Questa immagine mi piace molto perché esprime la forza (nel sorreggere la goccia) sia di chi apparentemente appare fragile (la ragnatela) e sia di chi evidentemente non lo sembra (il fil di ferro).
Questa immagine mi piace molto perché esprime la forza (nel sorreggere la goccia) sia di chi apparentemente appare fragile (la ragnatela) e sia di chi evidentemente non lo sembra (il fil di ferro).
L’altro giorno ho trovato, tra i commenti dell’ultimo post pubblicato, questo messaggio:
Poche parole che hanno saputo smuovere in me una piacevole sensazione di presenza, in queste pagine di blog, senza pretese seppur con la loro storia.
Presenza nei miei confronti, persona come tante altre che per un discreto periodo di tempo ha condiviso pensieri ed emozioni con chi per caso si fosse trovato a passare di qua e con chi puntualmente invece veniva a farmi visita, lasciare il suo pensiero o semplicemente il suo saluto.
Ammetto che tutto questo mi manca molto, come altrettanto mi manca scrivere.
E mi vien da riflettere sulla parola “manca”, sempre più ricorrente di questi tempi.
MANCA tempo,
MANCA rispetto,
MANCA condivisione,
MANCA benevolenza,
MANCA denaro,
MANCA lavoro,
MANCA dignità,
MANCA futuro,
MANCA la forza,
MANCA fiducia,
manca OTTIMISMO.
Al di là di tutto ciò che può mancare, credo che sia fondamentale non debba succedere con l’ottimismo.
Ottimismo nel credere che attraverso la nostra forza e fiducia ci possa esser un futuro nella dignità di avere un lavoro, il denaro sufficiente, la benevolenza verso gli altri, la condivisione di pensieri e obbiettivi comuni, recuperare il valore del rispetto e il tempo da rivalorizzare, ottimizzare per ciò che veramente conta nell’essenzialità di essere uomo.
Riappropriarsi del nostro tempo, dei nostri tempi, per ritrovarci, ritrovarsi e perché no… tornare a scrivere…
Grazie VENTO che hai fatto sentire la tua brezza.
Dona
Alcuni indicano questo come un libro per ragazzi.
Io penso che sia un libro accessibile anche ai ragazzi per il modo semplice con cui è scritto e per la storia che, da un punto di vista esteriore e superficiale, è relativamente semplice.
Se però riflettiamo bene sulle parole di Bach, cercando il senso profondo della storia che ci narra, e le valutiamo nel contesto del nostro tempo e dei valori che la nostra società esalta, ci rendiamo conto che il messaggio che vuole proporci è ben più profondo e articolato.
La metafora del gabbiano che vola per il piacere di volare, che vuole perfezionare la sua tecnica e rinuncia anche al cibo per questa sua passione, mentre i familiari e il branco lo guardano chi con pena, chi con sufficienza e poi lo cacciano, ci rimanda a questa nostra società che non accetta coloro che si discostano dal pensiero comune e omologato per cui ci dobbiamo vestire, vivere, mangiare, comportarsi tutti allo stesso modo. Il diverso, chi ha interessi diversi dalla massa o non vuole conformarsi alle abitudini comuni, chi la pensa in altro modo, viene emarginato.
E qui, il mio pensiero va alla persona che tenta di “scremare” la vita da quegli orpelli inutili che la nostra società consumistica vuole imporci come essenziali. Ha ragione a volersi ribellare a questo concetto che vuole farci schiavi di tutte quelle cose che non ci danno la felicità ma solo assuefazione. E’ un meccanismo perverso che ci spinge a comprare l’ultimo modello di cellulare o le scarpe e i vestiti firmati. Oppure costringe i nostri figli ad andare in discoteca alle 24,00 per stare storditi fino alle 6,00 del mattino: solo perché questo è il sistema che è stato impostato ed a cui tutti si sono assoggettati. Mentre invece la felicità che noi cerchiamo è dentro di noi e nelle persone che ci stanno accanto.
Bach ci trasmette anche altri messaggi positivi: credere nelle nostre possibilità, avere fiducia in noi stessi, ma soprattutto essere artefici del nostro destino.
Tutto questo facendo leva sul Libero Arbitrio che ci viene donato dal Grande Gabbiano (il Dio di ogni credo religioso, il Padre comune di tutti gli esseri viventi di questo nostro infinito universo).
Credo che sia questo il messaggio più importante di Bach: c’è un’Entità Superiore che ci ama e ci ha dato grandi possibilità insieme al potere di decidere di utilizzarle o ignorarle, servircene per il Bene Comune o a nostro esclusivo tornaconto.
E’ questa la sfida di ogni uomo e di ogni donna: riuscire a trovare la strada che ci conduce alla scoperta del significato della nostra vita.