Dona

* Il bar delle grandi speranze – J.R. Moehringer

In °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°°, °°°PENSIERI E PAROLE°°° on 04/06/2008 at 9:04 pm

In ogni essere umano si celano possibilità infinite,
che non devono essere scatenate invano.
Poiché e’ terribile quando l’intero uomo risuona di tanti echi,
nessuno dei quali diventa una vera voce

ELIAS CANETTI
da “La rapidità dello spirito, appunti da Hampstead”

———-

J.R. Moehringer finalmente ce l’ha fatta.
Ce l’ ha fatta a scrivere il suo romanzo, a far ordine in se stesso.
Ci e’ riuscito relativamente tardi negli anni ma e’ anche vero che ognuno emerge nei modi e nei tempi necessari, non in una maniera diversa, non in un tempo diverso, ognuno con la propria condotta e con il proprio tempo, solo talvolta per qualcuno non ha da essere.
Finalmente tanti tasselli della sua esistenza hanno trovato giusta collocazione e per arrivare a questo e’ dovuto passare per le vie del dolore e della solitudine di bambino abbandonato dal padre, della volontà di prendersi cura della propria madre fragile e stanca e la consapevolezza di non poter prendersi cura nemmeno di se stesso, del desiderio di studiare a Yale, diventare un avvocato per rivendicare i suoi diritti di figlio abbandonato e la sensazione che forse non e’ proprio quello che veramente vuole. Forse il suo sogno, il suo futuro e’ scrivere, forse farsi una famiglia ma anche l’amore non sembra altro che essere ulteriore forma di insicurezza e dolore. Persino il suo nome sente inappropriato e arriva persino al punto di volersene concedere un altro, ma quale?
E così passa il tempo e solo un’ unica costante rimane: il senso di conforto, di protezione, di leggerezza, di punti di riferimento che solo al Pubblicans puo’ trovare. Per lui e’ il bar delle grandi speranze a Manhasset, sobborgo di New York in cui vive. Li dentro si sente terribilmente a suo agio tra le nebbie dell’alcool, tra persone che lo sanno comprendere, sostenere, consigliare. In questo modo che la sua vita a poco a poco si consuma senza quei tasselli trovino il loro giusto assetto. Gli sono serviti dei fatti tragici perché si potesse ridestare da questa magra esistenza, e’ stato necessario che altre vite si spegnessero perché lui capisse quanto preziosa fosse la sua e quanto il bar fosse d’ intralcio alla realizzazione dei suoi sogni. Si dice non sia mai troppo tardi e in effetti questo libro di memorie lo narra in tutta la sua onesta, struggente e talvolta divertente esperienza di vita.
In esso possiamo cogliere un messaggio di speranza, per tutte quelle persone che non riescono a trovare uno sbocco ai vizi che attanagliano e annullano la vita, facili oasi dove trovare rifugio, miraggi in mezzo ad un deserto che portano solo sulla strada della disillusione.

Dona

  1. Grazie Ciro per aver condiviso questa tua recensione, hai reso davvero l’idea di come sia questo bel libro.
    Un caro saluto
    Dona

  2. da http://www.thespacebetween.it
    Voto:8/10 Un viaggio sullo sterrato tortuoso tra le pieghe della coscienza. Un percorso casuale che porterà l’autore a scoprire il mondo per scoprire se stesso. Mondo che, in tutte le sue sfaccettature, sembra implodere in un bar, nel suo bar. Questo libro fluisce nel solco dionisiaco della cultura letteraria americana: un panta-rei etilico che porta personaggi ad incontrarsi, ad intrecciare le proprie storie, a mischiarle come un cocktail, a raccontare una quotidianità in bilico tra tanti insuccessi e poche soddisfazioni. Emerge un senso di profonda commiserazione tinta di solidarietà che, tra un gin ed un martini, si riscopre amicizia.

    L’autore strizza l’occhio al celeberrimo antologia di spoon river. Da questo mutua la struttura: il primo capitolo è dedicato al bar, alcova per quasi tutti i personaggi che animano la scena, i quali sono presentati con acume uno per uno nei capitoli successivi. Il locale diviene laboratorio sociale, sembra fagocitare democraticamente umanità d’ogni genere per poi centrifugarla, metterla a nudo, svelarla per nascondela a se stessa. A differenza del classico di Edgar Lee Master l’obiettivo non è descrivere dinamiche socialì bensì restaurare il confuso mosaico rappresentato dall’io dell’autore ordinando tassello dopo tassello i ricordi, le esperienze, le emozioni.

    Il romanzo è autobiografico; J.R. Moehringer, giornalista già vincitore del premio Pulitzer nel 2000, disseppellisce dalle profondità della propria memoria ricordi e sensazioni. La scrittura è scorrevole, giornalistica, sempre piacevole. La caratterizzazione dei personaggi non è mai banale, un quadro impressionista che regala al lettore pennellate intense ed emozionanti. Il bar, come una grossa casa degli specchi, riflette immagini attraverso gli occhi distorti degli avventori. Sono immagini confuse e mutevoli, solo allontanandosi dal bar J.R. riuscirà a guardarsi e a riconcliarsi con se stesso. La storia di un uomo comune che ama le parole e faticherà non poco a dare una definizione di se stesso, faticherà non poco a trovare il SUO posto nel mondo. Autentico

    http://www.thespacebetween.it

  3. Cara Giulia io l’ho trovato all’altezza media dell’uomo italiano (ricordi?) vediamo dove riesci a trovarlo tu.
    un abbraccio
    Dona

  4. Sei brava davvero a recensire… un altro libro quindi da cercare, Giulia

  5. Caro Alessio, dimmi poi cosa ne pensi.
    Un saluto a te
    Dona

  6. Ottima recensione. Lo cercherò.

    Un saluto

  7. ba.Bo: ti e’ servito leggere la recensione di un libro come questo per ridestarti, in ogni caso mi fa piacere rivederti qui.

    *http500: di nulla e’ stato un piacere, attendo quindi i risultati.

    *Rino: mi fa piacere tu abbia percepito questo perche’ e’ proprio con questo spirito che ho letto e recensito poi questa storia

    *Damiani: neppure per te e’ mai troppo tardi per cui non disperare…

    *Antonio: ben trovato… se per “come me la passo” intendi nel trovare soddisfazione a gestire questo mio piccolo spazio devo dire che hai colto, se altro intendi non saprei cosa.

    Un buon fine settimana a tutti
    Dona

  8. Ti volevo ringraziare della visita al mio blog e così sono venuto a vedere come te la passi………mi sembra bene🙂
    Ciao!

  9. momento di grande felicità quando si riesce a mettere ordine nella propria vita anche attraverso la scrittura.

    quanto mi piacerebbe riuscirci…

  10. Mi piace come lo hai descritto: attentamente, ma nello stesso tempo con distacco.
    Complimenti.
    Rino.

  11. grazie per aver votato!

  12. Mi piace. Me lo segno. Ma forse devo essere dell’umore giusto….

    Un abbraccio.
    F

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