Withoutpretences’s Weblog

*Bisogno di coccole

Novembre 2, 2009 · 8 Commenti

Sono appena tornata dal cinema.
Ci ho accompagnato mia figlia con altre sue tre compagne di classe e la storia e’ l’ultima di Moccia.

Un po’ fuori posto, io e l’altra mamma, qualche fila piu’ avanti.
Forse era meglio rimanere fuori, in equilibrio precario davanti al bancone del bar a sorseggiare un macchiato e sputare sentenze da adulti.

E invece, in sala, mi sento a mio agio, senza bisogno di dover sostenere discorsi idioti, protetta nella comoda seduta, quasi coccolata; mai tanto quanto la ragazzina che mi siede accanto.
Mi stringo nella giacca e mi lascio andare alle mie emozioni di ragazza, quelle che a suo tempo non ho del tutto provato, quelle che ora forse sarebbe tardi provare.

Chissa’, l’altra mamma a fianco, retta sulla poltrona, cosa sta provando. Sorride, lustra di brillantini rubati alla figlia, parrebbe a suo agio.
Forse l’imbarazzo sta piu’ in chi si sente appropriato che in chi sembra essere  fuori luogo..

Ma poi cosa importa, cogliamola quest’emozione seppur alla Moccia, perche’ in fondo chi non ha bisogno semplicemente di sentirsi ancora ragazzino, coccolare  ed esser coccolato?

Dona

DSC_1447foto@Dona

→ 8 CommentiCategorie: AMORE 14 · CINEMA
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*Quando l’acqua diventa cielo

Ottobre 19, 2009 · 7 Commenti

Mi e’ capitato di avere per le mani una vecchia reflex alcuni anni fa, io che di macchine fotografiche non sapevo un’acca (a dire il vero neppure ora ne so poi molto) e son rimasta affascinata dal fatto che quello che vedevi nel mirino, con i dovuti accorgimenti di messa a fuoco, luminosita’ e profondita’ di campo si poteva ottenere su una stampa fotografica.
Non c’era la posibilita’ di vedere prima della stampa  il risultato dello scatto per cui dovevi stare molto attenta.
Insomma prestare attenzione su quello che si sta facendo, ci permette di cogliere l’essenza delle cose ed e’ quello che qualche volta con le mie immagini riesco a fare. Quando poi questo, in termine di emozioni riesci a trasmetterlo alle altre persone allora ho la sensazione di aver dato un senso al mio fare.
Il tutto e’ iniziato da quella fotocamera e anche attraverso una serie di amicizie che mi hanno aiutato a capire  alcune cose di me che fino a quel momento erano sopite. Un po’ e’ anche stata la ricerca di positivita’ in un momento della mia vita in cui ne intravvedevo poca.
Insomma gli interessi della fotografia e della scrittura hanno creato una piacevole alternativa alla routine e al vuoto che la gente lasciava attorno a me.

Cosi’ alle volte succede che l’acqua diventa cielo

Copia di DSC_0134

foto@Dona
localita’ Riocavalli Belluno

→ 7 CommentiCategorie: ACQUA · AUTUNNO · BOSCO · CIELO · FOTO · IMMAGINI · RIFLESSI · RIFLESSIONE · °°°FOTORICORDANDO°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
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*Freddo e freddi…

Ottobre 16, 2009 · 11 Commenti

Copia di DSCN1750

Da Campo Imperatore (Aq)
Agosto 2009
foto@Dona

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Nonostante i fatti, le polemiche, le lamentele, i ritardi, cio’ detto e cio’ che ancora ci sarà da dire,  fa freddo e la natura fa il suo corso.

→ 11 CommentiCategorie: ABRUZZO · AUTUNNO
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*LA FIGLIA DI NESSUNO – Brandalise Olivia Vittoria (Ricordando Gaby Angelini)

Ottobre 1, 2009 · 3 Commenti

LA FIGLIA DI NESSUNO

Disegno in copertina di Silvia Zanella

Quante volte ci e’ capitato di alzare gli occhi al cielo sentendo il rumore di un motore di elicottero o altro velivolo e trovarci a salutare come che la nostra mano alzata possa essere vista dal pilota  e  accompagnare, come una sorta di protezione, il suo volo.

A me e’ capitato ed e’ successo pure ad Olivia Vittoria Brandalise, all’incirca negli anni trenta, quando era poco piu’ di una ragazzina ed andava ad abbeverare le mucche nel territorio Bellunese.
A passarle sopra la testa in quel momento fu nientemeno che la prima aviatrice italiana  Gaby Angelini. Passò così bassa che il saluto fu reciproco.

