle di far rifornimento di fiori in fiore senza mai posarsi.
Sospeso il suo corpo, tozzo ma perfetto, sospese le antenne verso un onirico cielo.
Sospeso il mio respiro di fronte a questo istante in cui la natura, nonostante tutto, nella sua perfezione si concede.

Dona

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Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach

Pensato e scritto da Andrea Nannini

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Alcuni indicano questo come un libro per ragazzi.

Io penso che sia un libro accessibile anche ai ragazzi per il modo semplice con cui è scritto e per la storia che, da un punto di vista esteriore e superficiale, è relativamente semplice.

Se però riflettiamo bene sulle parole di Bach,  cercando il senso profondo della storia che ci narra, e le valutiamo nel contesto del nostro tempo e dei valori che la nostra società esalta, ci rendiamo conto che il messaggio che vuole proporci è ben più profondo e articolato.

La metafora del gabbiano che vola per il piacere di volare, che vuole perfezionare la sua tecnica e rinuncia anche al cibo per questa sua passione, mentre i familiari e il branco lo guardano chi con pena, chi con sufficienza e poi lo cacciano, ci rimanda a questa nostra società che non accetta coloro che si discostano dal pensiero comune e omologato per cui ci dobbiamo vestire, vivere, mangiare, comportarsi tutti allo stesso modo. Il diverso, chi ha interessi diversi dalla massa o non vuole conformarsi alle abitudini comuni, chi la pensa in altro modo, viene emarginato.

E qui, il mio pensiero va alla persona che tenta di  “scremare” la vita da quegli orpelli inutili che la nostra società consumistica vuole imporci come essenziali. Ha ragione a volersi ribellare a questo concetto che vuole farci schiavi di tutte quelle cose che non ci danno la felicità ma solo assuefazione. E’ un meccanismo perverso che ci spinge a comprare l’ultimo modello di cellulare o le scarpe e i vestiti firmati. Oppure costringe i nostri figli ad andare in discoteca alle 24,00 per stare storditi fino alle 6,00 del mattino: solo perché questo è il sistema che è stato impostato ed a cui tutti si sono assoggettati. Mentre invece la felicità che noi cerchiamo è dentro di noi e nelle persone che ci stanno accanto.

Bach ci trasmette anche altri messaggi positivi: credere nelle nostre possibilità, avere fiducia in noi stessi, ma soprattutto essere artefici del nostro destino.

Tutto questo facendo leva sul Libero Arbitrio che ci viene donato dal Grande Gabbiano (il Dio di ogni credo religioso, il Padre comune di tutti gli esseri viventi di questo nostro infinito universo).

Credo che sia questo il messaggio più importante di Bach: c’è un’Entità Superiore che ci ama e ci ha dato grandi possibilità insieme al potere di decidere di utilizzarle o ignorarle, servircene per il Bene Comune o a nostro esclusivo tornaconto.

E’ questa la sfida di ogni uomo e di ogni donna: riuscire a trovare la strada che ci conduce alla scoperta del significato della nostra vita.