Dona

*Una storia in 40 secondi di silenzio

In °°°FOTORICORDANDO°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°°, °°°UNA CAREZZA DI PAROLE°°° on 23/05/2008 at 8:19 pm

foto Dona

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A Lisa piaceva stare sul lettone, poggiare la testolina nell’incavo del braccio della mamma, con i capelli sparsi sul cuscino, abbandonarsi con lei a tenere coccole. Le piaceva anche se la mamma era triste e ultimamente capitava spesso.
A Lisa piaceva stare sul lettone semplicemente per rotolarvisi sopra, vedendo girare vorticosamente il soffitto sopra e sotto di lei sino a non riuscire più ad orientarsi. Era bello riprendere fiato mentre si passava le piccole dita tra le ciocche dei suoi lunghi capelli pensando a nulla. Era bello farlo, erano belli i suoi capelli.

Lisa quel giorno però e’ pensierosa non si attarda sul lettone, corre alla finestra e si affaccia per un momento; deve fare in fretta.
Corre verso il bagno e, al posto di piccole dita fa passare una forbicina tra le ciocche dei capelli che così tanto ama. Ad una ad una cadono ai suoi piedi, deve alzarsi sulle punte per riuscire a specchiarsi, a vedere se così può andar bene, può essere sufficiente. Del resto non ha molto tempo, appena quello che serve per salire 3 rampe di scale e suonare alla porta di casa, in quel giorno così importante, perché anche se ha solo cinque anni, lei sa che lo sarà.
Non c’e’ tempo per ulteriori ritocchi, solamente un ultimo sguardo e un lieve sorriso riflesso. E corre ancora, felice verso l’uscio di casa.

Si smorza il sorriso che mamma e papà hanno stampato in viso quando lei apre loro la porta. Persino Tommy rimane per un attimo spaesato di fronte al nuovo look della sorellina ma e’ il primo a capire.
Lui con quegli occhietti infossati e con i segni della chemioterapia che scorre ancora nelle sue esili vene.
Il sorriso ritorna sulle labbra dei due fratellini mentre Tommy fa dono a Lisa del suo carminio cappello.

Non una parola in quei quaranta secondi sufficienti per raccontare una storia, quella storia!

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Sono questi quaranta secondi che questa volta porto a casa come insegnamento di un corso di aggiornamento durato due giorni sul come dare le cattive notizie all’ammalato in particolare sulla sua inguaribilità.
Questi quaranta secondi usati per spiegare che spesso e’ difficile capire un comportamento se non viene visto nel contesto in cui viene vissuto ma che a me piace pensare possano servire anche a comprendere che talvolta non servono tante parole.
I bambini sanno comprendere molto di più di quello che noi pensiamo affidandosi spesso ai loro smisurati piccoli gesti.
  1. * francesca: credo che una volta mi hai accennato che fai del volontariato, davvero ammirevole. Grazie a te per quello che fai e per il sostegno che offri

    Giulia: di certo arrivano dal mio di cuore e penso che sia per questo che vadano talvolta a toccare quello di chi mi legge.
    un abbraccio a te

    Dona

  2. Davvero dici sempre cose che mi toccano il cuore, cara Dona. Un abbraccio, Giulia

  3. che emozione Dona, forse ti ho detto di essere volontaria abio ed ail…in pediatria a via benevento (mandelli) ho vissuto momenti di forte emozione ed anche sulla mia pelle.
    Grazie dona per questo post

  4. *Carlo: le lezioni, quelle vere, in effetti non sono sempre quelle preparate a tavolino ma anche quelle che vengono dal vissuto e dall’esperienza anche seppur corta come quella di un bambino.
    un abbraccio

    *Melania: grazie a te di essere passata

    *Daniele: vero, a me sono valsi due giornate intere di corso, son bastati quei 40 secondi di video-clip

    *Artemisia: unabbraccio

    *Mayra: diciamo che crescendo ci siamo “distratti” e perdiamo di vista le cose piu’ semplici che poi alla fine sono quelle piu’ vere e tra queste anche il fermarsi a sentire, capire e comunicare come dici tu.
    Non ti preoccupare per il libro, quando puoi. Piuttosto debbo aspettare che arrivi per avere l’indirizzo per mandarti le foto. E cosi’ chiedo a te altrettanta preziosa pazienza. Un bacio cara amica

    un caro saluto a tutti
    Dona

  5. dovremmo ricordarci che ognuno di noi è stato bambino, ha rotolato su quel letto, ha vissuto interiormente tante emozioni, frammentandole, ingigantendole, o semplicemente custodendole…
    ognuno, oggi, da quest’altra sponda di “adulto” è come intorpidito e non sa più vedere, sentire, comunicare con quella parte che in realtà non muore mai, è sempre lì, la più autentica, la bussola di verità…
    forse è per questo che la mettiamo a tacere.
    un forte abbraccio cara amica mia
    Mayra
    p.s. scusami se ho ritardato ad inviarti il mio libro, purtroppo potrò rimediare solo la settimana prossima. Spero avrai un pizzico di preziosa pazienza🙂

  6. Molto toccante.
    Artemisia

  7. 40 secondi di intensa poesia. E di lezione di vita.

  8. Faccio fatica a non commuovermi quando ci sono i bambini di mezzo.
    La loro sensibilità, la generosità innata. Quei 40 secondi.
    Grazie Dona, molto bella

  9. I bambini sono artisti dello stupore, le lezioni prese da loro (che le lezioni si prendono e mai si danno) restano impresse.
    Una bella storia, Dona.

    Buona Domenica
    Carlo

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