Oliva, naturalmente,  non sapeva chi fosse ma ammirò quel piccolo aeroplano e e l’ aviatrice che la salutava.
Di lei si ricordò  quando lesse  questo avvenimento tra le pagine del libro che fu pubblicato dopo la morte di Gaby.
Oliva si ritrovò personaggio tra quelle pagine del “Diario di Gaby”  e proprio a lei e’ ispirato il romanzo “La figlia di nessuno” che scrisse nel corso degli anni e che solo ora, ultra ottantenne,  ha deciso di pubblicare.

Io, più che romanzo, lo definirei una favola, di quelle che si leggono ai bambini in cui l’avventura tiene il fiato in sospeso  e dove alcuni episodi possono strappare qualche lacrima. In questa storia c’e’ anche una testimonianza di forte fede in Dio che non e’ facile trovare cosi’ preponderate negli scritti contemporanei. E’ cosi’ forte che talvolta ci si sente in imbarazzo scorrere certi passi.

Leggere “La figlia di nessuno”, potrebbe essere un buon insegnamento e non solamente per i bambini…
Siamo attratti da ben altre scritture: ricercate, innovative, accattivanti,  scorrevoli, leggere…  la semplicità attira poco e la fede e’ obsoleta o da nascondere.

Ora non  mi rimane che rintracciare il Diario di Gaby.
Rinoooooo… aiutami tu!

→ 3 CommentiCategorie: BRANDALISE OLIVA MARIA · GABRIELLA ANGELINI · LA FIGLIA DI NESSUNO · RECENSIONI · RIFLESSIONE · °LIBRI · °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°° · °°°TRA FIABA E REALTA'°°° · °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°°
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*La tua foto da esporre

Settembre 24, 2009 · 16 Commenti

Durante il cammino 1
foto@Dona

Pensa di essere in ospedale ricoverato o  per eseguire degli accertamenti oppure anche solo per portare un saluto ad un parente, un conoscente o un amico.
Spesso i corridoi di queste strutture sono deprimenti e le immagini appese ai muri non aiutano molto a ravvivare l’ambiente.
In occasione della ristrutturazione di un reparto cardiologico dell’ospedale di Belluno il personale ha pensato di abbellire le pareti del corridoio con delle foto colorate e possibilmente che portino un sorriso o un emozione ai degenti, anche al personale che vi lavora o a chi vi rimane per il tempo di un saluto.
Ti chiediamo allora di donare una foto stampata, se possibile  almeno 30×40… quella che ti piacerebbe vedere se ti capitasse di essere  in un ospedale.
La tua foto sara’ incorniciata ed esposta con il tuo nominativo e provenienza.

Per ulteriori informazioni e per sapere l’indirizzo a cui spedire la foto rivolgersi al seguente indirizzo mail

tella1967@libero.it

Un ringraziamento anticipato a tutti coloro che parteciperanno all’iniziativa o anche solo si e’ concesso il tempo di una riflessione.

Dona

Ps: grazie ad Ale che ha gia’ aderito

→ 16 CommentiCategorie: °°°FOTORICORDANDO°°°

*Articolo casuale

Settembre 20, 2009 · 8 Commenti

A riprova di quando sia imbranata col pc, solo stasera ho scoperto la funzione “articolo casuale”  nelle informazioni sul blog. Clic… ed ecco cosa e’ comparso, a proposito di passione…

17 giugno 2008

Terrazzo con vista

Lentamente srotola la tela al tepore che l’angolo a sud della casa imprigiona, tra gambi di gigli e ceppi di legna da ardere quando il sole arriverà qui stanco.

I suoi movimenti sono misurati come i pensieri scelti che il tempo rimasto per lei seleziona.
Rendono il gesto importante, privo di quella banalità che accomuna.

Del resto si sta parlando della sua vita, della sua passione.

I colori portano il segno del suo tempo, l’odore e’ acre e intenso, non si perde in quello dei gigli che vorrebbe rimanessero a suo ricordo.

Il pennello toglie le imperfezioni ma non cambia il destino neppure di chi lo impugna. Lei artista, lo sa.

L’ho vista dal terrazzo con alle spalle il grande pino. Lui sembrava prendersela tra le ampie fronde, lei il cavalletto i colori e la stoffa.

Sente il peso della fresca oscurità che incalza… ma sembra non curarsene da come le gira le spalle e guarda verso la luce che, seppur per poco, ripenellerà la sua tela.

Dona

DSC_0090
foto@Dona

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*Oggi

Settembre 17, 2009 · 12 Commenti

Siamo vulnerabili
quanto forte e’ la nostra passione,
come fuscello,
al soffio di una brezza di fine estate.

