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*IL CACCIATORE DI AQUILONI

In °°°APPENA FINITO DI LEGGERE°°° on 27/10/2007 at 11:10 pm

                                   

Mi piace pensare che tutti prima o poi abbiamo la possibilità di rimediare alle nostre colpe. Con questo non intendo dire che si e’ giustificati a commetterne delle altre o ad adagiarsi a questa filosofia di pensiero. Nel corso del nostro cammino, da esseri umani che siamo, ci capita in certi momenti di non avere la forza, talvolta accentuata dalla vigliaccheria, di non agire secondo la nostra coscienza, di mancare di rispetto e di provare una vergogna interiore che nonostante si cerchi di relegare o addirittura cancellare, immancabilmente affiora come quel grillo che tanto ha dato fastidio a Pinocchio.

Così e’ anche capitato ad Amir, protagonista in “Il caccaitore di aquiloni”, ragazzo ignaro e combattuto tra il sentimento fraterno e la gelosia  che sente per il suo amico e servo Hassan e poi uomo alle prese con le colpe del passato vissuto e raccontato  in trenta anni di storia afgana.

Una bellissima storia che sviscera una corona di sentimenti ed emozioni svelati dal cuore di un bambino che come tale  e’ in grado di riconoscerli ma non di razionalizzarli. Vincere a tutti i costi  una gara di aquiloni per riuscire ad attirare l’attenzione del padre e conquistare la sua stima. E mi vien da pensare a quanti segnali positivi o negativi ci lanciano i nostri figli per avere la nostra di attenzione, quella che pensiamo scontatamente di dare ma che evidentemente non e’ mai abbastanza. Per anni nei cieli di Kabul non hanno più volato aquiloni ma e’ proprio in quella terra che quel ragazzo oramai diventato uomo ha la possibilità di capire totalmente il suo passato e di rimediare alle sue colpe proprio dando la caccia, dopo tanto tempo,  all’ultimo aquilone abbattuto. 

il-nostro-aquilone-1.jpg

  1. […] scritto di questa storia raccogliendo i miei pensieri in un post, un po’ di tempo […]

  2. *Ramona: Mille splendidi soli e’ qui pronto sul mio comodino, ma dopo aver letto “un amore” di Buzzatti, sono attratta nel leggere ancora qualcosa di lui, ho appena finito di leggere il primo racconto che ha scritto e sono alle prese col secondo… il linguaggio del bosco in essi racchiuso mi fa sentire ancora piu’ vicino a amio padre che ne conosce parecchi segreti. in attesa di un po’ di calma…a presto.
    * Rino: felice di averti dato uno spunto per un prossimo viaggio culturale, naturalmente io attendo per attingervi qualche informazione in piu’ . Ciao
    *Cielo: non ho ben capito se hai iniziato a leggerlo e non ti ha preso o se ancora devi proprio prenderlo per mano. E’ un bel libro ma non un gran libro. Ciao
    *baBO: E quindi hai un agenda del TO DO… naturalmente che tieni aggiornata con la tua big!🙂
    *Cantastorie: Caspita, devi essere proprio bravo nel costruire gli aquiloni. Ti invito ufficialmente all prossima edizione della “FANT AIR FEST” la festa del volo dove c’e’ ogni anno un laboratorio per i bambini per insegnare loro a costruire e naturalmente realizzare un loro aquilone da far poi volare nel campo di volo tra la brezza della valle del Cordevole. Chissa’ quanti trucchi potresti insegnare loro…:-)
    *dalloway66: Sono pienamente d’accordo con te , una volta carnefici e una volta vittime, questa e’ la vita nelle sue meravigliose sfacettature. Grazie di essere passata.
    * Fabioletterario: la prossima volta che passo da te sbircero’. Ciao

  3. Anche io l’ho letto, l’anno scorso… Trovi la mia recensione tra LIBRI LETTI… Fabio

  4. Pur non essendo un capolavoro è sicuramente un bel libro che fa riflettere. Trovare un rimedio che possa risanare le ferite che abbiamo provocato non è facile e spesso è necessario che ci sia anche la collaborazione di chi è stato ferito. Comunque durante la vita si sbaglia e inevitabilmente ci si trova in entrambe le posizioni prima o poi, una volta carnefice, una volta vittima.
    un saluto

  5. Ero bravo…e sono ancora bravo a costruire gli aquiloni. Li costruivo con la carta velina colorata, le canne tagliate per lungo e po piegate una ad arco e l’altra la freccia per formare la spina dorsale dell’aquilone, poi la farina da impastare con l’acqua per fare la colla e creare gli anelli che avrebbero formato la coda centrale e le due laterali per l’equilibrio, poi la costruzione del trianglo con il filo ed il nodo al posto giusto per bilanciare a far librare nell’aria correndo questo magico essere quasi vivente all’unisono con me ragazzo. Poi guardarlo mentre vola nell’aria e tu gli dai filo e ti sembra di essere un padre che guarda il proprio figlio muovere i primi passi. Tutti noi, che facciamo ed abbiamo fatto volare gli aquilone, in fondo siamo Amir ed il libro è bellissimo.
    Ciao.
    Il cantastorie errante

  6. Io sono come cielolibero, mi manca la continuità se un libro non mi prende subito.
    Mi hai fatto venire voglia di dargli una chance, anche perche’ il nome di questo libro rieccheggia spesso nei miei orecchi e di gente a cui è piaciuto ce n’e’ un bel po’….
    Un’altra cosa nella mia agenda del TO DO….

  7. Lo devo leggere? ho spesso esitato….. a volte mi manca la continuità nella lettura se un libro non mi prende subito…

  8. Grazie per passare dal mio umile blog e grazie anche per il tuo dolce commento. Mi hai dato una fantastica notizia sul Tiziano, giacché non conoscevo le date di quella interessante mostra, mostra che spero quanto prima andare a sbirciare.

    Felicità

    Rino, trovando spunto per un viaggio culturale.

  9. Ho letto anch’io questo libro e mi è piaciuto molto. Ho fatto più o meno le tue stesse considerazioni. E ho preso l’aquilone come immarcescibile simbolo di speranza e di gioia.
    Mi hanno detto che l’altro libro di questo autore, Mille splendidi soli, è ancora più bello. Appena potrò, appena questo brutto periodo si calma, cercherò di comprarlo, lo leggerò, e poi ti dirò… 😉
    Un bacione!

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