Copia di Copia di DSC_0006 - 2

foto@Dona

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*Questione di gusto

Settembre 15, 2009 · 22 Commenti

Ieri sera, dopo aver chiuso la finestra, stranamente ho acceso la tv.
Dico stranamente perche’ raramente succede.
In realtà, senza aver posato prima di quel momento il mio pensiero sulle miss, inconsciamente, mi son trovata alla mercè della mia curiosità.
Volevo vedere se la bellezza bellunese fosse stata ancora in gara  e mi son tuffata nello spettacolo proprio quando si trovava  tra le 5 finaliste.
Accidenti penso: “Non puo’ essere vero, mi tocca guardare!”
E cosi’ assisto alla votazione della giuria di “superesperti” e poi a quella “popolare”; il risultato collima alla perfezione e il mio sopracciglio s’inarca.
Ho gia’ perso la voglia di guardare il resto,  ma insomma non posso abbandonare proprio ora la bellezza bellunese che si ritrova, chissà come, tra le tre finaliste.
Ho un certo presentimento! Eppure porta il numero tredici al petto, io ci sono nata il tredici e  l’ho ritenuto sempre il mio numero fortunato;  portera’ fortuna sicuramente anche a lei.
Ma la prediletta della giuria ha il diciassette che so pure portare fortuna ad una grande fetta di italiani superstiziosi … sara’ una bella lotta, penso. Il 13 contro il 17, pardon per la terza contendente che ho scartato numericamente dal duello!
Cosicche’ mi metto a fantasticare sulle magie del numero tredici e su quel briciolo di orgoglio che cominciava ad insinuarsi in me nella possibilità, attraverso questa frivola affermazione, di dar lustro, attraverso la bellezza, al mio paese.
Ma la giuria di “superesperti” mi riporta di brutto alla reltà. La loro valutazione farà da traino a quella popolare, oramai ne son sicura e con un clic chiudo anche la tv.
Ogni tanto ci provo a guardarla ma e’ sempre così tutto prevedibile…

Sono insoddisfatta, non perche’ il tredici stasera abbia perso un po’ della sua magia nel mio immaginario ma bensì non voglio addormentarmi senza prima aver cambiato gusto.
Mi ritrovo per le mani Hermann Hesse , come “One more cup of coffee”,  il caffe’ della staffa prima di posare la testa sul cuscino…

Villalilla
Su colonne bianche e bianchi busti.
In tutti i viali un profumo di lillà,
e nell’aria garrendo le rondini vanno.
Su larghe scalinate dorme il tempo,
ed innevati da acacie sono quelli,
che sulle terrazze si pavoneggiano.
Rannicchiato nel mio angusto cantuccio,
sento cadere le albicocche,
vedo, come sulla sabbia pigramente
si spostano le lunghe ombre delle colonne,
e non so dove è rimasto il tempo,
che nel mio animo sognando sta.
Dal paese lontano giunge fin qui
una danza dispersa e stanca d’amore,
e davanti a me luccica lo splendore del sole
come allora, nella meraviglia trasognata,
il giorno prima della nostra prima notte,
quando l’oleandro fioriva.
Vedo sorgere la tua immagine
in tutta la grandezza del primo amore,
ti vedo passare per il cancello
come allora, -con la timida apprensione,
con le guance bianche  e rosse di fanciulla-
il giorno prima della nostra prima notte.
Il mormorio assonnato delle fontane
sonoro nel silenzio si alza,
- come allora! La mia anima continu
a tessere i sogni dei quelle notti
ed assonnata desidera una parola d’amore
e lacrime desidera assonnata.
Da Hesse
Poesie d’amore

E stamattina questo ha visto la mia anima assonnata!
(ascolta)

Copia di DSCN2639
foto@Dona
15 settembre 2009

Ps: nemmeno il 17 stavolta ha portato una gran fortuna!

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*Somiglianze

Settembre 14, 2009 · 17 Commenti

Me ne son resa conto solamente stamattina, quando Vale, il mio ex meccanico mi ha guardato. A dire il vero ha scrutato la mia auto ma è come avesse osservato me.
Mi son sentita profondamente a disagio mentre, chiacchierando del piu’ e del meno,  faceva scorrere il suo sguardo sulla fiancata strisciata di fresco. Succede,  quando la fretta mina l’attenzione nello svolger le solite manovre delle quali ci sentiamo sicuri.
E’ cosi’ ce ne rimane il segno, sull’auto ma anche dentro di noi come le scalfiture che derivano dall’usura del nostro corpo in rapporto alle fatiche, allo stress e alle sofferenze.
E io ne ho parecchi di questi segni, meno male che Vale non ha fatto il giro della vettura altrimenti sarei sprofondata sotto il sedile o mi sarei rifugiata dietro allo specchietto retrovisore… ops pure quello e’ staccato!
Da tempo cerco di riattaccarlo provando un infinita’ di collanti diversi come improbabili cure a ciclici acciacchi  ma che sortiscono solamente  da effetto placebo. E cosi’ si hanno le ricadute, proprio come lo specchietto… in fin di conti abbiamo quelli laterali, bene o male si riesce comunque ad andare avanti.
E adesso perche’ sorride! O no, si e’ accorto pure dei buchi sulla marmitta che producono una sorta di borbottio,  di lamento inconcludente ad ogni messa in moto… non posso piu’ rimanere così palesemente “a nudo” sotto il suo sguardo divertito cosi’, salutiamo in fretta e ci allontaniamo; io e lei, la mia auto.
Me ne son resa conto solamente stamattina di come ci assomigliamo noi due!

DSC_1505foto@Dona

E voi assomigliate alla vostra?

→ 17 CommentiCategorie: AUTO · CINQUECENTO · RIFLESSIONE · °°°PENSIERI E PAROLE°°°
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*Trilogia Millennium – Stieg Larsson

Settembre 10, 2009 · 15 Commenti

TRILOGIA MILLENNIUM

Provo sempre un gran piacere scegliere il libro adatto da portare appresso in occasione di un viaggio   di una vacanza.
Se questa risulta essere sufficientemente lunga allora i libri possono essere piu di uno e devono essere quelli giusti affinchè possano meritare il tempo che ad essi ho deciso di concedere.
E così, al sole delle coste abruzzesi, mi son spalmata le 2287 pagine della trilogia millennium! Si proprio come una protezione solare… di certo e’ che con un tomo di quelli davanti al viso,  non passa nemmeno l’ombra di un raggio!
Ancora bianca in viso, mi ritrovo  a parlarne ora, dopo una lunga digestione di personaggi al limite dell’inverosimile, situazioni che decisamente tale limite l’hanno abbondantemente superato e lo stupore  di aver letto i tre volumi d’ un fiato, sopportandone il peso nella borsa da spiaggia tra i teli mare e i giochi dei figli, distesa trovando la posizione giusta per una comoda lettura, ai bordi della piscina tentando di non farli marchiare dai ripetuti tsunami provocati dai tuffi “Italia1”… Si perche’ mica me li son comperati sti tre libri, quasi un investimento farlo! Me li ha prestati una collega, entusiasta, tra i tanti,  di averli letti. Mica potevo riportarglieli rovinati!
E cosi’ li ho custoditi con cura, nessuna pagina piegata a segnalibro, nessuna briciola di crackers, patatine o macchia di ghiacciolo… si ok vabbe’ nemmeno di nutella.
Anche la protagonista femminile della trilogia era solita perdersi in schifezze alimentari tra un’ avventura impossibile  e un intrigo diabolico; io di solito tra un capito e l’altro!
Dico questo perche’ in questi libri ti immedesimi nei personaggi, nei loro modi di fare  e di essere. Nella trilogia poi ti pare quasi di toccare con mano il protagonista maschile; non bello ma affascinante, di larghe vedute ma di strette tenute, leale amico, ottimo amante, paladino della giustizia. E chi non vorrebbe essere come lui e soprattutto mettere le mani su uno come lui.
E cosi’ leggi leggi, parole e parole, pagine e pagine, libri e libri sorbendoti una storia tanto prevedibile quanto improbabile. Detto da una che quando scribacchia si fa bastare un solitario A4 avrei riassunto in un unico volume  la trilogia; ma poi non si sarebbe piu’ potuta chiamare trilogia e l’autore  avrebbe dovuto inventarsi un altro giallo pazzesco  nell’attesa di morire e chissa’ se avrebbe avuto lo stesso successo… Questo rimarra’ un giallo!

Appendice sadica:

per chi non ne avesse avuto abbastanza di quest’opera segnalo questi due volumi

Guida alla trilogia Millennium. Inchiesta sulla vita, i luoghi e i romanzi di Stieg Larsson

La Stoccolma di Stieg Larsson

giusto per chiudere il cerchio o allargarlo di un altro’ po’!

Dona

→ 15 CommentiCategorie: LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO · LA REGINA DEI CASTELLI DI CARTA · RECENSIONI · RIFLESSIONE · STIEG LARSSON · TRILOGIA MILLENNIUM · UOMINI CHE ODIANO LE DONNE · °LIBRI · °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° · °°°PENSIERI E PAROLE°°°
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